Malattie non trasmissibili. L’Onu lancia l’allarme

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Federico Tulli

MEDICINA. Cancro, cardiopatie, diabete, ictus sono la causa di morte più frequente al mondo. Uccidono più di malaria e tbc, come contrastarle? Se ne discute a New York la prossima settimana.

Cardiopatie, incidenti vascolari celebrali, diabete e cancro. Queste quattro malattie croniche provocano circa due terzi dei decessi nel pianeta, più di tutte le altre patologie messe insieme. Gravando inesorabilmente sui sistemi sanitari di gran parte dei Paesi, “ricchi” compresi, a causa dell’invecchiamento della popolazione e del diffondersi dei fattori di rischio associati alla mondializzazione e all’urbanizzazione: tabagismo, sedentarietà, cattiva alimentazione o abuso di bevande alcoliche.

A New York in 5 milioni. Dieci anni da ricordare

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. L’America celebra le sue vittime. E mentre il presidente Obama ripercorre i luoghi simbolo dell’11 settembre nella Capitale e nelle grandi città s’inaspriscono le misure di sicurezza.

«Questo weekend ci riuniamo per il decimo anniversario dell’attacco dell’11 settembre. Ricorderemo le vite che abbiamo perso, quasi 3000 uomini, donne e bambini innocenti. E riaffermeremo il nostro impegno a preservare la loro memoria.» Obama nel suo messaggio solenne alla nazione di sabato appare commosso. «Onoreremo l’eroismo dei soccorritori che hanno messo a rischio – o perso – la propria vita per salvare altri cittadini. Voglio ringraziare i militari e le loro famiglie. Tutti membri della nostra straordinaria Generazione 9/11».

Vivere a New York a impatto positivo

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Assunta Gammardella

DVD. No impact man è l’esperimento di un uomo incredibile e della sua famiglia che decidono di ridurre, riciclare e riutilizzare nel cuore di Manhattan. La riscoperta della felicità aiutando il Pianeta.

Zero rifiuti, zero consumi, zero emissioni: è questa la formula adottata per un anno da Colin Beavan e la sua famiglia di New York, dimostrando che è possibile ridurre la nostra impronta ecologica sul Pianeta. Non basta riciclare, mangiare biologico o sostituire le vecchie lampadine con quelle a basso consumo, è necessario spingersi oltre le nostre possibilità e fare scelte radicali per vivere a impatto zero.

Una metropoli fresca di bianco

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Pierpaolo De Lauro

INIZIATIVE. A New York gli attivisti di White Roof Project ridipingono
i tetti con colori chiari per diminuire il riscaldamento globale e i consumi.
 

Risparmiare l’equivalente dell’energia prodotta da 14 centrali può essere un gioco da ragazzi. Basta pennello e pittura, salire sul tetto di un palazzo e ridipingerlo di bianco. Sembra uno scherzo eppure può essere un’idea valida per salvare il Pianeta. Il White roof project (il “progetto tetti bianchi”, www.whiteroofproject.com) è stato lanciato a New York da un gruppo di attivisti, stanchi di subire la calda estate della Grande Mela.

Scott Matthew, note a cuore aperto

Diego Carmignani

Il songwriter australiano di stanza a New York dal vivo in Italia per presentare il suo ultimo intenso terzo album Gallantry’s favorite son, tra Antony, Bowie e Burt Bacharach

Tra i segreti meglio custoditi dell’attuale, eclettica e palpitante, scena indipendente newyorchese un posto di riguardo spetta a Scott Matthew, barbuto cantautore originario del Queensland, Australia. La sua unica sfortuna è probabilmente quella di avere una cifra stilistica in tutto simile a quella del più quotato collega Antony Hegerty: voce androgina, romanticismo, incanto, rivelazioni a cuore aperto che raccontano con magnetica enfasi di amori, delusioni, speranze, sogni.

L’anima cantautoriale di New York

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Michele Manzotti

LIVE. Il 23 giugno al Teatro del Sale di Firenze unica data italiana per Kenny White. Una carriera tra grandi dischi, jingle pubblicitari e saggi, cantando la sua amata città.

«Quando ho fatto brani commerciali e produzioni di pubblicità, si è trattato principalmente di lavoro che mi permettesse di acquisire la libertà di cui avevo bisogno per fare la mia musica. Prima avevo provato a scrivere le mie canzoni e registrarle, poi ho pensato che avevo di altro buon materiale.

L’attentato misterioso scampato a New York

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Emanuele Bompan da Washington

TERRORISMO. L’allarme lanciato da un ambulante evita l’esplosione di una bomba rudimentale in pieno centro. Tutte le piste investigative aperte. Per la polizia sono poco credibili le rivendicazioni talebane.

Avrebbe potuto essere un’altra strage nella Grande Mela. Invece del cuore finanziario questa volta l’obbiettivo doveva essere Times Square, la piazza simbolo dei brand delle grandi compagnie americane, frequentata ogni anno da 40 milioni di persone.

Da Bologna all’Ariston, via New York

Simone Arminio

SANREMO. Nicolas Bonazzi a Sanremo è arrivato da solo. Alla Sony Music, invece, è approdato per colpa di un dentista. Trattasi per la precisione del dentista di Claudio Cecchetto.

Nicolas Bonazzi a Sanremo è arrivato da solo. Alla Sony Music, invece, è approdato per colpa di un dentista. Trattasi per la precisione del dentista di Claudio Cecchetto, che era ospite nell’albergo della famiglia di Nicolas, ha ascoltato per caso il demo e ha deciso di proporlo al suo cliente.
 

Un ristorante nel cassetto e la Grande Mela che aspetta

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Danilo Chirico

LUOGHI PRECARI. Teresa Sbarra, 22 anni, ha già fatto varie esperienze in villaggi turistici e osterie, a Capo Vaticano e a Roma. Ma ora punta dritta agli Stati Uniti con l’obiettivo di imparare meglio il mestiere di ristoratrice e aprire in prospettiva un locale tutto suo che funzioni ventiquattr’ore su ventiquattro. Il rischio vale la pena di correrlo, anche perché l’Italia non offre di meglio. «Se non ci riuscirò, almeno non avrò il rimpianto di non averci provato».

Roma-Francoforte-New York. Poche ore e poi Teresa Sbarra prenderà in mano il suo biglietto aereo e partirà per gli Stati Uniti. «Ci starò solo quindici giorni», dice. «Per il momento», avverte. Un viaggio con un’amica per «capire cosa si muove dall’altra parte dell’oceano: è lì che voglio trasferirmi ». Teresa ha appena 22 anni, è una ragazza piena di vitalità e con il sorriso vero.

Il mondo con gli occhi di Kafka

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Diego Carmignani

CREATIVITA' Si chiude oggi a Ravenna il festival del fumetto di realtà Komikazen. Presenza di prestigio della locandina l'illustratore Peter Kuper, celebre collaboratore di Time e Newsweek, che presenta il suo Diario di Oaxaca

Per due giorni, fino a oggi, Ravenna è la capitale del fumetto di realtà, con Komikazen, un rassegna che da cinque anni propone il meglio del genere autobiografico, memorialistico, storico e di reportage del reale, un modo di raccontare per immagini che ha da sempre trovato espressione nei grandi maestri del disegno, anche in quelli celebri per le storie di fiction.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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