Il bluff del Piano per il Sud

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Alessandro De Pascale

SVILUPPO. La diplomazia a stelle e strisce boccia senza appello il “Piano Marshall” nel Mezzogiorno lanciato da Berlusconi: «I cambiamenti radicali di cui necessita quell’area non si possono comprare. Anche mettendo sul piatto vari miliardi di euro».

«Berlusconi ha paragonato il suo Piano per il Sud al “New Deal” di Roosevelt, al “Piano Marshall”. Il Mezzogiorno ha senza dubbio bisogno di molto più di una boccata di ossigeno per diventare competitivo con il Centro-Nord. Cambiamenti radicali che non si possono comprare, anche mettendo sul piatto miliardi di euro». È una bocciatura senza appello quella del console statunitense a Napoli, J. Patrick Truhn, al Piano per il Sud lanciato dal premier nell’estate 2009.

Gli Usa contro lo stop alle trivelle in Val di Noto

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Un cable del 2008 sulla crescita del settore energetico nel Sud Italia rivela che per «difendere» le estrazioni della Panther Oil, bloccate dal Tar, scese in campo «il Console generale».

Contro lo stop alle trivelle nelle aree protette dall’Unesco della Val di Noto (Sicilia orientale), scese in campo direttamente la diplomazia Usa. Lo rivela un cablogramma “per uso ufficiale” diffuso da Wikileaks, scritto nell’ottobre 2008 dal console statunitense a Napoli, J. Patrick Truhn. Il documento, inviato a Washington all’ufficio del Segretario di Stato, si occupa della «crescita del settore energetico nel Sud Italia».

Catastrofe Mezzogiorno. Giovani senza futuro

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Giorgio Mottola

ECONOMIA. Il rapporto Svimez delinea un quadro tragico per il Sud. Il Pil cresce lentamente, la dicoccupazione giovanile è oltre il 70 per cento e diminuiscono i consumi alimentari delle famiglie.

Il Nord riparte e il Sud rimane drammaticamente al palo. La crisi non ha colpito tutti allo stesso modo. È quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2011. Se le regioni settentrionali si stanno rialzando, seppur molto più lentamente rispetto al resto d’Europa, per il Mezzogiorno questi ultimi due anni sono stati una vera e propria catastrofe. Dei 533 mila posti di lavori che sono andati persi tra il 2008 e il 2010, il 60 per cento delle perdite è localizzato a sud di Roma. Non conviene avere meno di trent’anni nel Meridione.

L’Istat lancia l’allarme: «Otto milioni di poveri»

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Alessandro De Pascale

CRISI. In difficoltà oltre una famiglia su cinque, il 13,8 per cento dell’intera popolazione italiana. Numeri quasi doppi nel Mezzogiorno. A dirlo è il rapporto 2010 dell’ente pubblico di statistica.

Oltre 2 milioni e 734mila famiglie sono relativamente povere, pari all’11 per cento di quelle residenti in Italia. Che corrispondono a ben 8 milioni e 272mila individui, il 13,8 per cento dell’intera popolazione. Risultano invece in condizione di povertà assoluta, un milione e 156mila famiglie (il 4,6% del totale), per un totale di 3 milioni e 129mila individui (il 5,2% dell’intera popolazione). Sono i dati del Rapporto sulla povertà in Italia nel 2010, diffuso ieri dall’Istituto nazionale di statistica (Istat).

Belpaese, il futuro è in una nuova Unità

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Milena Cuccurullo

SAGGI. Antonio Polichetti con Quo vadis Italia?, partendo dalla cronaca di tutti i giorni, traccia la rotta per combattere il degrado morale guardando alla tradizione umanistica del Mezzogiorno.

«E' assolutamente accertato, anche attraverso commissioni di inchiesta parlamentare, il sistematico trasferimento di rifiuti tossici altamente pericolosi dall’industria del Nord al territorio campano, un traffico co-gestito dalla camorra». Con queste parole, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, confermava dinanzi all’opinione pubblica italiana l’esistenza di un enorme traffico di rifiuti tossici dalle industrie del Nord alle campagne del Sud, con l’intermediazione della criminalità organizzata.
 

Informazione e inchieste. L’esperienza di Terrelibere

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Danilo Chirico (Inserto domenicale)

CREATIVITA' MERIDIANE. Prosegue la nostra inchiesta sul Mezzogiorno e sui suoi nuovi protagonisti. A colloquio con Antonello Mangano, giornalista e scrittore, ideatore con successo a Messina nel 1999 di un sito internet e poi di una casa editrice diventate anche un’impresa economica. «L’obiettivo è occupare quella terra di mezzo che esiste tra la ricerca accademica e il giornalismo incapace di avere memoria».

Raccontare il Sud, nel modo giusto. Senza sconti e senza pregiudizi, provando a stare dentro le cose con rigore e senza l’ansia di rincorrere la notizia del giorno. Che spesso una vera notizia non è. Nasce da questa necessità a Messina il sito Terrelibere.org. È il 1999 e internet non ha ancora la diffusione di oggi. E dedicarsi a una cosa del genere - nel profondo Sud, a quei tempi - può sembrare una pazzia.

«Raccontare la Calabria con ironia e speranza»

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Danilo Chirico (Inserto domenicale)

CREATIVITA' MERIDIANE. Ernesto Orrico, attore, regista, scrittore, è il protagonista di questa settimana della nostra inchiesta sul Mezzogiorno. «Negli ultimi venti anni - spiega parlando della sua regione - s’è affermato qualcosa che non c’era: autori che vale la pena leggere, uomini di teatro che vale la pena guardare, musicisti che vale la pena ascoltare». Intanto, lui resta un “dissidente”.

Scrive Daniele Gambarara, docente di Filosofia del linguaggio all’Università della Calabria, nella sua prefazione al libro ‘A Calabria è morta: «A un calabrese ancora oggi e sempre sono aperte due strade: brigante o emigrante, perché la Calabria è morta». Ernesto Orrico (che di ‘A Calabria è morta è l’autore) ha scelto una terza strada. Si sente, è un «dissidente».

«Siamo una bella nave allo sbando»

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Danilo Chirico

CREATIVITA' MERIDIANE. Con il regista pugliese Edoardo Winspeare parte “Creatività meridiane”, un ciclo di incontri con intellettuali, artisti, politici, semplici cittadini meridionali che hanno piccole e grandi esperienze da raccontare alla ricerca di nuove idee, memorie disperse e buone pratiche. È il tentativo di fare un racconto autentico del Mezzogiorno, un modo di provare a scrivere parole inedite sul Sud, un contributo a un ragionamento - collettivo e individuale - sempre più urgente: ricostruire un’originale identità meridionale. In un Paese
davvero unito.

Edoardo Winspeare è un regista meridionale e un personaggio anomalo per i canoni del Sud per molte ragioni. Innanzitutto, la più banale: il cognome che porta, segno di una storia del tutto particolare. Winspeare è nato in Austria, originario di una famiglia nobile e cattolica dello Yorkshire che si trasferisce nel regno di Napoli in seguito a una guerra di religione. Cresce nel Salento. Poi decide di studiare cinema e si trasferisce a Firenze, quindi a New York, poi ancora a Monaco di Baviera.

Unità d’Italia, l’altra storia

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Angelo D’Ambra* (Terra Campania)

INTERVENTI. Il movimento L’Altro Sud ricorda che oggi, come150 anni fa, il Mezzogiorno torna ad alzare la testa in difesa del territorio.

Certi fermenti non spuntano all’improvviso, come funghi dopo la pioggia, ma sono frutto di una lunga e sotterranea fase preparatoria, che resta per lo più sconosciuta. Solo quando tutto è pronto e la stagione è opportuna, si diffondono, si rafforzano. La crisi dello Stato-nazione e del centralismo dirigista, accompagnata dalla fine delle ideologie, ha lasciato emergere nuovi paradigmi dell’agire sociale e politico, nuove idee che spaziano sui suggestivi panorami delle numerose regioni d’Europa.

Una luce verde per il Sud

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Giuliano Rosciarelli

DOSSIER La green economy è la speranza per il nostro Mezzogiorno in crisi. Lo dice il rapporto dello Svimez.Dal 2000 al 2008 la potenza degli impianti e l’elettricità prodotta con le rinnovabili è fortemente cresciuta

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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