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Gli Usa restano a Kabul. Trema il bilancio militare

Emanuele Bompan
AFGHANISTAN. Secondo i militari la nuova strategia per contrastare i ribelli talebani ha bisogno di maggior tempo per essere messa in atto. Intanto il ministero della Difesa annuncia tagli per 100 miliardi di dollari.

Che a Washington tirasse brutta aria tra casa Bianca e Pentagono sulla tempistica della exit strategy afgana era cosa nota. La conferma arriva ora dal New York Times, secondo il quale gli ufficiali militari stanno cercando di rallentare la tempistica per riportare le truppe a casa. Secondo i militari la nuova strategia per contrastare i ribelli talebani iniziata nel 2009, ha bisogno di maggior tempo per essere messa in atto.

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Come in una fiction

Adele Parrillo
COMMENTI. La chiamano “missione di pace”, ma è una guerra in piena regola. La propaganda, la disinformazione, è ciò che fanno ogni giorno i governi nei riguardi dell’informazione sulle guerre.

«Uccidere un uomo è cosa da poco, uccidere un’opinione produce effetti più  duraturi». è questo l’incipit che Bruno Ballardini fa alla premessa del suo breve saggio “Manuale di disinformazione” e prosegue: «Uno dei grandi progressi di questo secolo è stato senza dubbio il graduale passaggio dalla guerra convenzionale alla guerra con i media, cioè alla disinformazione».
 

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Rientrano le salme dei due militari italiani da Herat

Susan Dabbous
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AFGHANISTAN. Mentre si attendono per oggi le spoglie degli artificieri, vittime mercoledì scorso di un’esplosione, l’Italia si interroga sul senso della guerra. Ed Emergency riapre l’ospedale di Lashkar-Gah.

Dovrebbero rientrare oggi Italia le salme di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i due militari morti in Afghanistan, mercoledì scorso, nell’esplosione di un ordigno che cercavano di neutralizzare. Intanto, a un giorno dall’accaduto, sono emersi nuovi particolari sulla dinamica dell’esplosione che appare ormai una vera e propria trappola.

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L’esercito turco bombarda postazioni irachene del Pkk

Annalena Di Giovanni da Istanbul
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TURCHIA. Dopo giorni di alta tensione sulle montagne del Kurdistan, al confine con l’Iraq, Ankara ha dato il via ieri all’operazione militare. Colpiti villaggi civili, ma l’obiettivo è epurare il Partito curdo dei lavoratori.

E alla fine si sono levati in volo, i caccia bombardieri turchi. Dopo giorni di riunioni a porte chiuse del Consiglio nazionale di sicurezza, col numero dei morti fra le fila dell’esercito salito a 50 in soli due mesi, è partita l’invasione aerea nel Kurdistan iracheno, a caccia dei rifugi dei guerriglieri del Partito dei lavoratori curdi (Pkk).

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Privatizzazioni, ecco Difesa spa

Sara Picardo
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PROTESTA. A breve il governo nominerà il cda. La denuncia dei cittadini e la preoccupazione dei sindacati di base.

L'effetto boomerang non si è fatto attendere: dopo la Protezione civile spa è finita in questi giorni sotto il mirino dell’opposizione anche la Difesa servizi spa, società per azioni in house al ministero della Difesa, nata con l’ultima legge finanziaria. Quest’ultima privatizzazione permette, tra le altre cose, di vendere il patrimonio dell’esercito senza dover rendere conto ad altri ministeri né agli enti locali, costruendoci su, se si vuole, anche una bella discarica.
 

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In Niger un colpo di Stato legato al business nucleare

Paola Mirenda
AFRICA. Il presidente Mamadou Tandja è stato destituito giovedì dai militari. Il suo mandato era scaduto a dicembre ma la modifica alla Costituzione e lo scioglimento del Parlamento lo avevano mantenuto al potere. Ora il suo tempo è finito.

Tesa ma finora calma la situazione a  Niamey, dove da ieri vige il coprifuoco dopo il colpo di Stato di giovedì che ha portato all’arresto del presidente Mamadou Tandja e del suo luogotenente, confinati ora in una caserma a 20 chilometri dalla capitale. Le strade sono pressoché deserte, mentre la radio ufficiale, Voix du Sahel, diffonde da giovedì alle 18 musica militare.

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L’impunità per legge

Adele Parrillo (Il veleno invisibile)
VELENI. Con il D.L. 1/2010 Art. 9, con cui lo scorso primo gennaio il governo ha rifinanziato le missioni internazionali di peacekeeping, il legislatore ha modificato le responsabilità dei militari in relazione ai problemi di inquinamento e salute.

Recita il D.L. 1/2010 Art.

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Appunti di viaggio nel cuore islamico delle Filippine

Luciano Del Sette
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REPORTAGE. Sul mare delle isole Sulu, dove i Badjao trascorrono tutta la loro vita. La presenza dei militari, lasciando il porto e inoltrandosi nella città, diviene una costante. In questi luoghi si svolge da anni uno dei tanti conflitti dimenticati. Qui il 26 dicembre 2004 arrivò l’onda impazzita dello tsunami che sconvolse Thailandia, Indonesia, Sri Lanka.

 A Manila, il giorno del Signore non cade il venerdì. A Manila, come a Baguio, Cebu City, Panay, Puerto Galera, si prega la domenica, recitando «Padre nostro che sei nei cieli» inginocchiati sui banchi di una chiesa che profuma di incenso ed esibisce il crocifisso e le immagini dei santi. Si prega, si fa la comunione, si esce sul sagrato, congedati dal suono delle campane.

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Il caro armato, l’indagine sui costi della macchina militare

Francesco Vignarca e Massimo Paolicelli
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ANTEPRIMA. Nel libro edito da Altraeconomia un’attenta ricognizione svela spese, sprechi e affari delle forze armate. Le risorse non stanno diminuendo: nel 2010 saranno oltre 23.500 i milioni di euro che peseranno sui conti pubblici.

L’obiettivo di Caro armato è analizzare a tutto campo la situazione delle spese militari e della struttura delle nostre forze armate, con tutte le debolezze che le contraddistinguono. Per prima cosa non è corretto dire che l’importo delle spese stia diminuendo, se lo si analizza con la giusta prospettiva.

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Uranio, il nemico è ovunque

Adele Parrillo
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URANIO IMPOVERITO – IL NEMICO INVISIBILE. L’uranio impoverito non uccide solo soldati in missione. A rischio anche chi vive vicino alle basi militari. E alle discariche abusive affondate dagli speculatori.

Se qualcuno di voi, leggendo storie sull’uranio impoverito, che riguardino luoghi e scenari di guerra lontano dalla nostra penisola, si fosse sentito al sicuro, è in grave errore. Problemi a causa dell’uranio ce ne sono un po’ ovunque. Che sia sotto casa, se viviamo nelle vicinanze di un poligono di tiro, o si tratti di cibo pescato in un mare sorvolato da aerei da guerra, poco cambia.

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