Il Giappone cambia premier e spera nell’effetto Noda

Junko Terao

SOL LEVANTE Il ministro delle Finanze batte contro ogni previsione l’ex titolare degli Esteri Seiji Maehara dato per favorito. Si chiude l’era opaca di Naoto Kan che oggi di dimette.

Contro ogni previsione, secondo cui il favorito era l’ex ministro degli Esteri Seiji Maehara, il ministro delle Finanze Yoshihiko Noda si è aggiudicato la poltrona di presidente del Partito democratico giapponese.

L’ultimo desiderio di Kan. L’energia del sole e del vento

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Bruno Picozzi

GIAPPONE. Lascia il quinto leader di governo in meno di cinque anni. Dimettendosi ha saputo indirizzare il Paese verso un futuro più sostenibile. L’obiettivo è il 20% di fonti rinnovabili entro il 2020.

Il suo nome resterà legato per sempre sia alla pessima gestione della crisi di Fukushima, sia al grande insegnamento che la sua parte politica ha tratto dal disastro: uscire rapidamente dal nucleare e abbracciare con decisione le energie rinnovabili. Scelta assolutamente impensabile in Giappone fino a sei mesi fa.

Tramonto sul Sol Levante. Il premier si dimette

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Junko Terao

GIAPPONE. Moody’s taglia il rating sul debito sovrano nipponico mentre Naoto Kan dopo mesi di agonia si prepara a lasciare inseguito da polemiche e sondaggi negativi. Favorito Seiji Maehara.

La notizia era nell’aria da giorni e ieri è arrivata la conferma: Seiji Maehara, ex ministro degli Esteri del governo Kan, è ufficialmente in gara per la presidenza del Partito democratico e quindi, per una tradizione ormai consolidata che vuole il capo del partito di maggioranza alla guida del governo, per la carica di primo ministro.

Giappone, cresce ancora il fronte antinuclearista

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Paolo Tosatti

ATOMO. L’ultima a scendere in campo è stata ieri l’insospettabile prefettura di Fukui, il maggiore “distretto nucleare” del Paese. Sempre più in difficoltà l’esecutivo del premier Kan.

Esattamente un mese fa il ministro dell’Industria Banri Kaieda lo aveva definito uno dei quattro pilastri energetici del Giappone, ribadendo davanti all’intera comunità internazionale la ferma volontà del suo governo di continuare a considerarlo come un motore fondamentale per lo sviluppo del Paese nonostante l’incidente di Fukushima.

Fukushima, nuova fuga radioattiva dal reattore 3

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Paolo Tosatti

NUCLEARE. A due mesi dall’inizio della crisi atomica la Tepco scopre un’altra falla. Attesa per martedì una nuova “road map” per i lavori nella centrale. Intanto la società accetta le richieste del governo.

Molti interrogativi ancora in attesa di una risposta, diversi ripensamenti, promesse infrante, tante smentite e, a voler essere ottimisti, anche qualche buona notizia. A due mesi esatti dall’inizio della crisi nucleare di Fukushima, la situazione giapponese si presenta come un quadro sfocato e dal tratto granuloso, con punti in ombra che ne rendono difficile ogni interpretazione.

Giappone, la Banca centrale raffredda lo yen

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Paolo Tosatti

ECONOMIA Per la prima volta dal 2004 la Boj interviene per frenare la valuta nipponica, che nella mattinata di ieri ha raggiunto il valore più grave; alto sul dollaro degli ultimi 15 anni. Il premier Kan cerca misure per far ripartire il Paese

 

Elezioni in Giappone, tripla sfida per il neo premier Kan

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Paolo Tosatti

ANALISI. Domani gli elettori dell’arcipelago sceglieranno i propri rappresentanti alla Camera alta. Economia in crisi, consenso in calo e rapporti difficili con Washington mettono alla prova il Partito democratico.

Urne aperte domani in Giappone per il rinnovo del Sangi-in, la Camera alta della Dieta nipponica.

Kan vuole uno yen più debole. Il Giappone punta sull’export

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Paolo Tosatti

ECONOMIA. Il giorno dopo la sua nomina, il nuovo ministro delle Finanze chiede un tasso di cambio più basso per favorire le esportazioni. La sua sfida principale è quella di far quadrare i conti con le onerose promesse elettorali fatte dal suo partito.

Uno yen più debole. Questa la prima dichiarazione d’intenti del nuovo ministro delle Finanze nipponico Naoto Kan all’indomani della sua nomina.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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