Giovanni Ghirga (pediatra Isde Lazio)
COMMENTI. Il dibattito sull’aumento del rischio di cancro per coloro che vivono vicino ad una centrale nucleare, in particolare i bambini, rimane largamente aperto a prescindere o meno dal poter dimostrare un nesso causale diretto tra le emissioni radioattive e l’insorgenza della malattia stessa.
Alla fine degli anni ottanta, nel Regno Unito, alcuni studi misero in evidenza un aumento di incidenza di casi di leucemia infantile vicino a centrali elettriche nucleari. Nel 2002, in Germania, la pressione esercitata dall’opinione pubblica ha indotto il governo tedesco a commissionare al Childhood Cancer Registry della University of Mainz uno studio caso-controllo per valutare l’incidenza del cancro intorno alle 16 centrali nucleari commerciali allora in attività (KIKK study).