Bagdad ritrova il governo, porte aperte ai sunniti

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Annalena Di Giovanni

IRAQ. Nouri al Maliki, capofila di Da’wa e della coalizione sciita “State of Law“ sarà riconfermato premier. E così pure il presidente Jalal Talabani. Si conclude, con un compromesso, una crisi durata otto mesi.

Compromesso raggiunto nell’Iraq del dopo-Saddam: finalmente da oggi Baghdad avrà il suo governo. Che, sostanzialmente, non cambierà in niente rispetto al governo precedente.

In Iraq sconfitte le religioni. Vincerà il partito del petrolio

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Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Il primo ministro Nuri al-Maliki ha un vantaggio risicato sull’altra alleanza sciita, capeggiata dall’ex leader Allawi. Tra i due poco cambia: entrambi sono legati alle multinazionali dell’oro nero. I risultati si avranno a breve.

In Iraq è battaglia all’ultimo voto. Da giovedì gli analisti cercano invano di capire chi uscirà vincitore dalle elezioni parlamentari del 7 marzo, quando il 62 per cento degli aventi diritto al voto in Iraq si è recato alle urne per rinnovare i 325 seggi del parlamento iracheno. I risultati definitivi richiederanno settimane, e quelli parziali sono limitati a un campione troppo basso per suggerire qualsiasi previsione.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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