Francia, blitz di Greenpeace in una centrale nucleare

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redazione

GREENPEACE. "Il nucleare sicuro non esiste", questo lo stricione esposto da un gruppo di attivisti che si è introdotto all'alba nell'impianto di Nogent-su-Seine a 95 chilometri da Parigi.

«Semplici militanti, con intenzioni pacifiche, sono riusciti con pochi mezzi a raggiungere il cuore di una centrale nucleare». L’annuncio si trova sul sito francese di Greenpeace ed è stato pubblicato dopo che un gruppo di ambientalisti è riuscito a introdursi nella centrale nucleare di Nogent-su-Seine, a 95 chilometri da Parigi. L'intrusione è stata confermata dalla gendarmeria, secondo la quale i militanti sono otto e alcuni di loro sono stati fermati.

Scorie nucleari, Dora Baltea a rischio

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Alessandro De Pascale

ALLARME. Le alluvioni rischiano di provocare disastri ambientali. Perché gli alvei sono pieni di industrie pericolose. La denuncia del Wwf.

 

Dopo il nucleare, il carbone. Un altro no contro il passato

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Vincenzo Mulè

PROTESTA. Oggi alle 14 prende il via a Adria, nel Polesine, la grande manifestazione nazionale contro la fonte fossile più antica. E responsabile del 43 per cento delle emissioni di CO2 nel mondo.

Il carbone come alternativa al nucleare. È contro questa scelta che oggi associazioni, comitati e cittadini scenderanno in piazza contro quello che viene definito «un ritorno al passato». Le 35 associazioni della coalizione Fermiamo il carbone hanno organizzato una manifestazione nel Polesine, ad Adria, per di no alla riconversione della centrale di Porto Tolle. Contemporaneamente, ci saranno poi una serie di presidi a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure, Civitavecchia e Brindisi.

India, tutti contro la centrale. Non si ferma la protesta

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Paolo Affatato

NUCLEARE. Pescatori, contadini, artigiani. A ribellarsi al progetto di Jaitapur sono ormai dieci milioni di indiani. Che mettono in difficoltà il club atomico di New Delhi e il primo ministro.

C’era anche lui. Jesuretinam, vecchio pescatore del Tamil Nadu, mutilato dal 1989 quando, nel medesimo luogo, la polizia indiana sparò sulla folla che stava protestando. C’era anche lui, il pioniere dell’anti-nucleare, a bloccare i cancelli di ingresso alla centrale nucleare di Koodamkulam, un progetto da oltre 1.000 megawatt che ha mobilitato la popolazione dell’India del Sud. Popolazione contraria al “mostro che distruggerà la vita dei pescatori tamil”.

In Francia 8 centrali su 19 non sono sicure

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Marco De Vidi

NUCLEARE. Per l’Authority questi impianti non soddisfano i requisiti richiesti dopo Fukushima. Critiche anche alle modalità degli stress-test.

Asn, l’autorità per la sicurezza nucleare francese, ha fornito i risultati delle ispezioni alle centrali nucleari. Ben 8 impianti sui 19 totali (con 58 reattori attivi) non soddisferebbero i nuovi requisiti che sono stati imposti dopo la tragedia di Fukushima, in particolare gli aspetti riguardanti la resistenza ad alcune catastrofi naturali ipotetiche.

L’Italia voleva inviare scorie nucleari in India

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Alessandro De Pascale

WIKILEAKS. Il sottosegretario Letta chiese «disperatamente» a Washington di «riprendersi» 64 barre radioattive di una centrale Usa stoccate a Rotondella. Poi provò a mandarle altrove.

«Il nucleare è più pericoloso da morto che da vivo», denunciò nel gennaio 2010, alla Commissione ecomafie, il procuratore Nicola Maria Pace. Ancora di più se un Paese da l’impressione di essere incapace di gestire l’eredità atomica. Nell’impianto Itrec di Rotondella (Matera) tuttora sono stoccate 64 barre, più altri 2,7 metri cubi di materiale liquido, «ad alta radioattività».

Giappone no nuke? Sì, anzi no. Il cerchiobottismo di Tokyo

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Bruno Picozzi

SOL LEVANTE. Il neo premier Yoshihiko Noda vuole seguire le orme del suo predecessore e ridurre la dipendenza dall’atomo ma fino a un certo punto. Il pressing delle aziende si fa sentire.

No al nucleare. Anzi, sì ma anche no. Insomma facciamolo, ma facciamo anche il contrario. Il nuovo premier Yoshihiko Noda, sesto leader di governo a Tokyo negli ultimi cinque anni, dopo nemmeno due settimane di incarico è già riuscito a disfare e rifare la controversa tela di Penelope della politica energetica nazionale. Ieri, nel suo primo discorso al Parlamento, ha cercato di dare soddisfazione al crescente sentimento antinuclearista che sta invadendo il Paese in forma di affollati raduni, pubbliche manifestazioni e scioperi della fame.

Non si rimargina la ferita del dramma di Fukushima

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Andrea Pira

SOL LEVANTE. A sei mesi dallo tsunami del marzo scorso che ha scosso la vocazione nuclerista del Paese non si placano le proteste. E sette gapponesi su dieci si dicono contrari all’atomo.

Per settimane Yukio Edano è stato il volto del governo giapponese davanti un Paese che chiedeva certezze sulla gestione del disastro alla centrale nucleare di Fukushima, devastata dal cataclisma che l’11 marzo si abbatté sul nordest del Giappone.

Mix di plutonio e uranio: «Incidente pericoloso»

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Dina Galano

INTERVISTA. Il fisico Erasmo Venosi: «Nel sito si produce il Mox, un combustibile per i reattori ad alta radiotossicità». I controlli? «Saltuari. Il governo d’Oltralpe ha interesse a censurare i rischi».

Dell’incidente all’impianto francese di Codolet, nella regione del Gard, il fisico nucleare Erasmo Venosi precisa di poter ragionare su una base «congetturale». Cauto sulle conseguenze dell’esplosione, è però convinto che «il governo francese sia interessato a sottostimare e censurare i rischi. La scelta di minimizzare l’evento, in questi casi, va considerata una prassi».
 

Professor Venosi, allarmismo o legittima precauzione?

Esplosione nel sito delle scorie. Muore un uomo, quattro i feriti

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Dina Galano

FRANCIA. Fiamme nella centrale di Marcoule nel Sud del Paese. Le autorità: «Coinvolto un forno per la fusione dei rifiuti metallici a debole radioattività». I Verdi: «Referendum europeo anti atomo».

Nella tarda mattinata di ieri è esplosa parte di un impianto di trattamento di scorie radioattive nel Sud della Francia, a poco più di 200 chilometri di distanza dal confine italiano. Il forno che smaltisce i rifiuti appartiene al complesso nucleare di Marcoule, il più antico dell’”armata nucleare” francese. L’incidente, in cui è deceduto un lavoratore rimasto carbonizzato e altri quattro sono stati gravemente feriti, ha risvegliato di un colpo l’incubo nucleare nel cuore del Vecchio continente.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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