MUSICA. Qualche ingenua dichiarazione sul suo rapporto con la cocaina fa cadere un bravissimo e trasgressivo musicista nella tela dell’ingranaggio televisivo e del Festival di Sanremo che lui stesso aveva sfidato. E così l’ex cantante, bassista e tastierista dei Bluvertigo da essere sabotatore dei meccanismi televisivi diventa carne macellata nell’auditel di “Porta a Porta”. È la fine del mito che lui stesso aveva alimentato: l’idea che sia possibile far penetrare l’artigianato musicale di raffinata fattura nei canali consueti dello show business più rapace.
Partiamo dal concetto che l’esclusione da San Remo è una cosetta piccina piccina di cui, volendo, ci si potrebbe anche rallegrare. E di cui probabilmente si fregerebbero, sfoggiandola come un trofeo, artisti a vario titolo passati alla semidivinità come Jim Morrison, Sid Vicious, Janis Joplin e compagnia bella (sempre che dalle parti loro uno sceneggiato musicale tal fatto sia immaginabile).