Quel parco eolico offshore ancora in altissimo mare

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Diego Carmignani

SICILIA. Sul tavolo del ministero dell’Ambiente il progetto di un mega-impianto da realizzare
nel Canale di Sicilia. Contrarietà della Regione, dei pescatori e delle associazioni ambientaliste.

La compagnia siciliana a conduzione famigliare specializzata in energie rinnovabili Four Wind srl ha un sogno: creare il più grande parco eolico offshore del pianeta. Duemila gigawatt di energia elettrica ricavata dagli impianti che andrebbero piazzati nel bel mezzo del Canale di Sicilia, nella zona compresa tra i banchi di Avventura, Pantelleria e Talbot, senza che alcuna elica rotante sia visibile da qualunque costa o isola si affacci sulla distesa di mare.

Prestigiacomo nasconde sotto la cenere un disastro ambientale

Giorgio Frasca Polara

DENUNCE. Un’interrogazione parlamentare mette in luce un grave caso di mancata bonifica tra Lazio e Umbria
dove un lungo incendio ha distrutto l’impianto che trattava rifiuti. A rischio la salute dei cittadini. E l’economia locale

Nel luglio scorso un lungo incendio, distrusse in Umbria gli impianti della Ecorecuperi, un’impresa impegnata nel trattamento dei rifiuti su carcasse bonificate di autoveicoli. L’incendio, scoppiato il 2 luglio, durò cinque giorni, anche se la ripresa quotidiana di focolai impegnò addirittura sino alla fine di agosto.

Capodanno precario

Rossana De Rossi

LA STORIA. Da 36 giorni 200 ricercatori e tecnici precari dell'Ispra occupano il tetto dell’Istituto a Roma per protestare contro la scadenza dei loro contratti. Dal primo gennaio 2010 molti resteranno senza lavoro, come già accaduto quest’anno a 250 loro colleghi. Inutile la trattativa con la struttura commissariale, guidata dal prefetto Vincenzo Grimaldi, e le richieste di incontro con il ministro Stefania Prestigiacomo

E' iniziato il conto alla rovescia sul tetto dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Non si tratta del classico countdown che precede capodanno: il -1 che è sulla bocca dei 200 ricercatori e tecnici precari, che ormai da 36 giorni occupano il tetto dell’Istituto a Roma, è riferito alla scadenza dei loro contratti.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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