Nubifragio a Roma, capitale in ginocchio

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Michele Fiorito

MALTEMPO. Aveva 32 anni il cittadino dello Sri Lanka morto annegato in un seminterrato. Tipico luogo senza abitabilità affittato ai migranti.

Nel giro di un’ora e mezza, ieri mattina a Roma è caduta quasi la pioggia di un intero mese. «Un nubifragio di carattere eccezionale che tra le ore 6:30 e le 8 ha fatto registrare la caduta di ben 74,4 millimetri di pioggia», spiega Tommaso Profeta, direttore della Protezione civile di Roma, e «se pensiamo che la media delle precipitazioni ad ottobre è di 87,3 millimetri, questa mattina in un’ora e mezza sono cadute quasi tutte le quantità dell’arco mensile».

Controffensiva talebana. Morto un altro soldato italiano

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Paolo Tosatti

AFGHANISTAN
— Cresce la tensione nel Paese per le elezioni presidenziali del 20 agosto. Per garantire le votazioni, le forze internazionali hanno inviato sul campo ulteriori rinforzi. Ma la guerriglia dei ribelli musulmani non vuole arrendersi. —

«La guerra è uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farla...». Questo è stato l’ultimo messaggio lasciato sulla bacheca del suo profilo facebook dal primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio, caduto ieri vittima di un attentato dinamitardo contro una pattuglia di militari italiani in Afghanistan, a 50 chilometri da Farah.

Palio, quanta crudeltà

Gianluca Felicetti

ANIMALI
— Tradizione e business a spese degli animali. La corrida ha fatto dopo anni una vittima umana, ma di tori ne nuoiono ogni anno oltre trentamila. —

Incornata da un toro, una persona è morta l’altro ieri nella famosa corsa di Pamplona. Non succedeva da quasi quindici anni. Un incidente, per un partecipante volontario. Chi invece non partecipa per propria volontà, e dopo ogni colorato encierro sicuramente muore, sono i tori lanciati a grande velocità per le strade della cittadina spagnola. Il fine della festa non è l’uccisione degli animali. Ma il loro sgozzamento o reimpiego per le mortali corride fa parte della tradizione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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