Tutti gli interrogativi sul futuro della Libia

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Gianna Pontecorboli

ANALISI. La Nato annuncia a fine ottobre il termine della missione nel Mediterraneo e Obama conferma che entro il 2011 lascerà l’Iraq. Ma il domani, a Tripoli e a Bagdad, resta pieno di incognite.

Giovedì mattina, le immagini di Gheddafi sanguinante hanno lasciato l’America e il Palazzo di Vetro dell’Onu sollevati, e insieme  inorriditi e perplessi. E venerdì, la Nato ha annunciato in via preliminare che la missione in Libia terminerà alla fine di ottobre. Poche ore dopo il presidente Obama annunciava il ritiro completo delle truppe americane da Bagdad.

Stato di Palestina, all’Onu la conta dei voti

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Gianna Pontecorboli

NAZIONI UNITE. I palestinesi corteggiano alcuni membri del Consiglio di sicurezza per avere numeri che mettano in imbarazzo chi è contrario alla loro proposta già respinta da Obama.

Poche cose, sotto il tetto del Palazzo di vetro di New York, sono così poco sicure come una promessa di voto favorevole fatta frettolosamente durante un ricevimento o alla fine di un breve colloquio a quattr’occhi. Dopo tanti anni passati sulla scena politica mondiale, il leader palestinese Abu Mazen queste cose le sa benissimo. E per di più, sa anche benissimo che la lista dei comprimari per la risoluzione del problema mediorientale, quest’anno, si è molto ampliata e arriva a comprendere anche Paesi che fino a ieri contavano ben poco.

A New York in 5 milioni. Dieci anni da ricordare

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. L’America celebra le sue vittime. E mentre il presidente Obama ripercorre i luoghi simbolo dell’11 settembre nella Capitale e nelle grandi città s’inaspriscono le misure di sicurezza.

«Questo weekend ci riuniamo per il decimo anniversario dell’attacco dell’11 settembre. Ricorderemo le vite che abbiamo perso, quasi 3000 uomini, donne e bambini innocenti. E riaffermeremo il nostro impegno a preservare la loro memoria.» Obama nel suo messaggio solenne alla nazione di sabato appare commosso. «Onoreremo l’eroismo dei soccorritori che hanno messo a rischio – o perso – la propria vita per salvare altri cittadini. Voglio ringraziare i militari e le loro famiglie. Tutti membri della nostra straordinaria Generazione 9/11».

Caccia al petrolio in Alaska con il sostegno di Obama

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Emanuele Bompan

STATI UNITI. Cresce l’interesse dell’amministrazione americana per le estrazioni offshore. Ma in molti cercano di ostacolare una selvaggia corsa all’oro nero in un’area naturale incontaminata.

Lunedì scorso il Segretario degli Interni americano, Ken Salazar, responsabile anche della sicurezza energetica interna è atterrato ad Anchorage, Alaska, in una tiepida mattina estiva, per incontrare un gruppo di uomini di affari. L’Alaska fino ad oggi non ha pianificato alcuno sviluppo esplorativo per estrarre petrolio offshore. «Sono qui per mostrare il supporto dell’amministrazione Obama per aumentare l’estrazione petrolifera in questo stato», ha dichiarato Salazar «incluse le operazioni offshore nelle zone artiche.

Keystone XL, l’oleodotto che potrebbe imbarazzare Obama

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Emanuela Bompan

PETROLIO. L’opera, che aspetta ancora l’autorizzazione finale, accrescerà la capacità di raffinare sabbie bituminose per un milione di barili al giorno. Ma gli ambientalisti sono sul piede di guerra.

Con i suoi 3400 chilometri, Keystone Pipeline System è uno degli oleodotti più lunghi del Nord America, che trasporta petrolio dai depositi di sabbie bituminose nell’Alberta settentrionale, in Canada fino all’Illinois e all’Oklahoma. Ora con una nuova aggiunta di altri 2700 chilometri il Keystone XL (noto anche come Keystone Expansion) dovrebbe congiungere i terminali e le raffinerie sulle coste del Texas con le tubature già esistenti in Kansas ed Oklahoma e accorciare il percorso con un nuovo condotto che attraverserebbe Montana, Dakota e Nebraska.

Afghanistan, muore un altro soldato italiano

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Joseph Zarlingo (Lettera 22)

CONFLITTI. Roberto Marchini, paracadutista 28enne di Viterbo, è saltato su un ordigno a Bakwa, nel settore sotto il comando dell’Italia. È il 40esimo militare nostro connazionale a perdere la vita.

La vittima italiana numero 40 in Afghanistan si chiamava Roberto Marchini ed era un caporal maggiore, paracadutista, specializzato nel disinnescare gli Improvised explosive device (Ied, ordigni esplosivi improvvisati) che sono l’incubo dei contingenti militari internazionali. Era al suo ultimo giorno di missione, ieri, quando proprio un Ied è esploso appena il caporale è sceso dal blindato dove si trovava per un giro di pattugliamento nella provincia di Bakwa, settore occidentale dell’Afghanistan, quello sotto comando italiano.

Le difficoltà della Nasa, fra Russia e recessione

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Alessio Nannini

SPAZIO. L’agenzia spaziale americana, colpita dai tagli del governo, è costretta a selezionare le proprie missioni: si sceglie fra Marte, Titano o le comete. Con lo spettro del sorpasso da parte dello storico rivale.
 

In tempi di magra, si stringe la cinghia e si riducono le spese ritenute non necessarie. Così l’amministrazione Obama aveva comunicato in aprile forti tagli che avrebbero colpito, fra gli altri, i piani di ricerca ed esplorazione del cosmo della Nasa. Dunque niente progetto Constellation, cioè il tanto richiesto (più per motivi di immagine che per reale tornaconto scientifico) ritorno sulla Luna, che già aveva fatto spendere al governo dieci miliardi di dollari; niente allunaggio neppure ipotizzando di fissare sul satellite la base di partenza verso Marte, altro obiettivo messo da parte dall’agenzia spaziale statunitense. E addio anche ai due razzi Ares I e Ares V, e al veicolo spaziale Orion, che sarebbero stati parte integrante della nuova spedizione lunare, comunque prevista non prima del 2020.

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Narrazione e politica, da Obama a Vendola

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Aldo Garzia

CULTURA Un libro di Guido Moltedo e Marilisa Palumbo riapre la discussione sulle forme della comunicazione che usano gli attori dei sistemi politici. Partendo da ciò che accade negli Stati Uniti, si scopre che senza “narrative” non c’è capacità di vittoria. E di poca “narrative” e incapacità di passare dall’io al noi soffrono i principali protagonisti del centrosinistra di casa nostra

 

Obama, nel mirino c’è l’Agenzia dell’ambiente

Emanuele Bompan da Washington D.C.

USA Il presidente promette aiuti alle rinnovabili e offre incentivi per i veicoli elettrici. Ma il bilancio dell’Epa e la ricerca sulle energie pulite rischiano pesanti tagli per accontentare i Repubblicani

Scocca l’ora della Nato. Passo avanti dell’Onu

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Emanuele Bompan da Washington

SCENARI. Nuovo comando per le operazioni militari contro Gheffafi. Obama si affida agli alleati. E il segretario della Nazioni Unite annuncia: «Guideremo noi gli sforzi per il futuro della Libia».

Una patata bollente in meno per gli Usa, che domani alle ore 8 passeranno il comando delle operazioni alla Nato. Lo aveva annunciato  lunedì sera Obama nel suo discorso: «La nostra azione rimane limita». Chiarisce ancora ai critici le ragioni dell’intervento americano: «Gheddafi ha detto che non avrebbe avuto pietà, paragonando gli abitanti a dei topi, minacciando di cercarli porta a porta per punirli». Washington ora guarda con attenzione alle decisioni che verranno prese nei prossimi giorni dagli alleati.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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