A un palmo dal suolo

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Francesca Franco (Inserto domenicale)

ARTE. Una parte significativa della ricerca scultorea contemporanea non solo ha rinunciato al piedistallo, ma si è radicalmente svincolata da ogni rapporto con il suolo. Piuttosto che farsi portatrice di memoria o di realtà nella flagranza del proprio peso statico, ha scelto la pratica imprevedibile
della sospensione.

Buona parte della scultura di oggi sfida le leggi della gravità, si finge esile e precaria o effimera, persegue la sobrietà e la leggerezza, per muovere alla conquista di uno spazio di pensiero nuovo.

Attentato all’aeroporto. Il kamikaze era un uomo

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Susan Dabbous

RUSSIA. Dopo l’esplosione di lunedì che ha provocato 35 morti, la procura russa ha aperto un’indagine su presunte violazioni della sicurezza dello scalo moscovita di Domodedovo.

«Staneremo i responsabili e il castigo sarà inevitabile». Il premier russo Vladimir Putin dà ancora una volta una risposta muscolare al terrorismo. Con lo stesso linguaggio in passato disse: «I terroristi saranno annientati». La Russia non deve mostrare di aver paura. Ma intanto la pista caucasica acquista sempre più peso nelle indagini sull’esplosione avvenuta lunedì scorso all’aeroporto di Mosca Domodedovo, in cui sono morte 35 persone e altre 168 sono rimaste ferite.  

Mosca, attentato all’aeroporto. Oltre 30 morti, centinaia i feriti

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Alessandro De Pascale

RUSSIA. L’attacco suicida è avvenuto al Domodedovo, il principale scalo del Paese. I ribelli del Caucaso avevano più volte promesso di attaccare la capitale. Stato di allerta in tutta la Federazione.

In Italia erano le 14:40 quando l’aeroporto Domodedovo di Mosca è stato interessato da una forte esplosione. Tutta la zona è stata invasa dal fumo, la gente è scappata attraverso le uscite di sicurezza, lo scalo è stato immediatamente chiuso e sul posto è iniziato il via vai di ambulanze e polizia. Fonti locali parlano di almeno 31 morti e 130 feriti, di cui venti in condizioni gravi, per quello che al momento ha tutte caratteristiche di un attentato suicida, forse organizzato dai separatisti del Caucaso settentrionale.

I roghi sull’incubo Chernobyl

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Alessio Nannini (da San Pietroburgo)

RUSSIA. A Mosca la nube tossica sta svanendo e Putin punta tutto sulla propria immagine. Greenpeace lancia l’allarme: seicento incendi stanno interessando l’area dove 24 anni fa si depositarono le particelle radioattive

In Russia si è abituati a sopportare gli atteggiamenti guasconi di chi ha qualcosa in più degli altri. Così, vedere il primo ministro Vladimir Putin per una mezz’ora alla guida di un aereo antincendio (ma in realtà era un semplice copilota) non stupisce affatto; già lo si era visto in sottomarino esplorare il lago Baikal, uccidere una tigre in Siberia, nuotare nelle acque di un freddo fiume.

Stalin tra rispetto e rifiuto. I russi non lo amano più

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Alessio Nannini

RUSSIA. Domani, a Mosca, per la prima volta si celebra la fine della Seconda guerra mondiale assieme ad americani e inglesi. Sempre più controversa, invece, la figura del dittatore che suscita rabbia o indifferenza.

ll 9 di maggio è una data che in Russia rappresenta ben altro che l’arrivo dei primi tepori. In quella giornata, ormai 65 anni fa, fu dichiarata vinta la Grande Guerra Patriottica contro il nazifascismo. Non è la retorica sovietica ad aver vestito di eroismo quella che noi occidentali chiamiamo Seconda Guerra Mondiale, ma la crudeltà e le efferatezze che il popolo russo subì da quando i tedeschi vennero meno a quanto sancito dal patto di non aggressione siglato dai ministri Molotov e Ribbentrop.

Kamikaze ancora in azione. Dopo Mosca, colpita Kizliar

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Alessio Nannini

RUSSIA. Doppia esplosione nella città del Daghestan, a pochi chilometri dal confine con la Cecenia. Dodici i morti, tra cui il capo della polizia locale. Il governo si prepara a inviare nel Caucaso del nord i “treni da guerra”.

Altre due bombe, questa volta a Kizliar, nella repubblica di Daghestan, collegabili probabilmente con gli attentati di lunedì mattina nella metropolitana di Mosca. Dodici i morti, ventitré i feriti; ma il bilancio è parziale e ancora impreciso: i servizi di sicurezza hanno dapprima diffuso una nota nella quale identificavano le vittime in due poliziotti. Successivamente Rashid Nurgalev, il ministro degli Esteri russo, ha riferito dinamica e dettagli.
 

Duplice attentato nella metropolitana di Mosca

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Alessio Nannini

RUSSIA. L’attacco suicida è stato messo a segno da un commando di sole donne. Trentasette i morti e oltre 100 i feriti. I gruppi estremisti del Caucaso del nord sono tra i principali sospettati.

Mosca è stata destata nel mattino di ieri da un doppio attentato dal bilancio grave e ancora provvisorio. Ventitrè i morti nella stazione del metrò di Lubjanka, lungo i binari della linea rossa Sokolniceskaja, quindici le vittime quattro fermate più avanti, a Park Kul’tury; ma come detto sono stime da confermare e che devono tenere conto di centinaia di feriti, alcuni dei quali in condizioni molto gravi.

Le vedove martiri di Umarov dall’Inguscezia a Mosca

Alessio Nannini

RUSSIA. Sale a 39 il bilancio delle vittime della doppia esplosione nella metropolitana della capitale. I servizi di sicurezza indicano nell’emiro ribelle, capo dei guerriglieri islamici, il mandante degli attentati

ll bilancio del duplice attento di lunedì a Mosca, già pesantissimo, si è aggravato con la morte di una ragazza avvenuta nella notte di ieri. Ora le vittime sono trentanove e nella capitale russa le bandiere sventolano a mezz’asta. Lunghe code di cittadini si diramano dalle zone degli attentati, le fermate della metropolitana rossa di Lubyanka e Park Kul’turi; si fa la fila per deporre i fiori e affidare un pensiero a un biglietto.
 

Yanukovich eletto presidente. Kiev si riavvicina a Mosca

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Paolo Tosatti

UCRAINA. Un risultato che riflette la disillusione di un popolo sempre più convinto che la Rivoluzione arancione del 2004 sia fallita. Il nuovo capo di Stato promette immediate riforme economiche per risollevare le sorti del Paese.

E' il filorusso Viktor Yanukovich il nuovo presidente dell’Ucraina. Un risultato elettorale che riflette chiaramente la disillusione di un popolo sempre più convinto che la Rivoluzione arancione del 2004 abbia fallito completamente nel suo obiettivo di portare prosperità e stabilità all’ex repubblica sovietica.

Turchia nuovo hub energetico. Con costi ambientali molto elevati

Alessio Postiglione

PIPELINE Ankara si tiene tra due fronti: accordi sia con Mosca che con Bruxelles. Ma pagano i residenti.

Dopo i duplici incontri di quest’estate fra il premier Erdogan, da una parte, e Putin e Bruxelles, dall’altra, il quotidiano nazionale Zaman titolava, con molto orgoglio, che il Paese può oramai rivendicare il titolo di maggior hub energetico del mondo.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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