Cambiamento climatico nella terra dei nomadi

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Bruno Picozzi

MONDO. Mongolia, inverni freddissimi seguiti da siccità. Il riscaldamento globale è più evidente qui che nella maggior parte delle altre regioni del mondo, denunciano le autorità del Paese. Nell’ultimo anno
il fenomeno ha ucciso il 20 per cento degli animali d’allevamento. L’incessante attività mineraria è tra
le principali cause della desertificazione del territorio. Ma il business non si ferma.

Nei primi mesi del 2010, in Mongolia, un inverno molto freddo e nevoso seguito da un periodo di siccità estiva ha impedito a molte specie da pascolo di alimentarsi in maniera adeguata. Il disastro, che i mongoli chiamato zud, ha provocato la morte di milioni tra cammelli, capre, pecore, mucche, yak e cavalli». Questa la didascalia del Time sotto una delle foto mostrate per presentare le dieci più strane ecatombi di animali avvenute quest’anno.

Cina, una Muraglia verde contro la desertificazione

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Paolo Tosatti

AMBIENTE. Pechino vara un progetto per il rimboschimento della regione autonoma della Mongolia Interna. Settanta milioni di dollari e cinque anni di tempo per realizzare una fascia di vegetazione lunga 200 chilometri.

Cinque anni per realizzare una fascia verde lunga 200 chilometri e larga 10.

Viaggio in Mongolia Terra di nomadi e di affari

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Elena Dalla Massara

MONDO. Ricco di tradizioni millenarie e di risorse naturali, l’ex impero di Gengis Khan fa gola a molti per le sue risorse minerarie. Se il Paese - stretto tra i colossi Russia e Cina - sembra cavalcare l’onda del successo diplomatico e degli investimenti esteri, una classe politica corrotta e una povertà diffusa ne impediscono il decollo.

Il National Geographic l’ha inserita tra le mete più affascinanti del pianeta. Sconfinata, mistica e selvaggia, la Mongolia stupisce ed emoziona per i suoi cieli azzurri, le pianure ghiacciate d’inverno e bruciate dal sole d’estate, i riti sciamanici e i canti di gola che i nomadi intonano per simulare il suono del vento.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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