«La villa di Adriano non si tocca». Franca Valeri scrive a Napolitano

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Rossella Anitori

RIFIUTI. L’attrice milanese si schiera contro la scelta del prefetto Pecoraro di aprire una discarica nell’VIII municipio: «Il sito sorgerà a meno di 700 metri da un monumento unico al mondo».

«Non si possono seppellire 2mila anni di storia sotto tonnellate di immondizia». A prendere la parola contro la scelta del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, di aprire una discarica nell’VIII municipio, tra il Borgo medievale di San Vittorino e la località Corcolle, è Franca Valeri, icona del teatro e della televisione italiana.

«Una tragedia inaccettabile»

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Viola Cremaschi

BARLETTA. Dure le parole del presidente Napolitano dopo il crollo della palazzina in cui sono morte cinque persone: «Trovare i responsabili».

«L'inaccettabile ripetersi di terribili sciagure, laddove si vive e si lavora, impone l’accertamento rigoroso delle cause e delle responsabilità e soprattutto l’impegno di tutti, poteri pubblici e soggetti privati, a tenere sempre alta la guardia sulle condizioni di sicurezza delle abitazioni e dei luoghi di lavoro con una costante azione di prevenzione e vigilanza». Il giorno dopo la tragedia di Barletta, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un duro messaggio al sindaco della città Nicola Maffei, esponente del Pd.

La protesta a Roma: più sanzioni contro Assad

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Susan Dabbous

L'INIZIATIVA. «Stop all’import del petrolio subito» e un monito del presidente Napolitano contro l’omologo «assassino». Queste le richieste dei siriani al sit-in davanti all’ambasciata nella Capitale.

«No ai ladri, no ai bugiardi, no agli assassini, viva la Siria libera!». Dopo Milano, la comunità siriana in Italia si mobilita anche a Roma dove ieri mattina si è tenuto il primo sit in di protesta davanti alla sede diplomatica di Damasco a Piazza Venezia. A convocarlo è stata la neonata Unione dei coordinamenti in Italia per il sostegno della rivoluzione siriana, che vede tra i fondatori Faisal al Mohammed, Bilal Breigheiche e Mohammed Nur Dashan.

Pensioni, Iva e tasse. Il governo cambia idea

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Palazzo Chigi chiederà la fiducia al Senato su un nuovo maxiemendamento contro il parere di Napolitano e Schifani. E rispunta il contributo di solidarietà sopra i 500mila euro.

La situazione è tesissima tra Quirinale e Palazzo Chigi. Le Borse sono tornate in rosso. Commissione europea e Bce chiedono di conoscere i dettagli finali di una manovra che cambia ogni settimana. Angela Merkel ha espresso l’opinione che l’Italia potrebbe fallire come la Grecia. Napolitano lo ha detto a chiare lettere con un ennesimo comunicato: «Si è ancora in tempo per introdurre in Senato misure capaci di rafforzarne l’efficacia e la credibilità.

Passa il processo lungo. Furia delle opposizioni

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Augusto Romano

PALAZZO. Il provvedimento approvato in Senato. La giustizia è l’unico campo in cui il governo, ormai lacerato e sfiduciato da tutti, procede spedito, mentre il presidente Napolitano veglia sul resto.

Il governo è lacerato, le inchieste travolgono la maggioranza e imbarazzano il Pd, ma a vegliare c’è Napolitano. Anche perché Berlusconi, seppur ancorato alla poltrona di Palazzo Chigi in virtù di un’esigua maggioranza parlamentare, è stato di fatto sfiduciato da tutto il mondo economico e produttivo del Paese, che ha firmato un appello per il cambiamento che non ha precedenti nella storia repubblicana.

E' iniziato il dopo Silvio. Brutta aria nel Palazzo

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Augusto Romano

SCENARI. Dopo il voto su Papa a Montecitorio si è certi che il governo non arriverà a fine legislatura. Si discute se si andrà al voto o ad un nuovo esecutivo. Voci su una nuova guerra di dossier.

Il governo provvisorio di Napolitano – così ormai lo chiamano a Montecitorio – non può durare fino alla fine della legislatura. Il ruolo di “supplenza” svolto negli ultimi mesi dal presidente della Repubblica ha consentito l’approvazione della manovra finanziaria e la partecipazione italiana alle missioni in Libia. Scansato per un pelo, almeno per ora, il rischio di un attacco speculativo e con Berlusconi tornato a farsi vivo dopo la sentenza Cir e una manovra su cui non voleva mettere la faccia, si riaprono i giochi.

I dubbi di Napolitano sul sostituto di Alfano

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Aldo Garzia

POLITICA. Il capo dello Stato chiede che il nuovo Guardasigilli non sia scelto tra gli attuali ministri: «Si eviti l’effetto domino». Berlusconi: «Le nostre proposte al Colle settimana prossima».

A differenza di quelle del settennato di Francesco Cossiga, alias “il picconatore”, le esternazioni di Giorgio Napolitano - che potrebbe essere ribattezzato “il puntellatore” - hanno l’obiettivo di tentare mediazioni ed elargire buonsenso.

Una finanziaria lampo con un occhio alla P4

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. Sabato forse definitivo il via libera alla manovra più veloce della storia repubblicana. Compiaciuto Napolitano. L’opposizione chiede modifiche e le dimissioni del premier.

Alla Camera, dove si votava una pessima legge  sul testamento biologico oscurata dalla crisi economica, si sono susseguite per tutta la mattina indiscrezioni sui tempi di approvazione della manovra. Poi arriva la conferma. I capigruppo del Senato, per evitare ulteriori speculazioni sui mercati internazionali contro l’Italia, hanno deciso che la manovra venga votata domani. Venerdì toccherà alla Camera, dove il sì definitivo è previsto - al massimo - entro sabato.

«Stop ostruzionismo Ma no alla fiducia»

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Giuliano Rosciarelli

MANOVRA. Per Fassina, responsabile economico del Pd, «l’esecutivo ha minato la credibilità del Paese». Intanto, dopo l’appello del presidente Napolitano l’opposizione ridurrà gli emendamenti.

Il giorno dopo il nuovo appello del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ad una condivisione di responsabilità politica a fronte della crisi finanziaria, le opposizioni rispondono, tagliando gli emendamenti e facendo propria l’esigenza di una rapida approvazione della manovra. Il giudizio sul governo però rimane severo, così come quello sulla finaziaria considerata «iniqua e dannosa». Ne abbiamo parlato con il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, che conferma: «Nel merito rimane la nostra totale bocciatura a questo provvedimento.

Napolitano a Berlusconi: onore ai giudici

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Aldo Garzia

GIUSTIZIA. Sabato, il premier aveva attaccato ancora una volta la magistratura. Ieri, il presidente della Repubblica ha ricordato il sacrificio dei 26 magistrati vittime del terrorismo.

Non sempre è possibile celebrare il 9 maggio - giornata dedicata alle vittime del terrorismo - senza farsi risucchiare dall’attualità. Quest’anno il presidente Giorgio Napolitano ha scelto di proteggere la magistratura dai fendenti di Silvio Berlusconi che li ha definiti, appena sabato scorso in un comizio a Milano, «un cancro da estirpare» e protagonisti di «una guerra civile». Il capo dello Stato non transige su questo punto, non solo perché presiede anche il Consiglio superiore della magistratura.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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