Fuga dalla discarica spaziale. Il satellite Uars minaccia l’Italia

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Federico Aragona

IL CASO. Colpito da un altro residuo, il vettore della Nasa precipiterà a terra senza disintegrarsi completamente. Secondo la Protezione civile alcuni detriti potrebbero cadere nel Nord-est.

Fino a pochi giorni fa Upper atmosphere research satellite (Uars) era solo un vecchio satellite scientifico della Nasa. Oggi, dopo oltre 14 anni di onorato servizio nello spazio a caccia di informazioni sull’atmosfera, e altri sei trascorsi in stato di abbandono, è divenuto il nemico pubblico numero uno. Uars sta infatti tenendo con il fiato sospeso mezzo mondo. Intorno alle 19 di questa sera (ora italiana) terminerà improvvisamente la sua orbita precipitando sulla terra.

Alla scoperta della Luna. In attesa dello sbarco

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Piero Capponi

SPAZIO. La Nasa ha dato avvio alla missione Grail per mappare, ad altissima risoluzione, il campo gravitazionale del nostro satellite. Sarà utile in previsione di future navigazioni e allunaggi.

Si riparte. Ieri pomeriggio i nasi degli ingegneri americani sono tornati a puntare il cielo, seguendo la rotta tracciata dai vettori che hanno accompagnato in orbita le sonde gemelle di Grail, Gravity recovery and interior laboratory, ovvero la più accurata missione di osservazione del campo magnetico della Luna.

La corsa alle stelle, fra recessione e fallimenti

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Alessio Nannini

SPAZIO Dopo la caduta del razzo russo Progress e la momentanea sospensione delle missioni Soyuz e delle attività della Nasa, aumentano i dubbi sul futuro della Stazione Spaziale Internazionale
 

Nessun problema, si erano affrettati a comunicare da Mosca il 25 agosto, il giorno dopo il fallimento del razzo russo Progress M12-M: per il Cremlino le missioni spaziali e di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale sarebbero proseguite come da programma. Ma il sospetto di un cambiamento in atto era stato immediato e forte già mesi fa, quando la Nasa aveva annunciato il ritiro delle navicelle Shuttle per concentrare i (pochi) fondi verso lo sviluppo di tecnologie satellitari.

Manette al climatologo davanti alla Casa bianca

Emanuele Bompan

AMBIENTALISTI Arrestato a Washington James Hansen, direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa ed eroe del movimento climatico non solo degli Stati Uniti

Quando hanno stretto le manette intorno alle mani di James Hansen, climatologo direttore del Goddard Institute for Space Studies della NASA, e eroe del movimento climatico usa e mondiale, si è consumato un irrevocabile divorzio. Quello tra mondo ambientalista e Obama. Arrestato davanti alla Casa bianca, davanti al suo inquilino appena rientrato dalle ferie, per aver protestato contro l’oleodotto maledetto delle sabbie bituminose, Hansen ha lanciato per l’ennesima volta l’appello al presidente: «fermi questo oleodotto».
 

L'annuncio della Nasa: fiumi salati su Marte

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Alessio Nannini

ASTRONOMIA. L’Agenzia spaziale americana ha annunciato la scoperta di acqua in forma liquida sulla superficie del pianeta rosso. Il fenomeno avviene in estate, quando la temperatura sfiora lo zero.
 

 Che sulla superficie di Marte ci siano tracce di  acqua non è una novità, semmai l’ulteriore conferma di quanto osservato dalla sonda Phoenix nel novembre del 2008. Ma che queste tracce siano salate e liquide come un mare terrestre, e non in forma di ghiaccio polare, ebbene questo ha sorpreso l’intera comunità scientifica. A presentare ufficialmente i dati di questa scoperta sono stati gli scienziati della Nasa nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri, in concomitanza con la pubblicazione dello studio sulla rivista Science.

Spazio, ultima frontiera. Juno in rotta verso Giove

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Alessio Nannini

ASTRONOMIA. Parte oggi da Cape Canaveral la missione della sonda Nasa che nel 2016 entrerà nell’orbita del pianeta gassoso. Aiuterà a svelare i misteri dell’atmosfera mappandone la superficie.
 

Cinque lunghi anni di viaggio a partire da oggi, destinazione Giove. Alle ore 17:35 italiane da Cape Canaveral in Florida partirà la sonda Juno della Nasa, il cui compito è scientifico quanto affascinante: avvicinarsi alla fitta coltre di nubi del gigante gassoso per raccogliere informazioni sia sul pianeta in generale che su alcune zone finora inesplorate, quali per esempio i poli.
 

Curiosity alla conquista del pianeta rosso

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Federico Tulli

ASTRONOMIA. Progetto della Nasa per arrivare su Marte con una missione umana entro il 2035. Prima tappa di avvicinamento, l’esplorazione di un cratere ad opera della sonda che partirà in ottobre.

Alle spalle lo Shuttle e i suoi 30 anni di voli che hanno segnato la storia dell’esplorazione umana dello spazio, all’orizzonte le missioni umane su un asteroide entro il 2025 e su Marte verso la metà del decennio successivo. Le nuove frontiere della Nasa hanno già ricevuto l’imprimatur del presidente Usa, Barack Obama. Obiettivo, confermare (o escludere) la presenza di forme di vita su corpi celesti diverso dal nostro. L’America, insomma, non smetterà di esplorare.

L’Atlantis torna alla base Finisce l’era dello Shuttle

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Alessio Nannini

SPAZIO. Dopo trent’anni e 135 missioni portate a termine, le navicelle americane vanno in pensione. Troppo alti i costi di manutenzione, ma la Nasa promette: «L’esplorazione del cosmo non si ferma».

Ieri alle ore 5:57 di Cape Canaveral, in Florida, si è chiusa un’epoca. Ed è curioso che a segnare il tramonto della più importante navicella spaziale della storia sia stata una placida alba americana. Al centro di controllo hanno commentato con serenità l’atterraggio del pilota Doug Hurley e degli altri membri dell’equipaggio, il capitano Chis Ferguson e gli astronauti Sandy Magnus e Rex Walheim: «Lo Shuttle Atlantis è a casa, il viaggio è finito. È un momento storico da assaporare».

Salinità e stato dei mari. Il compito di Aquarius

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Alessio Nannini

AMBIENTE. Da qualche ora il satellite della Nasa sta lavorando per fornire dati sulla qualità degli oceani e le modifiche del ciclo dell’acqua. Un progetto internazionale costato 287 milioni di dollari.

Si chiama Aquarius, e già da qualche ora orbita intorno alla Terra inviando informazioni sullo stato di salute degli oceani. Questa è infatti la missione dell’ultimo prodotto della Nasa, studiato in collaborazione con l’agenzia spaziale argentina e parte di un più progetto piano che prevede la realizzazione di altri tredici satelliti: studiare l’impatto del cambiamento climatico sulle correnti oceaniche e in particolare analizzare lo stato di salinità dei mari, un fattore ecologico molto importante per due ragioni.

Le difficoltà della Nasa, fra Russia e recessione

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Alessio Nannini

SPAZIO. L’agenzia spaziale americana, colpita dai tagli del governo, è costretta a selezionare le proprie missioni: si sceglie fra Marte, Titano o le comete. Con lo spettro del sorpasso da parte dello storico rivale.
 

In tempi di magra, si stringe la cinghia e si riducono le spese ritenute non necessarie. Così l’amministrazione Obama aveva comunicato in aprile forti tagli che avrebbero colpito, fra gli altri, i piani di ricerca ed esplorazione del cosmo della Nasa. Dunque niente progetto Constellation, cioè il tanto richiesto (più per motivi di immagine che per reale tornaconto scientifico) ritorno sulla Luna, che già aveva fatto spendere al governo dieci miliardi di dollari; niente allunaggio neppure ipotizzando di fissare sul satellite la base di partenza verso Marte, altro obiettivo messo da parte dall’agenzia spaziale statunitense. E addio anche ai due razzi Ares I e Ares V, e al veicolo spaziale Orion, che sarebbero stati parte integrante della nuova spedizione lunare, comunque prevista non prima del 2020.

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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