A Cannes il giorno della verità per l’Italia

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Luca Bonaccorsi

MERCATI. Grande attesa per le misure che presenterà il governo Berlusconi. Dopo l’annuncio choc del referendum greco, è a Roma che si decide il futuro dell’euro, dell’Europa e della recessione.

Davvero tante le questioni sul tavolo del G20 oggi a Cannes. In cima alla lista, sebbene non la più importante, c’è il referendum a sorpresa indetto da Papandreu. Ieri in serata circolava la notizia che l’Ue avesse deciso di bloccare l’erogazione della sesta tranche del prestito ad Atene (fino all’esito dell’ipotetico referendum).

Decreto per lo sviluppo ancora in alto mare

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Monica Cataldo

POLITICA. Ancora vaghe le prospettive per le misure che dovrebbero rilanciare la crescita. D’Antoni (Pd): «Le risorse si devono trovare chiedendole a chi ha di più e investendo sulle aree deboli».

Non c’è fretta, non ci sono soldi. Tra il riso e il faceto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lapidava così i cronisti che gli chiedevano tempi e modalità per l’approvazione del Decreto Sviluppo. Un decreto che si presenterebbe a costo zero, a quanto pare, nonostante la caratteristica di “sviluppo”. Ma nonostante la battuta, il mondo delle imprese si dice «preoccupato per la leggerezza del Presidente. Dire che non ci sono soldi e che non c’è fretta sono due battute invise alla gente, alle imprese in particolare.

Iran, l’Unione europea approva nuove sanzioni

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Dal Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue arriva un pacchetto di misure punitive nei confronti di Teheran. Colpiti soprattutto il settore energetico, quello finanziario e dei trasporti.

Severe. Anzi, senza precedenti. L’Unione europea ha deciso ieri di colpire duramente l’Iran, con sanzioni che oggi verranno pubblicate ufficialmente ma che, stando a quanto trapelato dopo l’incontro di ieri del consiglio dei ventisette ministri degli Esteri, saranno di gran lunga le più incisive misure punitive nei confronti della Repubblica Islamica prese sinora.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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