Il Nicaragua di Barman

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a cura di Tilde Napoleone (L'inkontro.info)

LA STORIA. Da ragazzo di strada a Managua ad ospite nelle strutture del progetto “Los Chinchos”. E ora è educatore.

Barman è un ragazzo del Nicaragua che ha fatto la vita del bambino di strada fino a quando non è stato inserito nel progetto “Los Chinchos” (www.losquinchos.it). In questi giorni Barman  è in viaggio in Italia e ci ha raccontato la sua storia.
 

Il variopinto oggetto del desiderio

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Costanza Barbarossa

IN LIBRERIA Il corrispondente di guerra, Peter Laufer, firma per Sironi editore La battaglia delle farfalle. Un avvincente reportage sul gigantesco traffico illecito delle “creature” più fragili e più ricercate del pianeta

 

Dai Forum di Porto Alegre ai tanti presidenti progressisti

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Pietro Orsatti, Aldo Garzia, Francesca Caprini

MONDO. L’America Latina, con poche eccezioni, è governata da qualche anno da leader di una sinistra rinnovata. Il primo slancio è venuto dal Brasile di Lula, ma ora il fenomeno riguarda Bolivia, Venezuela, Argentina, Paraguay, Ecuador, Nicaragua, Uruguay. La crisi economica mondiale ha favorito la svolta verso l’indipendenza politica e l’autogestione di materie prime, petrolio, gas, terra coltivabile, acqua, rame e uranio. Oggi i Paesi latinoamericani, se uniti, possono fare concorrenza a Europa, Stati Uniti, Cina e India. Ecco perché la destra si riorganizza.

Pietro Orsatti

In sette bloccano il patto

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Simonetta Lombardo da Copenaghen

COPENAGHEN. Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu impediscono all’accordo di ricevere l’egida del’Onu. Nel day after della conclusione del vertice sul clima dominano ancora delusione e timori per il futuro.

Sette paesi, in buona parte piccoli, e tutti poveri (Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Costa Rica, Sudan e Tuvalu) hanno impedito ieri che il patto contrattato dai leader del mondo “a porte chiuse” diventasse di fatto il trattato di Copenaghen. Quello deciso nella notte di venerdì rimane un accordo politico deciso “in un evento collaterale di altissimo livello”, come ha sintetizzato durante l’assemblea plenaria il delegato russo.

Il Paese dell’ultima rivoluzione

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Edoardo Tomaselli

PERCORSI Nelle strade e nelle piazze di Managua, Estelì e Leon, in Nicaragua, i murales celebrano l’esperienza sandinista e la lotta di liberazione dei popoli latinoamericani. Nonostante il revisionismo del conservatore Arnoldo Alemàn, che nel 1990 ne ordinò la cancellazione.

L’anno era il 1979, il Paese era il Nicaragua, e la rivoluzione sarebbe stata l’ultima - oltre che la più disperatamente romantica - del Ventesimo secolo. Sono passati trent’anni da allora: nel nome di Augusto Cesar Sandino, l’eroe nicaraguense che nei primi anni del ’900 lottò contro la dittatura che stritolava il Paese centroamericano, nel 1979 il Frente sandinista de liberaciòn nacional rovesciò il generale Somoza, sostenuto e appoggiato dal governo americano.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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