Messina, la pioggia uccide ancora

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Alessandro De Pascale

MALTEMPO. Frana il terreno nel messinese a causa delle intense precipitazioni. Almeno tre le vittime. Ancora isolati alcuni paesi.

Ieri sera erano da poco passate le 19, quando sulla Rete sono iniziati a comparire una serie di brevi filmati ripresi dai cittadini con i propri telefonini. Mostravano il torrente Longano in piena che a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) rompe gli argini e con il suo carico di fango invade le vicine case. Sono le prime immagini dell’ennesima alluvione autunnale che stavolta ha colpito la provincia di Messina. Dopo la Liguria e la Toscana, il dissesto idrogeologico torna ad uccidere nello Stretto: quattro vittime, tra cui un bambino di dieci anni.

La Cina fa shopping in Italia. Ora spunta nell’affare Ponte

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Alessia Candito

AMBIENTE. Per il ponte sullo stretto di Messina ci sarebbe un forte interesse di China Investment Corporation interessata ad investire nelle infrastrutture del nostro Paese.

Ci potrebbero essere i cinesi nel futuro del Ponte sullo Stretto. Trent’anni dopo la costituzione per decreto della società Stretto di Messina e dopo aver mandato in fumo oltre 400 milioni di euro in progetti, consulenze e pubblicità, è iniziata la questua internazionale per finanziare il Ponte che non c’è. Allo stato, neanche sulla carta.

Collisione al largo di Napoli tra cargo della Messina e peschereccio

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Andrea Palladino

SICUREZZA. Due pescatori del Giovanni Padre dispersi. Si salva il capo barca, che racconta: «Quel cargo ci ha colpito in pieno». A dicembre la nave “gemella” Jolly Amaranto affondò in Egitto.

Vincenzo e Alfondo Guida avevano 43 e 21 anni. Erano padre e figlio, pescatori di Ercolano, in provincia di Napoli. Era loro il peschereccio “Giovanni Padre” affondato ieri mattina davanti alla costa di Ischia, molto probabilmente speronato dal mercatile “Jolly Grigio”, nave della flotta Ignazio Messina di Genova. Il terzo membro del piccolo equipaggio, Vincenzo Birra, capo barca, è stato salvato subito dopo l’affondamento dal peschereccio Rosinella, il primo a dare l’allarme.

Pastori sardi e “forconi”. Estate di lotta contadina

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Diego Carmignani

PROTESTA. Con la presenza del neonato movimento siciliano, riparte da Cagliari la mobilitazione contro governo e Regione, responsabili della profonda crisi economica di pastorizia e agricoltura.
 

Dopo aver fatto tappa ai “piani alti”, Roma e Bruxelles, riparte dalla base la protesta dei pastori sardi, ancora in piazza per le stesse questioni irrisolte sulle quali nessuno ha ancora mosso un dito e che condannano a morte il settore primario, messo ai margini rispetto ad altri pezzi dell’economia nazionale ben più tutelati.

La mafia al galoppo. Corse e stalle in città

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Giorgio Mottola

IL CASO. Le gare clandestine di cavalli rendono ai clan oltre 1 miliardo di euro all’anno. La Sicilia è prima per volume di affari. Le strade di Palermo e Catania all’alba si trasformano in ippodromi clandestini.

La cocaina fa effetto anche sui cavalli. Il ragazzo, che indossa un giubottone marrone di pelle, lo sa bene. Si ferma davanti a una coppia di animali e avvicina alle loro narici il palmo della mano ricolma di polvere bianca. Il rombo assordante dei motorini e dei clacson copre il nitrito degli animali e le urla degli scommettitori che aspettano che la corsa cominci. La scena è in un video caricato su Youtube qualche settimana fa e acquisito dalla Procura di Catania. Ma non è un filmato esclusivo: in rete ce ne sono centinaia.

L’emergenza si allarga anche a Puglia e Sicilia

Giorgio Mottola

La crisi Spazzini non pagati, autocompattatori rotti e aziende sull’orlo della bancarotta. Così Agrigento, Messina e Foggia sono da giorni sepolte da tonnellate di monnezza
 

Messina, Agrigento, Foggia. Sono le altre città che stanno collassando sotto il peso dei sacchetti dell’immondizia. Nuovi punti nevralgici di un’emergenza rifiuti che dalla Puglia scende fino in Sicilia. Qui, a differenza della Campania, il problema non è soltanto dove mettere i rifiuti. Ma svuotare i cassonetti. La crisi nasce infatti dall’impossibilità materiale di raccogliere l’immondizia. Il motivo? Spazzini non pagati da mesi, autocompattatori rotti e mai riparati, società di raccolta rifiuti sull’orlo della bancarotta.

Sud, ancora emergenza. Non c’è difesa del suolo

Alessio Nannini

MALTEMPO Difficile la situazione nel messinese, dove frane e smottamenti hanno costretto alla chiusura di alcune strade. Un allarme acuito dai continui tagli ai fondi contro il dissesto

 

Messina contro il Ponte

Antonio Mazzeo

MANIFESTAZIONE. Nella città siciliana migliaia di persone chiederanno al governo di «usare i fondi pubblici dell’opera sullo Stretto per mettere in sicurezza il territorio», un anno dopo la tragica alluvione di Giampilieri.

Un anno fa l’alluvione che ha spazzato via il villaggio di Giampilieri e la cittadina di Scaletta (Messina). Una delle tragedie più gravi della storia d’Italia con 37 morti. Per ricordare l’alluvione e le gravi responsabilità di politici ed amministratori, al Corteo nazionale contro il Ponte sullo Stretto, sono attesi oggi a Messina migliaia di partecipanti per «spostare i fondi pubblici destinati a quest’opera inutile e dannosa, alla messa in sicurezza del territorio», spiega la Rete No Ponte che organizza l’iniziativa.

Messina torna in piazza

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Alessandro De Pascale

SICILIA. I comitati che si oppongono alla costruzione del Ponte sullo Stretto manifestano oggi per chiedere al governo di dirottare i fondi dell’opera sulla messa in sicurezza del territorio. E intanto fermano le trivelle.

I comitati che si oppongono alla costruzione del Ponte sullo Stretto tornano in piazza. La manifestazione si terrà oggi nel rione Torre Faro, a Messina. Un luogo simbolo per le reti No Ponte, perché in questa frazione a nord della città da giugno sono partite le indagini geognostiche che dovevano consentire di realizzare il progetto definitivo dell’opera entro settembre ma che ora secondo Impregilo «sarà finito a novembre».

La cosca del Ponte

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Vincenzo Mulè

'NDRANGHETA. Conquistare la piana di Gioa Tauro per arrivare in anticipo al controllo dei cantieri del ponte sullo Stretto. Era il progetto del boss Rocco Mole’, ucciso in un agguato nel febbraio del 2008.

Conquistare la piana di Gioa Tauro per arrivare in anticipo al controllo dei cantieri del ponte sullo Stretto. Era il progetto del boss Rocco Mole’, ucciso in un agguato nel febbraio del 2008, emerso dalla deposizione del collaboratore di giustizia Cosimo Virgiglio, sentito per otto ore nel corso del processo ‘Cent’anni di Storia’ dinanzi al tribunale di Palmi. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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