Una legge per salvare la repubblica delle frane

Giorgio Mottola

LA PROPOSTA. Presentata al Senato dal Pd un proposta normativa che per la prima volta cerca di mettere ordine nella giungla dei provvedimenti sul dissesto idrogeologico in Italia.

In Italia non c’è solo Sarno. Tre quarti della penisola sono a rischio frana. 5.596 su 8.101 comuni italiani sono in pericolo per possibili dissesti idrogeologici, secondo l’Apat, l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente. Negli ultimi 50 anni sono state censite oltre 470 mila frane, che hanno causato la morte di 2.552 persone, più di 4 vittime al mese.
 

Conto energia, l’accordo che scontenta tutti

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Giuliano Rosciarelli

RINNOVABILI. Dopo le polemiche tra i ministri Romani e Prestigiacomo, varata oggi nel corso del Consiglio dei ministri la normativa sugli incentivi. Le imprese: subito azioni di risarcimento.

Il quarto Conto energia dovrebbe finalmente prendere forma oggi in Consiglio dei ministri. L’accordo tra i dicasteri dello Sviluppo economico e l’Ambiente è stato trovato e la firma sul decreto attuativo (la scadenza era per il 30 aprile) che riforma il sistema degli incentivi per il fotovoltaico dovrebbe essere cosa fatta. Rassicurazioni in questo senso sono arrivate direttamente dalla ministra Stefania Prestigiacomo e dal ministro Paolo Romani ma il condizionale resta d’obbligo,  visti i precedenti.

L’azienda che inquina paga. Prevenire è anche assicurare

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Camilla Minarelli ed Emanuele Bompan

AMBIENTE. Dal 2004 è in vigore una normativa sulle responsabilità per eventuali danni all’ecosistema. Sono ancora poche le aziende, però, che l’hanno recepita nella sua interezza.

Chi inquina paga. E i cocci sono suoi, verrebbe da dire. Con la direttiva europea 2004 sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale- recepita in Italia col decreto legislativo 152/06 - il principio ‘chi inquina paga’ è ormai da anni una realtà. Almeno teoricamente.

Ue, al via la privacy 2.0

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Pierpaolo De Lauro

NORME. Viviane Reding, commissaria europea per la Giustizia, lancia la nuova proposta per la tutela dei dati personali. Un primo passo per superare una normativa datata 1995.

Come spesso accade lo sviluppo tecnologico non va di pari passo a quello normativo. Un esempio lo si può verificare nel campo del copyright con Stati ed etichette discografiche che in quest’ultimo decennio si sono ritrovati a dover contrastare forme di scambio e di pirateria un tempo inimmaginabili. Ma ciò che preme di più è la tutela della privacy, un campo minato.  E proprio in questo percorso a ostacoli prova a intervenire la Commissione europea.

Una legge da migliorare

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Giannandrea Mencini (Terra a Nordest)

VENEZIA. Brunetta ha presentato al sindaco Orsoni la bozza del nuovo testo normativo dedicato alla città lagunare.

Dopo l’alluvione del 1966 che colpì Venezia con un’acqua alta eccezionale mettendo a repentaglio la vita della stessa città, il governo si mobilitò per trovare modalità operative e fondi per finanziare interventi atti a mettere in sicurezza la città da future acque alte eccezionali e per riequilibrare la laguna di Venezia dal punto di vista morfologico e idrodinamico. Nonché servivano fondi e progetti per rilanciare dal punto di vista socioeconomico la stessa città.

Testo unico del disastro

Erasmo Venosi

NORME. Il nuovo “Codice ambientale”, approvato dal governo con la scusa della semplificazione normativa, compromette ulteriormente la difesa dell’ambiente e delle persone. Italia sempre peggio.

Bruxelles chiede l’istituzione di un'agenzia europea sui rifiuti

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Alessandro De Pascale

CONTROLLI. La Commissione sollecita la sorveglianza, l’attuazione e l’applicazione della normativa europea di settore. Troppe discariche fuorilegge, business delle ecomafie, infrastrutture inesistenti. Illegale un quinto delle spedizioni.

La Commissione europea da tempo è impegnata in una serie di iniziative per migliorare la gestione dei rifiuti. Ma soprattutto continua il muro contro muro tra Bruxelles e Paesi membri sulla sorveglianza, l’attuazione e l’applicazione della normativa europea di settore. Troppe deroghe alle leggi comunitarie, procedure di infrazione aperte, mancata attuazione del ciclo integrato dei rifiuti che dovrebbe consentire di ridurne la produzione, incentivando recupero e riciclaggio.
 

Obama ci vede verde

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Emanuele Bompan da Washington

CLIMA. Il capo della Casa Bianca vuole approvare la normativa sull’energia e le emissioni entro dicembre. Per il presidente sarebbe un gran successo in vista di Copenaghen, ma i conservatori si oppongono. E le pressioni delle lobby aumentano.

La legge sul clima e la riforma energetica americana, nota come Acesa ha una nuova marcia. Il premio Nobel per la Pace, conferito ad Obama, tra gli altri motivi, per “il suo ruolo costruttivo nell’affrontare le grandi sfide del cambiamento climatico che il mondo intero si trova dover confrontare”, deve aver smosso qualcosa a Washington, visto la rinnovata pressione della Casa Bianca sul Senato.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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