Dopo Ustica, le navi: gli omissis di Giovanardi

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Vincenzo Mulè

RITRATTO. Quando era ministro, l’attuale sottosegretario rispose a una interrogazione sui traffici di rifiuti. Ma dimenticò di informare le Camere che su Comerio pendeva un ordine di carcerazione.

Sembra uno strano gioco del destino quello che coinvolge il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Quando il governo deve rispondere a interrogazioni parlamentari sui cosiddetti misteri della nostra storia, compare lui. Da giorni, ormai, è impegnato a ribadire come la causa della tragedia di Ustica vada ricercata in una bomba collocata nella toilette dell’aereo. Una esposizione mediatica che trova una spiegazione nel contestare la sentenza che lo scorso sabato ha condannato lo Stato italiano a risarcire i parenti delle 81 vittime.

Bretagna, incidente tra navi. Pericolo “marea nera”

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Simone Celli

AMBIENTE. Paura per lo scontro tra due imbarcazioni nelle acque del Canale d’Inghilterra: una aveva a bordo seimila tonnellate di solventi chimici. Si temono fuoriuscite, ma il governo rassicura: «Recupero esemplare».

ll mare di Bretagna di nuovo sotto scacco. Lo spauracchio di un altro disastro ambientale si è fatto largo anche in Europa, rimasta con il fiato sospeso per un’intera giornata dopo un incidente al largo della Manica. “Uranus”, un cargo carico di solventi chimici, ha rischiato di affondare dopo essersi scontrato con la nave panamense “Hanjin Richzad”.

Il mare come discarica

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Mattia Orlando (Terra a Nordest)

LA DENUNCIA. A bordo delle navi i rifiuti rappresentano una spesa. Un ufficiale ci confessa come vengono “smaltiti”.

Ogni giorno inimmaginabili quantità di rifiuti generici, ma anche di veri e propri veleni, vengono scaricate in mare dalle grandi navi-trasporto di tutto il mondo.

A Napoli troppi veleni al porto

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Stefano Erbaggio (Terra Campania)

AMBIENTE. Il Comune lancia un ultimatum all’Autorità portuale: «Bisogna intervenire per ridurre le emissioni inquinanti delle navi».

ll Comune di Napoli, attraverso l’assessore alla legalità Luigi Scotti, ha lanciato un ultimatum all’Autorità Portuale: il porto è responsabile del 44% dell’inquinamento atmosferico cittadino. «Ora bisogna intervenire». 
 

La difesa della ministra

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Vincenzo Mulè

NAVI DEI VELENI. Inopportuna per Greenpeace la scelta di affidare le ricerche della Cunsky agli Attanasio, coinvolti nel processo Mills. La replica della Prestigiacomo: tutto alla luce del sole. Ma non convince.

«E’ totalmente destituito da qualsivoglia fondamento ogni collegamento fra il ministero dell’Ambiente e il signor Attanasio». Per la seconda volta, il ministro Prestigiscomo chiude il caso Cunsky, la nave del cui affondamento a largo delle coste calabresi di Cetraro si è autoaccusato il pentito Francesco Fonti.

Israele, inchiesta interna sui morti della nave pacifista

Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Sull’assalto alla Freedom flotilla diretta verso Gaza via libera di Netanyahu all’indagine di Stato. L’Ue: «La Commissione sia credibile». Gli Usa: «Soddisfatti». Ankara invece esprime scetticismo.

Una commissione interna e non indipendente. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu farà da sé. I fatti del 31 maggio, quando un commando israeliano ha assaltato le sei navi della Freedom Flotilla mentre si trovavano in acque internazionali per consegnare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, verranno verificati. Lo ha annunciato ieri il premier Israeliano Netanyahu dopo la discussione finale nella Knesset, il parlamento israeliano, e il voto unanime a favore della commissione interna.
 

Le analisi confermano

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Vincenzo Mulè

NAVI DEI VELENI. Lungo il torrente Oliva, nei pressi della spiaggia dove nel 1991 si arenò la Jolly Rosso, i carotaggi individuano fanghi industriali e idrocarburi. Magnetometro impazzito per i livelli di inquinamento.

Un mese di lavoro per avere la conferma di quanto già si sospettava. E si temeva. «Si sospettava: si può usare tranquillamente l’imperfetto, perché dubbi non ce ne sono più riguardo alla presenza di sostanze tossiche sotto il fiume Oliva. Ci sono almeno quattro siti interessati». La conferma arriva direttamente da Bruno Giordano, procuratore capo di Paola (Cosenza).

L’autodafè mediorientale

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Annalena Di Giovanni

ISRAELE. Parole pesanti in Parlamento, politici minacciati di morte e intanto Hamas rifiuta gli aiuti. Tel Aviv non si è ancora ripresa dai postumi della Flottiglia. Ma il blocco non è messo in discussione.

«Trentotto anni e ancora zitella? Forse la Striscia di Gaza è il posto che fa per te». È questa l’ultima  stoccata da bar venuta fuori dal Parlamento israeliano, che da giorni sta vivendo ore di autentico tumulto. Che i parlamenti siano luogo di scontro fisico, pianismo, insulti e bassezze di ogni genere non è una novità, dall’Ungheria all’Italia.

La Flotta della libertà molla gli ormeggi. Obiettivo Gaza

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Otto imbarcazioni in tutto, fra navi cargo e navi passeggeri, un anno di lavori e di raccolta fondi alle spalle. Un’immensa mobilitazione per portare aiuto agli abitanti della Striscia. Israele permettendo.

E oggi si parte. Sono ottocento marinai in cinque imbarcazioni, pronti a turni di scarico e imballaggio di dodici ore per volta, al mare mosso per settimane, ai rischi di speronaggio, al disagio dell’igiene di bordo e alla vita con lo zaino in spalla e il ponte sotto i piedi, che balla. Alcuni l’hanno già fatto su altre navi, altri hanno guidato per 4 settimane di fila dall’Inghilterra al Medio Oriente carichi di vestiti e carrozzelle.
 

«Navi tossiche, servizi segreti, europeizzazione della ’ndrangheta»

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Nicola Mirenzi

RIFIUTI TOSSICI Enzo Ciconte, storico della Criminalità organizzata. «Bisogna andare a fondo. La riapertura delle inchieste sulle imbarcazioni piene di scorie radioattive nel mare di Calabria dimostra che la criminalità di quella regione ha ramificazioni internazionali».

Questa vicenda conferma che nei decenni precedenti la ’ndrangheta è riuscita a penetrare silenziosamente in tutto il continente europeo».

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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