Dal comunismo al consumismo

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Vittorio Marletto (Terra Emilia Romagna)

ECOLOGIA. Vent’anni e passa dopo la caduta del Muro di Berlino, la nostra regione si è trasformata anche nelle modalità di consumo.

Schematizziamo. L’Emilia-Romagna un tempo era una regione “comunista”. In realtà era un esempio di socialdemocrazia di tipo europeo. Ora invece, vent’anni dopo la caduta del muro di Berlino, è diventata una regione consumista.

Da un collegio di gesuiti alla rivoluzione

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Aldo Garzia (Inserto domenicale)

MONDO. La biografia di Fidel Castro è quella di un leader politico che ha attraversato oltre cinquant’anni di storia. Ha rotto con Washington nel 1960 e con Mosca nel 1989, riuscendo a far sopravvivere la rivoluzione cubana anche dopo il crollo del Muro di Berlino. Ora che non ha più incarichi pubblici, consegna ai suoi eredi politici un’isola che guarda con interesse al modello del socialismo cinese sospeso a metà strada tra Stato e mercato.

Martedì 19 aprile, L’Avana. FidelCastro fa capolino in modo inaspettato tra i delegati nell’ultima giornata del Congresso del Partito comunista cubano (Pcc), il sesto della sua storia, il primo dal 1997. Indossa la giacca blu di una tuta. Fa fatica a camminare. Le condizioni di salute si sono aggravate nuovamente, dopo il miracoloso recupero dell’ultimo anno quando è tornato a parlare in pubblico e a presenziare in qualche iniziativa politica.

Letterature senza muri

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Pietro Nardiello

FESTIVAL. Ad Asti fino al 13 giugno c’è Passepartout, manifestazione promossa dalla biblioteca Astense che analizza il mondo della scrittura dopo la caduta del Muro di Berlino.

La caduta del muro di Berlino ha rappresentato un momento di fondamentale importanza per la storia dell’umanità.

11 febbraio 1990, vent’anni fa la scarcerazione di Mandela

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Manuela Bianchi

MONDO. Dopo il crollo del Muro di Berlino nel novembre 1989, dopo poche settimane crollava anche l’odioso regime di apartheid che governava il Sudafrica. Tornava infatti in libertà, dopo 27 anni di carcere, uno dei leader più popolari dell’opposizione africana che ha saputo poi gestire con sapienza la transizione democratica guadagnandosi il Nobel per la pace e diventando presidente della Repubblica per un solo mandato. Poi l’abbandono di ogni carica pubblica per restare - anche oggi, a 92 anni - il simbolo libero dell’Africa contemporanea.

«Amici, compagni, fratelli sudafricani, vi saluto in nome della pace, della democrazia e della libertà! Sono qui davanti a voi non come profeta, ma come vostro umile servitore. È per i vostri instancabili, eroici sacrifici che oggi posso essere qui, e quindi pongo nelle vostre mani gli anni che mi restano da vivere». Così si rivolse Nelson Mandela alla folla oceanica che occupava la Grand Parade, la piazza del municipio di Cape town, quell’11 febbraio 1990 in cui si lasciava alle spalle 10mila giorni di carcere.

Da Marx al Muro, quante occasioni perdute a sinistra

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Elisabetta Amalfitano

L’INTERVISTA. Già a fine 800 la teoria scricchiolava, dice il filosofo Bruno Accarino. Ma il “capitale” accumulato con la vittoria sul nazifascismo viene dilapidato definitivamente dopo la riunificazione delle due Germanie.

Professor Accarino, a venti anni dal crollo del muro, che cosa ha significato per l’Europa? Cosa è caduto e cosa è rimasto?

Cronaca da Berlino ‘89. Quel che rimase del Muro

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Paolo Hutter

ANNIVERSARIO. All’indomani del ventennale della caduta del Muro di Berlino e della riunificazione delle due Germanie, Terra pubblica una raccolta di appunti del 1989 di Paolo Hutter. «Davanti a tutti i paesaggi in superficie - scriveva l’allora inviato di Radio Popolare - staziona una folla più o meno grande di berlinesi occidentali, che a quasi 48 ore dalla caduta del Muro continuano a salutare con applausi e a fotografare la gente che arriva da est.

 

Margini, confini, soglie, limiti al di qua e al di là delle linee, materiali o immaginarie, che disegnano lo spazio del noi e quello dell’io.

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Francesca Franco

ARTE. Le trincee di guerra e quelle scavate tra uomo e donna; le frontiere delle terre di conquista e quelle tra lecito e proibito, Bene e Male che la Legge o la Fede tracciano. A 20 anni dalla caduta del muro di Berlino tre mostre riflettono sul significato di limes: è una linea chiusa o un varco aperto? Divide o unisce? È fisso o mobile? Impenetrabile o aggirabile? Alla ricerca delle frontiere dell’odierno mondo globalizzato, in cui i limiti della scienza, della tecnologia e del possibile tendono a spostarsi sempre un po’ più in là, affidandosi al divenire del tempo e della cultura.

I confini designano spazi fisici, geografici, linguistici e sociali aperti alla protesta, quanto alla proposizione di nuove logiche e interpretazioni. Sono fatti di segni, a volte sottili altre tangibili, ancora più evidenti e pieni di significato quando entrano nell’immagine di una città o di un territorio, divenendo parte del suo vissuto quotidiano e quindi della sua memoria, individuale e collettiva.

Cronache da Berlino a pochi giorni dalla caduta del muro

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Paolo Hutter

ANNIVERSARIO. A quattro giorni dal ventennale della riunificazione delle Germanie, Terra propone una raccolta di appunti del 1989 dell’allora corrispondente Paolo Hutter. «I primi giorni di novembre di quell’anno spiega - non erano la vigilia della caduta del Muro. Rileggendo in un vecchio quaderno i pezzi delle mie corrispondenze dalle due Berlino per Radio Popolare, ricordo di aver vissuto un movimento di massa di sinistra per la democratizzazione della Germania Est».

1 novembre

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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