Ecomafia globalizzata. Nuove vie nei traffici di rifiuti

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Vincenzo Mulè

AMBIENTE. In Italia è emergenza: nel 2010 sequestri per 11.400 tonnellate. Erano dirette prevalentemente in Cina, India, Africa dai porti di Genova, Venezia, Napoli e Gioia Tauro.

Un’operazione lunga due anni. Conclusasi nel porto di Taranto lo scorso 6 dicembre, quando gli uomini della Guardia di Finanza hanno fermato un’organizzazione transnazionale dedita al traffico globale di rifiuti plastici e vecchi copertoni. Tra gli arrestati, tutti in carcere, ci sono 4 cittadini cinesi: due di loro erano i referenti in Italia per le attività d’intermediazione e di raccolta. I container venivano spediti da diversi porti italiani: tra gli altri, Taranto, Palermo, Catania, Gioia Tauro, La Spezia, Napoli, Genova e Livorno.

Navi dei veleni, i Servizi ancora senza memoria

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Vincenzo Mulè

ECOMAFIE. Lo scorso luglio l’audizione del direttore dell’Aisi. Poche le risposte convincenti. Ma dalle carte emergono nuove verità.

Torna, prepotente, la pista del coinvolgimento dei servizi segreti nella vicenda delle navi dei veleni. È bastata un’audizione in commissione ecomafie per far riemergere vecchi sospetti e consolidate omissioni.

Dietro gli affari dei Mazzaferro la storia dell'ecomafia

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Vincenzo Mulè

RETROSCENA. Gli arresti dei giorni scorsi, che di fatto hanno azzerato il clan di Gioiosa Jonica, fanno riemergere dal passato vecchie storie legate ad alleanze tra clan e alle navi dei veleni.

 

Silenzio sul Sismi e sui veleni di Stato

Vincenzo Mulè

NAVI A PERDERE. Secretata l’audizione di ieri del generale Siracusa, direttore dei servizi segreti dal 1994 al 1996. Doveva rispondere anche sul ruolo che l’intelligence giocò sul traffico dei rifiuti.

Un segreto per coprirne un altro. È stata infatti secretata la seduta di ieri della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. A rispondere alle domande dell’organismo diretto da Gaetano Pecorella è stato il generale Sergio Siracusa in qualità di direttore del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (Sismi) pro tempore dal luglio 1994 al novembre 1996.

«Il traffico delle navi è una questione di Stato»

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Vincenzo Mulè

INTERVISTA. Morte del capitano De Grazia e legami con l’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: i lavori della commissione ecomafie sono a una svolta. Ne parla Alessandro Bratti.

I lavori della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti sono giunti a un punto di svolta. In special modo per quello che riguarda la vicenda relativa alle cosiddette navi dei veleni. Alessandro Bratti è capogruppo Pd della commissione, ed è uno dei membri dell’organismo presieduto da Gaetano Pecorella che più ha lavorato sulla vicenda.

A che punto siete con i lavori?

«In missione per il Cnr». Urania, fine del mistero

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Vincenzo Mulè

IL CASO. Dodici giorni al largo delle acque calabresi di Cetraro avevano risvegliato in molti fantasmi e paure legati alla vicenda delle navi dei veleni. Una settimana dopo, risolto il giallo.

Lavorava per il Cnr ed era a Cetraro per una campagna oceanografica. Eccole le due risposte alle domande che avevamo avanzato nell’articolo della scorsa settimana sulla missione dell’Urania. Risposte che, automaticamente, sgonfiano il caso della nave del Consiglio nazionale delle ricerche avvistata per dodici giorni al largo delle acque calabresi.

Urania e il mistero della missione di Cetraro

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Vincenzo Mulè

LA STORIA. Per dodici giorni l’imbarcazione del Cnr ha solcato il mare calabrese, noto per la ricerca delle navi dei veleni. Segreto sui dettagli dell’operazione. Molti i dubbi sulle versioni fornite.

Una nave del mistero. Che per dodici giorni, dal 12 al 23 dicembre scorso, ha solcato i mari calabresi, concentrando la sua attività a largo delle acque di Cetraro, là dove nell’autunno del 2009 si cercava una delle navi dei veleni. Trovando, secondo la versione ufficiale, il piroscafo Catania, affondato nel 1917 durante la prima guerra mondiale. La nave è l’Urania, di proprietà del Cnr. Ufficialmente, l’imbarcazione è stata impegnata in un progetto di ricerca, sul quale però si addensano tanti dubbi.

Doppia autopsia, giallo sulla morte di De Grazia

Vincenzo Mulè

ECOMAFIA. Il capitano di corvetta indagava sulle navi dei veleni. Rivelazioni e smentite dopo l’audizione del maresciallo Scimone. Il Wwf: «Bene la riapertura dell’inchiesta su Ilaria Alpi».

Non solo Ilaria Alpi. L’audizione del maresciallo dei carabinieri Domenico Scimone in Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha aperto un altro giallo. Quello relativo all’autopsia di Natale De Grazia, il capitano di vascello morto sull’auto di servizio mentre dalla Calabria viaggiava verso La Spezia per  continuare le indagini sui traffici. «Fu un momento tragico per me e per tutto il gruppo di lavoro – ha ricordato Scimone – Con Natale De Grazia eravamo cresciuti insieme.

Ilaria Alpi, caso riaperto. «Ecco tutta la verità»

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Vincenzo Mulè

NAVI DEI VELENI. L’ombra dei Servizi deviati. Il giallo della perquisizione durante la quale non
fu trovato il certificato di morte della giornalista. E così il maresciallo Scimone torna a parlare.

C'è un momento preciso in cui l’inchiesta della procura di Reggio Calabria sulla navi dei veleni e sul traffico dei rifiuti subisce una svolta. è quello in cui entra in campo la criminalità organizzata. L’episodio risale al 1996, quando negli uffici del procuratore Neri arrivano delle foto di bidoni carichi di rifiuti che giacciono sulla spiaggia di Africo, il regno della cosca Morabito. È la prova del coinvolgimento della ‘ndrangheta nel traffico dei rifiuti.

Le risposte mancate del consulente Scaramella

Vincenzo Mulè

RETROSCENA. Per 60 giorni l’ex collaboratore della commissione Mitrokhin lavorò per il pm Neri sulle navi dei veleni. Scrivendo una relazione allarmante. Della quale non ha voluto parlare.

Più si scava dal passato e più emergono elementi che fanno pensare come, alla fine, sviare, depistare o, nella migliore delle ipotesi, confondere sulla ricerca della verità circa la vicenda delle navi dei veleni non sia stata impresa difficile.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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