Chi ha ucciso il prete green

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Paolo Affatato

FILIPPINE. L’autopsia avvalora la tesi che a giustiziare padre Tentorio siano stati alcuni professionisti. L’ombra di un controverso progetto contestato dai locali e dal “missionario verde”.

Un killer ha sparato con perizia, con un’arma di precisione. E c’è stato, probabilmente, un “piano ben organizzato” per eliminare il missionario italiano padre Fausto Tentorio, ucciso quattro giorni fa nelle Filippine Sud. I risultati dell’autopsia, conclusa ieri, spingono gli inquirenti della task force incaricata di indagare verso un “omicidio su commissione, compiuto da professionisti del crimine”. Si avvalora, dunque, la tesi di un personaggio che ha pestato i pedi a qualcuno ed è stato, perciò, eliminato.

Settembre 1993, la mafia assassina don Puglisi

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Giorgio Frasca Polara (Inserto Domenicale)

MEMORIA. Cade in questi giorni l’anniversario dell’omicidio di un parroco di frontiera. Nel poverissimo quartiere palermitano di Brancaccio si dedicava con tenacia e passione al recupero degli adolescenti già reclutati dalla criminalità.

Credo che questo anniversario sia l’occasione per una duplice riflessione: intanto sulla vita di un eroe solitario della ribellione pacifica alla violenza; ma poi anche sulle contraddizioni della Chiesa ufficiale di fronte al “fenomeno” della mafia, le contraddizioni di cui in fondo fu vittima anche don Pino Puglisi.

Aperto a Gaza il processo sulla morte di Vik Arrigoni

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Lettera22

GIUSTIZIA. Tutti ex agenti i responsabili dell’omicidio dell’attivista italiano. Che sostengono di aver ucciso solo per errore. Rischiano la pena capitale. Prossima udienza il 22 settembre.

Il processo contro i presunti responsabili del sequestro e dellassassinio di Vittorio Arrigoni si è aperto ieri in una corte militare di Gaza City. Il giudice Abu Omar Atallah ha esaminato la costituzione delle parti e alcuni elementi di prova, poi ha rinviato tutto al 22 settembre. Il giudice ha escluso dalle parti lavvocato Eyal al-Alami, responsabile dellufficio legale del Palestinian centre for human rights, che avrebbe dovuto rappresentare la famiglia Arrigoni, dopo che l’avvocato Gilberto Pagani è rimasto bloccato al valico di Rafah, quello con l’Egitto.

Autopsia shock: migranti uccisi a bastonate

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Dina Galano

LAMPEDUSA. L’indagine sui corpi senza vita dei profughi giunti lunedì scorso conferma pestaggi e violenze. Gli scafisti ora rischiano l’accusa di omicidio. Ieri sono stati avvistati altri due natanti.

Lesioni in testa e sul viso, e poi il soffocamento. L’autopsia su due dei corpi dei 25 migranti trovati senza vita nella stiva dell’imbarcazione arrivata a Lampedusa lunedì scorso ha rivelato le prime drammatiche circostanze: chi era finito chiuso nella pancia del barcone, alta appena due metri e appena otto in superficie, aveva subito pestaggi e violenze. Forse, hanno riferito gli investigatori, «provando a uscire dalla stiva e ad aprire la botola, sono stati ricacciati indietro con calci e bastonate».
 

Analfabetismo psichiatrico

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Luca Bonaccorsi

IN FONDO. Per il noto commentatore Merlo l’omicidio di Jacopo è un «paradosso dell’amore». Per altri il risultato di vite troppo impegnate. Di fronte alla malattia mentale, ancora una volta, bestialità.

Cosa si può dire di una persona che, di fronte alla violenza della malattia mentale, parla di... “giardinaggio”? A quale istituzione si può fare appello (a cosa serve l’Ordine dei Giornalisti?) di fronte ad un professionista dell’informazione che attribuisce l’omicidio di un bambino ad un “paradosso dell’amore”.
 

«La dimenticanza che uccide? Un’idiozia»

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Luca Bonaccorsi

INFANTICIDIO. Due bambini muoiono in pochi giorni dimenticati dal papà nell’auto rovente. Potrebbe accadere a chiunque? A colloquio con la dottoressa Giulia De Angelis, psicoterapeuta.

Due bimbi in pochi giorni muoiono nello stesso modo. Soffocati perché dimenticati nell’auto sotto il sole dai rispettivi padri. Di fronte alla tragedia un noto intellettuale su La Repubblica ha parlato di paradosso dell’amore. 
 
Dottoressa l’amore è compatibile con un evento simile?
Direi che è piuttosto inconciliabile. Penso che un fenomeno del genere accade quando nella scala dei propri valori spariscono gli affetti.
 

L’ultima vittoria di Mauro Rostagno

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Marco Boato

Si sta celebrando in Corte d’assise di Trapani il processo per l’omicidio del giornalista ed ex leader del ‘68. Imputati il boss mafioso Vincenzo Virga e il killer Vito Mazzara. La storia di due decenni di depistaggi e infamie

Dal 2 febbraio 2011, a distanza di 22 anni e mezzo da quell’orribile crimine mafioso, si sta celebrando di fronte alla Corte d’assise di Trapani il processo per l’omicidio di Mauro Rostagno, che vede imputati il mandante Vincenzo Virga ed il killer Vito Mazzara, e come parti civili la figlia Maddalena e la compagna Chicca Roveri, insieme ad altri familiari e ad enti ed associazioni.

La legge anti blasfemia dietro la morte di Taseer

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Bruno Picozzi

PAKISTAN. Il governatore del Punjab, assassinato nei giorni scorsi, voleva allargare le maglie della giustizia per il 3 per cento della popolazione che non professa la fede musulmana.

Domenica scorsa cinquantamila persone sono scese in strada a Karachi, nel Sud del Pakistan, per urlare contro chiunque osi toccare la legge attualmente in vigore nel Paese, che punisce la blasfemia con la pena capitale. La manifestazione di Karachi, una delle più grandi organizzate dai partiti islamici in appoggio alla legge, ha avuto luogo pochi giorni dopo l’assassinio del potente governatore del Punjab, Salmaan Taseer, crivellato di colpi da un membro della sua scorta in un elegante quartiere della capitale Islamabad.

Omicidio Hariri, i sospetti su un uomo della scorta

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Annalena Di Giovanni da Beirut

LIBANO. Un’inchiesta della canadese Cbs rivela i legami tra Hassan, body guard del presidente assassinato nel 2005, e un leader di Hezbollah. Sul Partito di Dio la stampa libanese insinua implicazioni nell’attentato.

«Non commenteremo nient’altro che le dichiarazioni del Tribunale. Qualsiasi altra indiscrezione della stampa non può che danneggiare il corso della giustizia», ha tagliato corto ieri il premier libanese Saad Hariri inondato dalle domande dei giornalisti all’indomani dell’ultima rivelazione sulla morte del padre Rafiq.

Omicidio volontario

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Dina Galano

CASO CUCCHI. Il giorno dopo la relazione della Commissione parlamentare, i legali della famiglia sono pronti a procedere contro «chi aveva in custodia Stefano e, nel rischio che potesse morire, non è intervenuto».

La speranza, ora, per la famiglia di Stefano Cucchi è che la relazione appena presentata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale sia presto acquisita agli atti della Procura.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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