Il viola torna in piazza

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MANIFESTAZIONE. La piazza viola si appella al Presidente Napolitano, contro il legittimo impedimento e la deriva personalistica dell’azione di governo Berlusconi.

Erano le 14:30 di ieri, quando Piazza del Popolo ha iniziato a riempirsi. Gremita quasi quanto la manifestazione sulla libertà di stampa, per chiedere «leggi uguali per tutti». Con persone arrivate da tutta Italia, molte delle quali indossavano magliette o foulard viola. Stavolta l’unico colore in piazza. Perché il popolo viola non ha tollerato, come avvenne tre mesi fa a San Giovanni, le bandiere di partito.

Il popolo si riveste di viola

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Dina Galano

MANIFESTAZIONE. Il Popolo Viola torna di nuovo per le strade della Capitale per ribadire il principio dell’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, contro il legittimo impedimento che tornerà in Senato il 5 marzo prossimo.

E' il giorno della manifestazione nazionale. Dopo l’appuntamento del 5 dicembre scorso che ha portato in piazza migliaia di cittadini indignati per i provvedimenti del governo e le tante leggi ad personam, l’ormai noto Popolo Viola torna di nuovo per le strade della Capitale. Per ribadire il principio dell’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, contro il legittimo impedimento che tornerà in Senato il 5 marzo prossimo.
 

Il popolo viola torna in piazza

MOBILITAZIONE. Sabato prossimo il “popolo viola” tornerà in piazza. Ma stavolta in piazza del Popolo, a tre mesi dal “No B-Day” di San Giovanni. Lo slogan della nuova manifestazione nazionale del popolo della Rete è "La legge è uguale per tutti".

Sabato prossimo il “popolo viola” tornerà in piazza. Ma stavolta in Piazza del Popolo, a tre mesi dal “No B-Day” di San Giovanni. Lo slogan della nuova manifestazione nazionale del popolo della Rete è «la legge è uguale per tutti». Protesteremo «contro l’approvazione della norma sul legittimo impedimento, per chiedere il rispetto della costituzione e affinché si risolva il conflitto di interessi», spiegano gli organizzatori.
 

In piazza, d’urgenza

Dina Galano

No B DAY. La mobilitazione dei cittadini contrari al disegno governativo di riforma della Protezione civile continua. Il fronte della protesta, infatti, non ha arretrato di un passo nemmeno davanti all’ultima retromarcia del governo.

Se l’Italia frana, la mobilitazione dei cittadini contrari al disegno governativo di riforma della Protezione civile non ha subito smussamenti. Il fronte della protesta, infatti, non ha arretrato di un passo nemmeno davanti all’ultima retromarcia del governo: lo stralcio dell’ormai noto articolo 16 che prevede la privatizzazione della Protezione civile è, secondo i manifestanti, «un dato positivo ma non sufficiente».
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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