Scontri in Cile, la polizia si infiltra tra i manifestanti

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Marco De Vidi

AMERICA LATINA. Quattrocento arresti nella notte. Smascherato a Valparaiso un agente travestito e intento a provocare disordini. Il governo decide di chiedere spiegazioni ai militari.

Non si fermano le proteste degli studenti cileni, scesi nuovamente in piazza dopo gli scontri della settimana scorsa. Martedì erano 150mila le persone in marcia per le strade di Santiago (il governo ne ha contate 70mila), mentre in migliaia hanno manifestato anche a Valparaiso, Talca, Conceptión. Rispetto ai giorni scorsi la tensione non è diminuita: ieri notte sono stati 396 i nuovi arrestati, dopo gli oltre 800 della settimana passata. Si sono registrati 23 civili e 55 agenti feriti.

Poligoni di tiro e uranio. Troppe morti sospette

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Gianluca Martelliano (Ecoradio)

VELENI. Non solo Quirra. In Sardegna nuove testimonianze su militari deceduti per tumore che avevano prestato servizio a Capo Frasca. Dati epidemiologici inquietanti nell’area di Capo Teulada. «Mio figlio lavorava senza protezioni», denuncia il padre di Gianni Faedda, morto nel 2002.

«Mio figlio veniva mandato al poligono senza maschera, senza tuta, senza guanti, senza elmetto, senza niente. Raccoglieva a mani nude quello che i mortai lasciavano a terra. Gli altri, gli americani, avevano tutto l’occorrente». A parlare è Bastiano Faedda, padre di Gianni, giovane militare di leva che nel 1997 presta servizio in una base della Sardegna. Il ragazzo entra nel poligono sano e ne esce malato. Nel 2002 muore, ucciso da un tumore al cervello.

Il Cairo resta in piazza. E chiede maggiori diritti

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Annalena Di Giovanni

EGITTO. Il Paese si è svegliato senza una Costituzione. Una delegazione dei manifestanti incontra i generali dell’Esercito che assicurano di non voler restare al potere. Ma non tutti ne sono convinti.

«Non ce ne andremo, è il ministro degli Interni che deve andare via», gridavano ieri, a migliaia, a piazza Tahrir. Non erano studenti, né attivisti politici, ma forze di polizia al loro secondo giorno di agitazione. Nell’altro Egitto, quello libero, anche i vecchi nemici di Mubarak vogliono voltare pagina. Girano per le strade chiedendo aumenti di salario e mostrando le foto degli agenti caduti durante gli scontri. «Anche loro sono vittime del regime», gridano.

Rifiuti, l’esercito ora in azione

Alessandro De Pascale

NAPOLI. Da ieri oltre 400 militari del 21esimo Genio guastatori di Caserta stanno rimuovendo le 2.500 tonnellate di spazzatura ancora per le strade.

Da ieri oltre 400 militari del 21esimo Genio guastatori di Caserta stanno rimuovendo le 2.500 tonnellate di spazzatura ancora per le strade. In azione anche trenta autocompattatori inviati dalle altre Regioni italiane. La pulizia straordinaria dell’esercito è iniziata dai comuni della provincia e più precisamente da Quarto (a Nord di Napoli) e Castellamare di Stabia (a sud), tra le zone più colpite da quest’ultima emergenza.
 

Gli Usa restano a Kabul. Trema il bilancio militare

Emanuele Bompan

AFGHANISTAN. Secondo i militari la nuova strategia per contrastare i ribelli talebani ha bisogno di maggior tempo per essere messa in atto. Intanto il ministero della Difesa annuncia tagli per 100 miliardi di dollari.

Che a Washington tirasse brutta aria tra casa Bianca e Pentagono sulla tempistica della exit strategy afgana era cosa nota. La conferma arriva ora dal New York Times, secondo il quale gli ufficiali militari stanno cercando di rallentare la tempistica per riportare le truppe a casa. Secondo i militari la nuova strategia per contrastare i ribelli talebani iniziata nel 2009, ha bisogno di maggior tempo per essere messa in atto.

Come in una fiction

Adele Parrillo

COMMENTI. La chiamano “missione di pace”, ma è una guerra in piena regola. La propaganda, la disinformazione, è ciò che fanno ogni giorno i governi nei riguardi dell’informazione sulle guerre.

«Uccidere un uomo è cosa da poco, uccidere un’opinione produce effetti più  duraturi». è questo l’incipit che Bruno Ballardini fa alla premessa del suo breve saggio “Manuale di disinformazione” e prosegue: «Uno dei grandi progressi di questo secolo è stato senza dubbio il graduale passaggio dalla guerra convenzionale alla guerra con i media, cioè alla disinformazione».
 

Rientrano le salme dei due militari italiani da Herat

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Susan Dabbous

AFGHANISTAN. Mentre si attendono per oggi le spoglie degli artificieri, vittime mercoledì scorso di un’esplosione, l’Italia si interroga sul senso della guerra. Ed Emergency riapre l’ospedale di Lashkar-Gah.

Dovrebbero rientrare oggi Italia le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i due militari morti in Afghanistan, mercoledì scorso, nell’esplosione di un ordigno che cercavano di neutralizzare. Intanto, a un giorno dall’accaduto, sono emersi nuovi particolari sulla dinamica dell’esplosione che appare ormai una vera e propria trappola.

L’esercito turco bombarda postazioni irachene del Pkk

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Annalena Di Giovanni da Istanbul

TURCHIA. Dopo giorni di alta tensione sulle montagne del Kurdistan, al confine con l’Iraq, Ankara ha dato il via ieri all’operazione militare. Colpiti villaggi civili, ma l’obiettivo è epurare il Partito curdo dei lavoratori.

E alla fine si sono levati in volo, i caccia bombardieri turchi. Dopo giorni di riunioni a porte chiuse del Consiglio nazionale di sicurezza, col numero dei morti fra le fila dell’esercito salito a 50 in soli due mesi, è partita l’invasione aerea nel Kurdistan iracheno, a caccia dei rifugi dei guerriglieri del Partito dei lavoratori curdi (Pkk).

Privatizzazioni, ecco Difesa spa

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Sara Picardo

PROTESTA. A breve il governo nominerà il cda. La denuncia dei cittadini e la preoccupazione dei sindacati di base.

L'effetto boomerang non si è fatto attendere: dopo la Protezione civile spa è finita in questi giorni sotto il mirino dell’opposizione anche la Difesa servizi spa, società per azioni in house al ministero della Difesa, nata con l’ultima legge finanziaria. Quest’ultima privatizzazione permette, tra le altre cose, di vendere il patrimonio dell’esercito senza dover rendere conto ad altri ministeri né agli enti locali, costruendoci su, se si vuole, anche una bella discarica.
 

In Niger un colpo di Stato legato al business nucleare

Paola Mirenda

AFRICA. Il presidente Mamadou Tandja è stato destituito giovedì dai militari. Il suo mandato era scaduto a dicembre ma la modifica alla Costituzione e lo scioglimento del Parlamento lo avevano mantenuto al potere. Ora il suo tempo è finito.

Tesa ma finora calma la situazione a  Niamey, dove da ieri vige il coprifuoco dopo il colpo di Stato di giovedì che ha portato all’arresto del presidente Mamadou Tandja e del suo luogotenente, confinati ora in una caserma a 20 chilometri dalla capitale. Le strade sono pressoché deserte, mentre la radio ufficiale, Voix du Sahel, diffonde da giovedì alle 18 musica militare.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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