Raid aereo di Ankara in Iraq per colpire le basi del Pkk

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Sonia Grieco

MEDIO ORIENTE. Il governo turco scatena oltre confine una rappresaglia dall’aria per reagire agli attacchi della guerriglia curda. A rischio i negoziati. Il presidente Gul promette «vendetta».

L'esercito turco ha lanciato un’incursione aerea tra le montagne dell’Iraq settentrionale dove si trovano le basi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), bombardate dall’aviazione in risposta agli attacchi simultanei sferrati dai separatisti curdi nella Turchia sudorientale, che hanno ucciso 26 soldati quando un centinaio di guerriglieri avevano attaccato sette avamposti dell’esercito nei remoti distretti di Cukurca e di Yuksekova nella provincia di Hakkari, al confine con l’Iraq. Il contrattacco turco ha fatto almeno 20 morti tra i separatisti.

Inutili negoziati a Bonn. «Dopo Kyoto, il vuoto»

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Diego Carmignani

CLIMA. Il climatologo Vincenzo Ferrara spiega quali siano le prospettive della lotta al global warming, alla luce del summit tedesco: «Si prevede un interregno alla scadenza del Protocollo».

Si sono appena conclusi a Bonn i negoziati ufficiali della Convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici. Con quali risultati?

Da Cancun a Durban

Vincenzo Ferrara (climatologo Enea)

NEGOZIATI. Il punto nelle trattative, in attesa della Cop sudafricana.

L'attuazione della Unfccc, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, approvata a Rio de Janeiro nel 1992 ed entrata in vigore nel 1994, doveva avvenire in due fasi: una prima fase, entro il 2012, in cui, attraverso il Protocollo di Kyoto, si sarebbero impegnati in modo vincolante solo i paesi industrializzati (maggiormente responsabili dell’inquinamento del pianeta), ed una seconda fase, dopo il 2012, in cui sarebbero stati coinvolti tutti i paesi con impegni vincolanti definiti in base ai principi di responsabilità ed equità e tenendo conto de

Vince il pragmatismo dei grandi inquinatori

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Emanuele Bompan da Cancun

CANCUN. Usa, Cina e Unione europea chiudono l’accordo. I rappresentanti delle ong e dei popoli indigeni bocciano i meccanismi finanziari su sviluppo e foreste. Solo la Bolivia vota “no”.

«Stiamo adottando una decisione storica. Con l’Accordo di Cancún inizia una nuova era di cooperazione nella lotta ai cambiamenti climatici». Sono le 5 del mattino, la presidente del negoziato Patricia Espinosa crolla dal sonno ma il suo tono è trionfalistico. Quasi non ci crede di aver salvato il negoziato multilaterale Onu sul clima. L’Accordo che doveva essere un “nano” viene presentato come un gigante. Si richiede di limitare l’aumento della temperatura entro i 2°C  attraverso tagli volontari e misurabili.

Cancun, al vertice sul clima trionfa l’incertezza

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Emanuele Bompan da Cancun

NEGOZIATI. Ancora in alto mare i testi dei due accordi da sottoscrivere. Bolivia in trincea, piccole isole scontente ma pronte al compromesso. Anche la Cina sembra orientata a favorire la ricerca del consenso.

Si apre il segmento ministeriale dei negoziati sul clima e “equilibrio” è la parola chiave del compromesso necessario. Martedì alla spicciolata sono arrivati i vari ministri che dovranno avviare il negoziato politico di alto livello sui due testi preparati dagli sherpa negli ultimi otto giorni per cercare un accordo, almeno su un numero limitato di questioni, quali finanziamenti, trasferimento tecnologico, foreste e adattamento, che costituiranno il “Pacchetto Cancun” per il clima. La situazione rimane incerta.

Controvertice a tre teste

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Danilo Chirico da Cancún

MOBILITAZIONI. Inizia la settimana delle proteste alla Cop 16. Ecco i fronti: i diritti degli agricoltori difesi da Via Campesina, il dialogo climatico e il Klimaforum. Molto nutrita la rappresentanza italiana.

L'immagine di Christina Figueres, responsabile Onu cambiamenti climatici, fa capire bene quale sia lo stato dell’arte al Cop 16. Parla con i giovani giunti da tutto il mondo e a un certo punto scoppia in lacrime. Dice: «Non importa quale sarà l’accordo, perché è comunque pateticamente insufficiente». Racconta di avere due figli di 21 e 22 anni e del suo sogno di farli vivere in un mondo migliore.

Cop16, i mille nodi di Cancun

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Emanuele Bompan da Cancun

CLIMA. Ai negoziati per combattere i cambiamenti climatici meno giornalisti e meno attenzione del meeting di Copenhagen. Ma la diplomazia è cautamente ottimista e potrebbe sorprendere tutti.

E' davvero difficile dare ragione al presidente messicano Felipe Calderón, quando ha afferma nel discorso d’apertura che gli occhi del mondo sono puntati sul Cop16, il meeting Onu sul cambiamento climatico. Lungo la striscia di hotel che animano la zona turistica della nota cittadina messicana, ci sono ancora numerose stanze libere per ora, sebbene secondo l’ufficio stampa Onu, 15mila persone tra delegati, giornalisti e attivisti, invaderanno la città fino al 10 dicembre.

Cop16, i mille nodi di Cancun

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Emanuele Bompan da Cancun

CLIMA. Ai negoziati per combattere i cambiamenti climatici meno giornalisti e meno attenzione del meeting di Copenhagen. Ma la diplomazia è cautamente ottimista e potrebbe sorprendere tutti.

E' davvero difficile dare ragione al presidente messicano Felipe Calderón, quando ha afferma nel discorso d’apertura che gli occhi del mondo sono puntati sul Cop16, il meeting Onu sul cambiamento climatico. Lungo la striscia di hotel che animano la zona turistica della nota cittadina messicana, ci sono ancora numerose stanze libere per ora, sebbene secondo l’ufficio stampa Onu, 15mila persone tra delegati, giornalisti e attivisti, invaderanno la città fino al 10 dicembre.

Aspettando Cancùn

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Emanuele Bompan da Copenhagen

CLIMA. Ad un anno dal fallimento in Danimarca le parti si danno appuntamento in Messico. Al centro delle discussioni: finanza climatica, REDD+. La Cina: «Per noi un forte impegno nel negoziato».

La delegazione danese prepara le valigie per Cancun, dove lunedì prossimo consegnerà il testimone di nazione ospitante i negoziati sul clima al Messico. Il Bella Center di Copenaghen, avvolto nella neve, rimane un brutto ricordo di un negoziato finito male e di speranze disilluse. Tutti ora guardano al Messico: «Abbiamo tante speranze per questo incontro, commenta Lykke Friis, Ministro del clima danese. «E l’Europa avrà un ruolo importante».

Karzai il “Talebano”

Annalena Di Giovanni

AFGHANISTAN. Continuano i negoziati tra il presidente e i fondamentalisti. Secondo il New York Times i massimi capi dei ribelli si stanno spostando con la protezione della Nato. Il ministro Frattini: «Non è vero».

«Non c’è alcuna trattativa». È stata la smentita secca, ieri, del ministro degli Esteri Franco Frattini per concludere ogni polemica sui presunti contatti fra Nato e capi talebani.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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