Il giorno della Val Susa. «Corteo non violento»

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Vincenzo Mulè

NO TAV. Oggi la marcia contro la realizzazione del tunnel per l’Alta velocità. Allargata la zona rossa, il prefetto vieta l’accesso anche ai sentieri nel bosco intorno al cantiere di Chiomonte.

«La giustezza delle nostre idee è superiore ad una legalità proclamata, ma che in realtà difende un’opera illegale». Lo slogan è emerso dalla riunione dei comitati no tav di giovedì scorso, quella durante la quale è stata presa la decisione che «domenica si marcia tutti a volto scoperto e chi vorrà e chi potrà, si avvicinerà alle reti con gli arnesi per tagliare».

No Tav a volto scoperto. Pronti al taglio delle reti

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Simone Bauducco

MANIFESTAZIONE. Domani gli abitanti della Valle saranno in corteo contro l’Alta velocità. Armati di cesoie, promettono di liberarsi del filo spinato che «ha pesantemente influito sulle nostre vite».

Una doppia fila di reti metalliche divide il cantiere della Maddalena dal villaggio di Asterix dei No Tav. Una bandiera della Pace appesa al filo spinato sventola sospinta dal vento che arriva dal Moncenisio come buon auspicio per la manifestazione di domenica. Da un lato quasi duemila uomini delle forze dell’ordine e dell’esercito pronti a difendere il fortino. Dall’altro, un universo colorato ed eterogeneo composto dagli abitanti e dagli amministratori della Valle, gruppi ambientalisti, insegnanti e gruppi di preghiera.

Tav, incursioni notturne e fallimenti annunciati

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Rossella Anitori

CHIOMONTE. Devastata l’area attorno alla baita di Clarea, dove gli attivisti avrebbero dovuto spostare il presidio. Intanto chiude la ditta incaricata di costruire la recinzione al cantiere.

Lo avevano annunciato nei giorni scorsi: finito il campeggio No-Tav, il presidio popolare contro l’alta velocità si sarebbe trasferito nella zona dove, stando ai piani, sarebbero dovuti iniziare i lavori per la realizzazione del tunnel esplorativo per la linea ferroviaria Torino-Lione. Nell’area della baita di Clarea. Ma ieri mattina al loro risveglio ogni cosa era stata distrutta. «Lo hanno fatto di notte. Si sono comportati da vandali, distruggendo ogni cosa avevamo costruito in questi giorni», racconta un attivista del movimento.

«Basta lacrimogeni». No Tav, prove di dialogo

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Rossella Anitori

PROTESTE. Gli attivisti del movimento contro l’alta velocità denunciano il sistematico ricorso al gas da parte delle forze dell’ordine. Ieri organizzato un presidio informativo presso la Italcoge.

Bossoli di lacrimogeni. Sono i “prodotti tipici” della Val Susa che gli attivisti del movimento No Tav hanno portato ieri al mercato per denunciarne l’uso quotidiano da parte delle forze dell’ordine per disperdere i manifestanti. Uomini, donne e bambini che frequentano abitualmente il campeggio e partecipano alle iniziative di protesta. Gente che non si rassegna e continua ad opporsi con determinazione alla linea ferroviaria Torino-Lione.

Un giorno con i No Tav «Una battaglia di civiltà»

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Rossella Anitori da Chiomonte

MOBILITAZIONI. Ogni giorno a Chiomonte si svolgono incontri aperti a tutti. Gli attivisti: «Dietro quest’assedio militare al cantiere ruotano importanti interessi economici»

«La Valle che resiste non è solo uno slogan». Il popolo No-Tav presidia notte e giorno le montagne della Maddalena. Al presidio permanente di Chiomonte nessuno è in vacanza. Il campeggio allestito di fronte alla centrale idroelettrica è il punto d’incontro di attivisti solidali con gli abitanti della Val di Susa, arrivati da mezz’Europa per opporsi alla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Un’opera tanto «inutile» quanto «dannosa», ripetono i No-Tav.

Genova, oltre diecimila in piazza per ricordare

Genova.
Rossella Anitori

G8. Una manifestazione per non dimenticare i tragici giorni di dieci anni fa. Un probabile punto di ripartenza per quel movimento, in maggioranza pacifico, ucciso dai colpi della repressione.

Gli elicotteri sorvegliano dall’alto la città e gli uomini in divisa presidiano ogni angolo. Cinquecento tra polizia, carabinieri e guardia di finanza. Il casello dell’autostrada si e trasformato in un checkpoint. Il servizio di trasporto pubblico è stato interrotto e le strade di accesso all’area in cui si svolge la manifestazione bloccate. Alla militarizzazione del centro fa da contraltare la scarsa presenza di forze dell’ordine nella zona in cui sfila il corteo. Sono gli agenti in borghese a tenere d’occhio la manifestazione.

No Tav:«Accerchieremo il cantiere che non c’è»

Rossella Anitori

MOBILITAZIONE. I comitati lanciano un presidio notturno per ribadire il no all’opera. Intanto tre attivisti iniziano lo sciopero della fame «per costringere i politici al confronto».

Notte di protesta in Val di Susa. I comitati che si battono contro l’Alta velocità hanno organizzato per oggi alle 23 una nuova manifestazione. «Accerchieremo il cantiere che non c’è» spiega Ermelinda, militante No-tav. I lavori per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione infatti non sono ancora partiti, ma gli uomini in divisa non smettono di arrivare. Questa settimana è stata la volta degli alpini della Taurinense di ritorno da Kabul.

«Lavori mai partiti». La denuncia dei No Tav

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Rossella Anitori

VAL DI SUSA. Gli europarlamentari italiani ribadiscono a Bruxelles il sì all’opera ma le ruspe sono ferme e l’area presidiata dai militari non corrisponde a quella in cui dovrebbe sorgere il cantiere.

I lavori per la linea ferroviaria Torino-Lione non sono mai partiti. L’area presidiata dai militari non è quella in cui dovrebbe sorgere il cantiere. I No-Tav denunciano «l’ennesimo bluff» del governo. «Basta dare un’occhiata alla mappa per capire dove sono e dove invece dovrebbero iniziare a scavare» dice Francesco del Comitato di lotta popolare di Bussoleno. «L’area di cantiere è completamente libera. Può andarci chiunque. La zona recintata è a monte, davanti al museo archeologico di Chiomonte».

«Niente paura, noi butteremo giù le reti»

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Luca Tornatore

OPINIONI. Tra gli attivisti che hanno tentato l’occupazione del cantiere montano resta la determinazione nel riconquistare fisicamente il territorio. Ecco una testimonianza.

Reti e blindati. Perimetri escludenti, recinzioni potenti, truppe indifferenti. È questo il “cuore dello stato” che abbiamo visto in Val di Susa, nella libera Repubblica della Maddalena. Un cuore imposto con un trapianto a torace aperto, lacerato dalle ferite di assalti brutali e senza altro significato che quello di fermare il cuore vivo e pulsante della Libera Repubblica. Libera lei, liberi noi tutt@.

No-Tav. Prendiamo le distanze: da Casini e Maroni

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Luca Bonaccorsi

La condanna della violenza è usata strumentalmente per coprire le ragioni del no a questa opera pubblica costosa e inutile.

“Prendere le distanze dalla violenza”. È il trito slogan dei soliti furbacchioni, ogni volta che ci sono scontri in strada. Che da il via al triste esercizio di ribadire l’ovvia, consunta, condanna dei soliti 100 o mille delinquenti che colpiscono a mente fredda. Il meccanismo è sempre lo stesso e funziona dagli anni ‘70. Serve, essenzialmente, a cancellare i “contenuti” delle manifestazioni, dei movimenti. Che sono immancabilmente gli unici a rimetterci, ogni volta che si scatenano i violenti.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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