Parigi, al summit sulla nuova Libia è polemica sull’oro nero

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Susan Dabbous

GEOPOLITICA Secondo Liberation il Consiglio transitorio avrebbe garantito il 35% del petrolio libico alla Francia in cambio degli aiuti militari. Imbarazzo al vertice, presenti più di 60 delegazioni

Non poteva aprirsi peggio la conferenza degli «amici della nuova Libia» di Parigi voluta da Sarkozy. Ci ha pensato Liberation a mettere in cattiva la Francia, che a detta del quotidiano avrebbe concluso un accordo ad aprile con il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) della Libia in base al quale si sarebbe garantita il 35% della produzione di greggio del Paese. A dimostrare la veridicità dell’intesa sarebbe una lettera inviata il 3 aprile scorso dallo stesso Cnt all’emiro del Qatar.

Borsa, titoli senza entusiasmi. Ancora ombre sulla crescita

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Carlo Freboudze

FINANZA. Solo a metà pomeriggio si è registrato qualche dato positivo, ma dopo poche ore la doccia fredda: indici in flessione. E c’è attesa per gli esiti dell’incontro tra Sarkozy e Merkel.

Dopo il lungo week-end di ferragosto i mercati europei aprono mentre le piazze asiatiche chiudono senza variazioni di rilievo. Di prima mattina la Germania annuncia che nel secondo trimestre dell’anno la crescita del Pil è stata quasi pari a zero, con debolezza nei consumi privati e nelle costruzioni, dato simile a quello francese di venerdì scorso. I mercati temono che il meglio della crescita in Europa sia già dietro le spalle, e che le attese sul 2011 debbano essere riviste. Per prime reagiscono le borse.

Il fantasma che si aggira per l’Europa

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Bruno Picozzi (Inserto domenicale)

MONDO. Grecia verso il default? Dei 340 miliardi di euro di debito complessivo, che fa suppergiù 30mila euro a testa per ogni cittadino, compresi neonati e ultracentenari, 46 miliardi in buoni del tesoro sono nelle banche francesi e tedesche. Questo spiega perché Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sono così solerti nel volere fortissimamente il salvataggio di Atene. Anche la Banca centrale europea è esposta per 120 miliardi di euro. E sono a rischio Portogallo, Italia e Spagna. È il patatrac della globalizzazione in salsa europea?

Il mondo è depresso! Nel senso di depressione economica. Paperoni e Rockerduck del pianeta sono stati messi alle corde dalla crisi che spazza il pianeta fin dal 2006. Riusciranno forse, loro, a salvare depositi e portafogli ma, dopo l’Islanda, anche la Grecia rischia il fallimento. Questo in soldoni, anzi in euro, è quanto tutti abbiamo ormai imparato dopo anni di spiegazioni tecniche e paralipomeni al crollo dei mutui subprime negli Usa.

Il G8 e le mire di Sarkozy sull’Egitto e la Tunisia

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Bruno Picozzi

SUMMIT. I due Paesi arabi sono avamposti estremamente importanti per le strategie economiche e geopolitiche dell’Occidente. Il presidente francese vuole attirarli nella sua orbita.

«Egiziani e tunisini non riescono a gestire le loro rivoluzioni». Parola di Ismail Omar Guelleh, presidente del Gibuti dal 1999, succeduto a suo zio Hassan Gouled Aptidon che fu il primo presidente del Paese ed è stato a suo dire «democraticamente eletto» per il terzo mandato consecutivo lo scorso 8 aprile. Una dinastia in stile neocoloniale il cui risultato è un Paese falcidiato da corruzione e miseria. Ma una rivolta in stile tunisino lì è impossibile, dice il presidente, perché il Paese è «immunizzato». Significa forse che l’opposizione è domata e che nessuno ha il coraggio di protestare.

Sarkozy spiazza tutti, al G8 invita i nuovi leader della primavera araba

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Bruno Picozzi

DIPLOMAZIA. Il presidente francese il 26 e 27 maggio ospiterà il summit di Deauville. Oltre agli otto Grandi, incontrerà i premier provvisori di Egitto e Tunisia per parlare di piani di sviluppo. Tra i temi del vertice anche internet e nucleare.

Manca poco più di una settimana al G8 di Deauville, città della Normandia, dove il 26 e 27 maggio si terrà il G8. Ripresa dell’economia mondiale, equilibri monetari e questioni commerciali saranno, come al solito, sul tavolo delle discussioni. Ma questa volta si parlerà anche di Nordafrica e di internet. Il vertice è un’occasione troppo ghiotta per il presidente di turno Nicolas Sarkozy, che ha tutte le intenzioni di ridare vigore alla sua popolarità.

Maroni avvia i permessi. E' scontro con la Francia

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Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO Il governo firma il decreto che consentirà la libera circolazione dei migranti e da Oltralpe si minacciano respingimenti alla frontiera. Il ministro leghista: «Parigi è ostile all'Italia»

 

La parata afro per la Bastiglia

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Susan Dabbous

FRANCIA I soldati di 13 Paesi africani ex colonie hanno sfilato sugli Champs Elysees per la festa nazionale. Forti le critiche da parte delle Ong per la difesa dei diritti dell’uomo: «Tra loro ci sono criminali di guerra»

 

Monsieur Sarkozy vuole dare una sforbiciata alle pensioni

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Bruno Picozzi da Parigi

MONDO. In Francia l’età minima di pensionamento potrebbe passare a 61 anni nel 2015, a 62 nel 2020, a 63 nel 2030. Qualcuno suggerisce 70 anni nel 2050. Ma sono solo voci di corridoio, probabilmente pilotate all’esterno dell’Eliseo per verificare le reazioni dell’opinione pubblica. Eppure una riforma del sistema pensionistico è di sicuro all’orizzonte.

Il prossimo novembre uscirà il secondo volume delle “Avventure di Sarkozix”, geniale satira a fumetti sulla classe politica francese che inchioda i volti noti della nazione ai loro vizi, calando il tutto negli scenari che sono tipici dell’eroe nazionale Asterix.

Un’atomica amicizia

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Susan Dabbous

ACCORDI. Berlusconi vola a Parigi con 7 ministri al seguito. Parte la seconda fase della collaborazione sul nucleare che prevede la costruzione in Italia di 4 centrali a partire dal 2013 da 5 miliardi di euro ciascuna.

Il dibattito sulle forme di governo oscura il 28esimo vertice italo francese. La seconda puntata della storia d’amore nucleare tra Parigi e Roma, ieri, è finita in secondo piano facendo largo ad nuovo protagonista: il semipresidenzialismo.

Gaullisti e moderati, si è aperta la guerra di successione a Sarkozy

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Bruno Picozzi da Parigi

FRANCIA. Troppi errori e troppe promesse mancate hanno indebolito l’immagine di “duro” che il presidente francese aveva dato agli elettori. E la débacle alle regionali gli viene interamente addebitata da gran parte della stampa e dall’opinione pubblica moderata. Testa a testa tra il premier Fillon e l’ex premier De Villepin per guadagnarsi la leadership della destra?

E' possibile che sia già cominciata in Francia la campagna elettorale per le presidenziali della primavera 2012? La domanda rimbalza legittimamente sulle pagine dei quotidiani minori, sollecitata dalle candidature che si prospettano da un lato e dall’altro.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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