Minori stranieri, casse vuote per l’accoglienza

immi.jpg
Dina Galano

IL RAPPORTO. I sindaci chiedono al ministro della Cooperazione Riccardi di assicurare il prosieguo dei finanziamenti. I dati Anci-Cittalia: nel 2011 presi in carico oltre 7.500 ragazzi non accompagnati.

Sono sempre più numerosi i minori non accompagnati che arrivano nel nostro Paese e sui Comuni grava l’onere di garantire loro un buon livello di accoglienza. In occasione della presentazione dei dati sugli ingressi del 2011, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) non ha mancato di sottolineare il punto: la protezione migliora, ma ha bisogno di finanziamenti adeguati per mantenere gli standard. La domanda, infatti, cresce: dai 5.879 presi in carico nel 2009 si è passati ai 4.588 nel 2010 fino ad arrivare ai circa 7.500 minori censiti a novembre 2011.

Save the children: in aumento i casi di sfruttamento minorile

2582010113240a.jpg
Marco De Vidi

IL RAPPORTO. L’organizzazione presenta i risultati di un’indagine condotta sul campo. Cresce il traffico dei minori nel nostro Paese, soprattutto provenienti da Romania, Nigeria e Albania.

Sono migliaia i minori che vengono condotti in Italia e sfruttati per scopi sessuali, per l’accattonaggio o per attività illegali e lavori irregolari. Ne parla il rapporto “I piccoli schiavi invisibili”, redatto da Save the children con la onlus On the road, che ha coinvolto trentadue associazioni e quindici regioni italiane e che è stato condotto tramite interviste a operatori in contatto con i minori in difficoltà.

Tra i minori dimenticati. In lotta per sopravvivere

01.jpg
Susan Dabbous da Lampedusa

REPORTAGE. Nell’isola esistono due centri che accolgono i migranti più piccoli. Uno in una parrocchia e l’altro in una base militare. Uniti dalla stessa disperazione e dalla voglia di evadere.

«Entrano gli adulti, scavalcano e nessuno dice niente. A me hanno rubato il telefonino», racconta Ziad, 16 anni. «A me le scarpe», dice Ahmed, coetaneo. C’è poca fratellanza alla “Casa della fratellanza” di Lampedusa messa disposizione da Don Stefano, dove vige la legge del più forte. Gli adulti sono i tunisini che vivono all’aperto sulla collina dietro al molo, ridotta ormai a cumulo di sporcizia. Nessuno però ha il coraggio di denunciare i soprusi  perché  temono le ritorsioni.

Save the children: non c’è un piano per i minori

Dina Galano

INTERVISTA. Tra i primi sbarchi a Lampedusa di persone provenienti dalla Libia, «c’erano anche molti bambini non accompagnati». Le loro condizioni vengono monitorate dall’Ong.

Con cinque operatori di stanza a Lampedusa, sotto il coordinamento del progetto Presidium del Viminale, Save the children è la Ong che sta monitorando le condizioni dei minori nordafricani. Secondo Carlotta Bellini, responsabile protezione minori dell’organizzazione, sono circa 800 i ragazzi arrivati, di cui ancora 350 trattenuti sull’isola. Di quest’ultimi, soltanto 30 sono stati identificati.

Dottoressa Bellini, i trasferimenti che dovrebbero “svuotare” Lampedusa rappresentano dei rischi per i minori?

Lampedusani in rivolta bloccano sbarchi e aiuti

sbarchi.jpg
Dina Galano

EMERGENZA PROFUGHI. Con l’arrivo di nuovi barconi, sull’isola si contano 7.000 stranieri. I cittadini promettono proteste no stop. La denuncia del procuratore Grasso: «Sono scomparsi 400 minori».

L’isola è allo stremo, i lampedusani sfiduciati. E non si fermano gli arrivi per mare di cittadini stranieri partiti dalla Tunisia, e ora anche dalla Libia, che ieri hanno portato a 7.000 la quota delle presenze nordafricane a Lampedusa. Nell’arco di ventiquattr’ore, tra domenica e lunedì, sono sbarcati al molo di Punta Favarolo in 1.933, il numero di più alto da quando è iniziata la nuova emergenza.
 

Minori, il carcere non è sempre uguale per tutti

04.jpg
Vincenzo Mulè

RAPPORTO. Antigone ha presentato il primo studio sugli istituti penali per ragazzi. Una realtà diversa da quella degli adulti ma che col tempo si stanno trasformando in contenitori di marginalità.

Tre anni dentro. Condividendo la vita negli istituti penali per minori. Nasce in seguito a questa esperienza Ragazzi dentro, il primo rapporto sul carcere per ragazzi. È bene mettere subito in evidenza che, fortunatamente, in queste strutture non ci sono situazioni di degrado paragonabili a quelli degli adulti.

Per abuso su minore il prete sconterà 10 anni

06ok.jpg
Dina Galano

PEDOFILIA. In carcere dal maggio scorso con l’accusa di violenza sessuale aggravata, don Pezzini è stato condannato dal tribunale di Milano. Oltre alla reclusione, dovrà risarcire la sua giovane vittima.

Non ha fatto in tempo il sommo pontefice ad ammonire la Curia, «sconvolta dalla dimensione inimmaginabile» degli abusi sessuali commessi da prelati, che arriva un’altra imbarazzante conferma. Il tribunale penale di Milano ieri ha concluso il primo grado di giudizio condannando don Pezzini, in carcere cautelativo dal maggio scorso per aver abusato di bambini e adolescenti, a una pena addirittura superiore a quella richiesta dalla Procura.

Se il pedofilo si nasconde on line

16.jpg
Federico Tulli

LA RICERCA. Mentre a Roma si conclude la due giorni organizzata dal Consiglio d’Europa per sensibilizzare i governi alla ratifica della Convenzione di Lanzarote, Telefono Arcobaleno denuncia un inquietante fenomeno.

Un turpe traffico trova sfogo nella rete. Inarrestabile. Crescono senza sosta infatti, il volume d’affari della pedopornografia on line e i “clienti” pedofili, ma soprattutto aumenta il numero dei bambini vittime di sfruttamento che di questo mercato sono la merce di scambio. Nel 2010 i piccoli schiavi hanno toccato quota 4mila, mille in più dell’anno precedente, e tre quarti di loro ha meno di dieci anni.

Il governo del non fare

07.jpg
Federico Tulli

PEDOFILIA. Presentata a Roma “Uno su cinque”, la campagna del Consiglio d’Europa per sensibilizzare l’opinione pubblica e arginare il dramma degli abusi sui bambini. L’Italia in ritardo con la ratifica delle nuove norme.

In Europa una persona su cinque è stata violentata nel corso della propria infanzia da un adulto. Nella quasi totalità dei casi (tra il 70 e l’85 per cento) la vittima conosce il suo aggressore che spesso è un familiare, un parente o comunque una persona di fiducia, ed è questa una delle principali ragioni per cui il 90 per cento dei crimini pedofili non viene denunciato alle autorità.

Nuovi casi di pedofilia in un collegio dei Gesuiti

Federico Tulli

GERMANIA. La commissione che indaga sui crimini compiuti nell’istituto Aloisius di Bonn ha raccolto la testimonianza di altre 12 presunte vittime. In totale, nel Paese, gli abusi a carico dell’ordine di Loyola sono 220.

Si allarga ancora lo scandalo per le violenze “sessuali” su minorenni nel collegio Aloisius dei gesuiti a Bonn in Germania. Secondo un rapporto provvisorio della commissione d’inchiesta governativa, il numero delle vittime che studiavano nell’istituto è cresciuto a 45 e i crimini sarebbero stati compiuti fino al 2008, e non solo fino al 2006 come era emerso in precedenza. Il rapporto finale dovrebbe essere pronto a dicembre, ha detto nella serata di lunedì una componente della commissione, l’avvocato Petra Ladenburger.

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31
OpinioneIl precariato nella tragedia della Concordia
da pietro ancona
 - 15/01/2012 - 12:29