Al voto la rivoluzione tranquilla del Marocco

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Dina Galano

INTERVISTA. In 13milioni nel Paese nord africano domani alle urne per il referendum. Parlano due esponenti della società civile. Uniti nel Forum delle alternative, divisi sulla nuova Costituzione.

Il re Mohammed VI aveva promesso una «riforma costituzionale globale». In sette punti, presentati dal monarca a metà marzo, il Marocco sta tentando di rispondere alla domanda di democrazia che ha destituito i regimi tunisino, egiziano e libico e che si è estesa in modo silente in tutta l’area maghrebina. Ma che il 20 febbraio scorso ha portato migliaia di giovani per le strade trasformando le esigenze di sicurezza interna in un unico imperativo: non causare morti, non creare martiri.
 

Chi beneficerà dei permessi temporanei

Dina Galano

IL DECRETO. Con la firma del presidente Berlusconi, si dà il via al permesso di soggiorno di sei mesi. Tra le tante disposizioni dubbie, quella per cui il titolo varrà soltanto «per gli appartenenti ai Paesi del Nord Africa».

Quello che il governo italiano ha notificato a Bruxelles è un documento che potrebbe essere invalidato per le imprecisioni di cui si pregia. Ma, dato che introduce il titolo di soggiorno temporaneo nella forma di un decreto della Presidenza dei ministri, è già entrato in vigore e pubblicato in Gazzetta per far fronte all’emergenza profughi. A Catania, 500 persone sono pronte a ricevere in queste ore la concessione del permesso temporaneo e a tentare di far valere il proprio titolo in Europa. Sempre che, a leggere bene, si tratti di cittadini nordafricani.

Diminuiscono le vendite ma non per le zone calde

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Pierpaolo De Lauro

ARMI Il Governo italiano presenta i dati sulla vendita degli armamenti. Crollo di autorizzazioni ma il materiale bellico in uscita dal Paese aumenta, soprattutto verso il Nord Africa

 

Emergenza infinita: seimila tunisini sull’isola

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Alessia Mazzenga

LAMPEDUSA. Le Regioni pronte ad accogliere fino a 50mila migranti dopo l’incontro di ieri al Viminale con il ministro Maroni. Save the children: «Priorità ai minori. Sono oltre 200 sull’isola».

A Lampedusa è sempre più emergenza. Dopo un mese di sbarchi sull’isola il numero di migranti rischia di superare quello degli abitanti. Dopo soli tre mesi dall’inizio dell’anno il numero ha superato di oltre tre volte  quello  dell’intero anno passato. Sono 15mila i migranti giunti in Italia quest’anno, di cui la maggior parte tunisini approdati a Lampedusa, contro i 4mila dell’anno scorso. E  Lampedusa è al collasso. Si parla di 4.762 persone contro una popolazione di 5.870.

Bombe in Libia, morte in Yemen, gioia in Egitto

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Annalena Di Giovanni

RIVOLUZIONI. Piccoli scontri a Tripoli mentre prosegue la battaglia per gli arsenali. Folle in piazza pure in Iraq: cittadini esasperati dalle disuguaglianze chiedono la testa di Al Maliki.

Sono scesi almeno in mille ieri a Tripoli, urlando «Gheddafi è nemico di Dio», per protestare contro il regime del Colonnello Muammar. Nonostante gli spari sentiti nel distretto di Tajoura, i corrispondenti di al Jazeera da Tripoli hanno confermato che gli scontri si sono limitati a cinque lanci di lacrimogeni e qualche copertone bruciato, decisamente niente a che vedere con la violenta repressione delle scorse settimane. Ma la vera battaglia ormai, fra Gheddafi e insorti, è lontana dalle strade e dalle proteste e si combatte con le armi.
 

Dai Villaggi solidali al piano B, il governo si prepara all’esodo

Dina Galano

IMMIGRAZIONE. La missione italiana, approvata ieri dal Consiglio dei ministri, si limiterà a fornire mezzi e logistica al campo profughi sul confine tunisino. Via libera anche al progetto Mineo.

Il ministro Maroni ha «un piano B». Per far fronte all’eventualità di un esodo di massa dal Nord Africa, prefetture ed enti locali saranno direttamente coinvolti nello sforzo di accoglienza. Così è stato annunciato ieri, a chiusura di un Consiglio dei ministri dedicato alla questione immigrazione, in cui hanno ricevuto il visto definitivo entrambi i programmi del “Villaggio Italia” e del “Villaggio solidarietà”.

Rivolta in Nord Africa, è giunta l’ora di riformare la legge sulla cittadinanza

Vittorino Ferla

COMMENTI. La rivoluzione in corso nel Nord dell’Africa apre scenari imprevedibili. Un’emergenza umanitaria potrebbe toccare presto il nostro paese, con l’arrivo di tanti profughi. Il governo italiano appare impreparato. Diffonde la paura per creare allarme e sfuggire alle proprie responsabilità. Quanto durerà?
 

La rivoluzione in corso nel nord dell’Africa apre scenari imprevedibili. Un’emergenza umanitaria potrebbe toccare presto il nostro paese, con l’arrivo di tanti profughi. Il governo italiano appare impreparato. Diffonde la paura per creare allarme e sfuggire alle proprie responsabilità. Quanto durerà?

Mediterraneo di sangue. L’ipocrisia europea

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Nicola Tanno (Rete della conoscenza)

IMMIGRAZIONE. L’accordo Italia-Libia del 2008 permette a Gheddafi di fermare le partenze con ogni mezzo, calpestando qualsiasi diritto. Cronaca di un fallimento.

La tortura è un mezzo idoneo per bloccare l’immigrazione clandestina? Se la cronaca politica non fosse coperta da uno spesso manto di ipocrisia sarebbe questo la domanda alla quale istituzioni e mass media dovrebbero rispondere. Di fatto i Ministri dell’Interno e degli Esteri con le dichiarazioni rilasciate a proposito della cosidetta  “invasione” di clandestini provenienti dalle coste libiche hanno giá dato una risposta al quesito, una risposta purtroppo positiva.

Ancora tunisini in Sicilia. «Mandateli al Nord»

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Susan Dabbous

EMERGENZA. Proseguono gli sbarchi di migranti a Lampedusa, ma cambiano le rotte. È lite sull’accoglienza a Mineo, Catania. Il governatore Lombardo accusa il governo di razzismo.

Preoccupato per un flusso migratorio di «dimensioni assolutamente epocali» il ministro degli Esteri Franco Frattini si è recato ieri mattina nell’Egitto liberato per parlare della questione libica. Una scelta dettata da una necessità pratica, perché nonostante il governo di transizione retto dall’esercito, con il Cairo sono ancora attivi gli accordi bilaterali che prevedono i rimpatri immediati per i cittadini egiziani che travalicano i nostri confini.

Uno spettro si aggira nei Paesi arabi e persiani: la rivoluzione

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Annalena Di Giovanni da Il Cairo

ANALISI. In Egitto il popolo non demorde, sciopera e discute della nuova Costituzione.
In Bahrain proseguono le manifestazioni. Ma le due storie da seguire ora sono la Libia e l’Iran.

«Dite all’Italia di risolvere i propri problemi invece di trattarci come l’Albania» è il commento pressoché unanime – e certamente offeso - che capita di raccogliere per le strade del Cairo quando si racconta della paura italiana per eventuali ondate migratorie. L’economia è a pezzi ma sembra che tutti si sentano chiamati per la costruzione del nuovo Egitto, ed emigrare è fuori discussione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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