Tutti in piazza con la Fiom, a volto scoperto

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Enrico Campofreda

OPPOSIZIONE. I metalmeccanici scelgono di manifestare scatenando l’entusiasmo di chi vuole recuperare la delusione del 15 Ottobre.

La Fiom in piazza ci va comunque. Superando i divieti del sindaco Alemanno, i fulmini e gli allagamenti di Roma e promette una grande affluenza, non solo di operai Fiat e di Fincantieri. Nella tre giorni di “tira e molla” con le autorità che, dopo gli scontri di sabato, imponevano la blindatura della capitale, il segretario Landini aveva fermamente ribadito che era impossibile cancellare una manifestazione nazionale del maggior sindacato italiano di categoria con alle spalle una storia centenaria e mani dedite al lavoro, non alle violenze.

Camusso va dalla Fiom in piena ventata di crisi

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Eloisa Covelli

ECONOMIA. Mentre le Borse chiudono in rosso e le stime di crescita del Pil vengono riviste al ribasso, la leader della Cgil si presenta davanti ai metalmeccanici critici sull’accordo del 28 giugno.

Nel pieno della bufera economica, la segretaria del principale sindacato italiano, Susanna Camusso, si presenta davanti alla platea dei metalmeccanici all’indomani della convalida dell’accordo del 28 giugno, che modifica per sempre le relazioni industriali nel nostro Paese. Mentre la leader Cgil attende il suo intervento, le notizie che arrivano dalla Borsa fanno tremare. Milano chiude con -4,52%, Parigi con -5,25%, Londra - 4,67%, Francoforte -4,96%.

«Convinceremo la Cgil a modificare l’accordo»

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Giuliano Rosciarelli

INTERVISTA. A due giorni dalla firma dell’accordo tra Confindustria e i tre sindacati, la Fiom ribadisce la propria contrarietà e lancia un appello alla Camusso: «Coerenza con quanto si è detto».

«Coerenza con quanto si è detto e quanto poi si vuole fare». è quanto ha chiesto ieri dal segretario della Fiom Maurizio Landini ai vertici della Cgil che martedì sera hanno firmato, insieme con Cisl, Uil e Confindustria, un’intesa di accordo sulla contrattazione e la rappresentanza. Una bocciatura su tutta la linea da parte degli stati maggiore delle tute blu della Cgil. Che si sono riuniti ieri per chiedere una sospensione degli accordi, almeno fino a quando gli operai delle categorie interessate non avranno espresso la propria opinione.

Capodanno disoccupato

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Valerio Ceva Grimaldi e Alessio Postiglione

VERTENZE. A Pomigliano d’Arco continua la protesta degli ex lavoratori della Fiat. Da anni precarizzati, interinalizzati. Oggi licenziati. «Spostano le produzioni al Nord. Tutta colpa della Lega». Le commesse sono poche, e a pagare è solo il Sud

Trentuno dicembre, primo gennaio e ancora oggi. Non è il calendario delle feste, ma quello di lotta, qui dal municipio di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, occupato dai primi 38 metalmeccanici della Fiat licenziati, secondo le tute blu, dal Piano Marchionne. Guardiamo negli occhi le facce segnate dalla durezza della fabbrica, le stesse di Termini Imerese, Melfi, Arese e Mirafiori.

Termini Imerese in piazza contro la Fiat e l’arrivo dei tycoon cinesi

Pietro Orsatti

LOTTE. Marchionne vuole interrompere la produzione dello stabilimento siciliano dal 2012, liquidando il sogno industriale e produttivo nel palermitano. I sindacati dei metalmeccanici superano le divisioni e chiedono soluzioni.

Ferma la produzione ieri alla Fiat di Termini Imerese e in tutte le aziende dell’indotto. In sciopero contro la decisione della Fiat di non produrre più auto nella fabbrica siciliana a partire dal 2012. La novità è che la decisione della Fiat è stata presa nonostante ci fosse un tavolo aperto con governo e parti sociali, e quindi senza neanche sondare quali fossero le possibili soluzioni alternative a una serrata.

La Fiom chiama alla mobilitazione

Pietro Orsatti

LAVORO. Il sindacato dei metalmeccanici promuove una settimana di protesta. Il 14 manifestazione a Roma.

L’accordo separato sul contratto dei metalmeccanici, firmato solo da Cisl e Uil, sta surriscaldando il clima sulla crisi occupazionale. Oggi a Bergamo si terrà l’assemblea dei delegati di Fim-Cisl e Uilm per discutere proprio dell’accordo contrattuale che il 25, 26 e 27 novembre sarà sottoposto al giudizio degli iscritti delle due organizzazioni firmatarie.

In piazza il Paese reale

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Manuele Bonaccorsi

LO SCIOPERO DELLA FIOM Cortei dei metalmeccanici per il contratto a Roma, Milano, Firenze, Napoli e Palermo. Nella Capitale gli operai davanti alla Rai. Chiedono che si torni a parlare della crisi. Cancellata da festini e presunte «toghe rosse».

Democrazia, diritti, salario. Libertà di stampa, blocco dei licenziamenti, un nuovo modello di sviluppo, rispettoso dell’ambiente, per uscire dalla crisi. Oggi scende in piazza l’opposizione vera. Quella senza toghe né programmi tv. è l’opposizione di chi, questa estate, ha deciso di salire sopra i tetti delle fabbriche. Per non finire sotto i ponti. I metalmeccanici della Fiom-Cgil incrociano le braccia.

Ecco il porto fantasma di Trieste, dove lo Stato vuole privatizzare tutto

Pietro Orsatti da Trieste

CRISI
— I cassintegrati portuali ricevono 300 euro al mese e ora la recessione colpirà anche i colletti bianchi. —

Ci sono luoghi dove crisi economica e politica si uniscono e diventano un unico oggetto sociale. Uno di questi è Trieste. Città irrisolta, per quanto riguarda la sua vocazione commerciale come porta fra Mediterraneo ed Europa centrale.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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