Onu: la repressione in Siria ha ucciso più di 5mila persone

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Viola Cremaschi

MEDIO ORIENTE. «Bisogna denunciare i crimini contro l’umanità alla Corte penale internazionale». L’Alto commissario per i Diritti umani, Navi Pillay, critica l’inerzia del Consiglio di sicurezza.

«In agosto avevo dichiarato che in Siria erano state uccise 2.500 persone. Oggi ho riferito che i morti sono oltre 5.000. La violenza deve finire». Con queste parole l’Alto commissario Onu per i Diritti umani, Navi Pillay, si è espressa ieri al termine di una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza dedicata alla situazione Siria. La Pillay ha presentato una relazione ai Quindici, accusati di «responsabile inerzia» dall’ambasciatore francese presso le Nazioni unite. Tra le vittime «sono oltre trecento i bambini».

La comunità siriana lancia un appello all'Italia: "Aiutateci a cacciare Assad"

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Susan Dabbous

PROTESTA. Al sit in davanti all'ambasciata di Damasco a Roma, l'Unione dei coordinamenti in Italia per il sostegno della rivoluzione siriana esorta il nostro Paese a fare maggiori pressioni contro il "Killer dei bambini". Dall'inizio delle manifestazioni per la democrazia nel Paese arabo secondo l'Onu sono 4.000 le vittime civili, di cui 300 minori.

«Noi sotto la pioggia loro sotto le pallottole». È iniziato sotto un intenso acquazzone autunnale il sit in davanti all’ambasciata siriana a Roma, organizzato dall'Unione dei coordinamenti in Italia per il sostegno della rivoluzione siriana, lo scorso 3 dicembre. «Trecento bambini uccisi non per casualità ma raggiunti da pallottole: non lo diciamo noi ma le Nazioni Unite a Ginevra», grida Abdel Sattar medico originario di Raqqa nel Nord della siria.

A Durban, si tratta per il futuro del pianeta

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Emanuele Bompan

AMBIENTE. Si è aperta ieri a Durban, Sud Africa, la 17esima Conferenza delle Parti (COP) delle Nazioni Unite nel tentativo di siglare quanto prima un trattato internazionale per fermare il riscaldamento globale.

Si è aperta ieri a Durban, Sud Africa, la 17 Conferenza delle Parti (COP) delle Nazioni Unite nel tentativo di siglare quanto prima un trattato internazionale per fermare il riscaldamento globale. Per i climatologi la necessità di agire si fa ogni giorno più urgente: continuando di questo passo l'aumento delle temperature medie (previsto in caso di inazione intorno ai 4°C) nel corso del secolo potrà avere effetti catastrofici.

Siria, l’Onu dimentica un popolo oppresso

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Susan Dabbous

DIPLOMAZIA. Il ministro degli Esteri Frattini incontrando Ghalioun, noto oppositore al regime di Assad, depreca l’immobilismo del Consiglio di sicurezza. E promette aiuto da parte di Roma.

«Ai cittadini siriani dico che saremo loro vicini in questo momento di grande difficoltà. Di fronte alla riluttanza del mondo e, in particolare, del Consiglio di Sicurezza che sinora non è stato capace di adottare una risoluzione seria». Tra le ultime mansioni, almeno con l’attuale governo, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha deciso dedicare la giornata di ieri quasi interamente alla guerra civile siriana.

Niente sviluppo umano con il climate change

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Susan Dabbous

DOSSIER. Allarme Onu sulla devastazione ambientale: colpirà aree sempre più vaste. Il rapporto che fotografa le condizioni di vita in 187 Stati quest’anno si concentra sui cambiamenti climatici.

Centottantasei. È questo il numero di Paesi che divide, in base alla qualità della vita, la Norvegia dalla Repubblica democratica del Congo. Va da sé che la nazione scandinava è il posto migliore al mondo dove svolgere la propria esistenza in quanto a salute, istruzione, diritti, e parità di genere. L’Italia si posiziona al 24esimo posto su 187.

«Proclamiamo la liberazione». Oggi Tripoli cambia pagina

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Susan Dabbous

LIBIA. Il Consiglio nazionale di transizione si prepara al dopo raìs. Sulla sua morte la moglie chiede l’apertura di un’inchiesta Onu. La Nato si prepara alla chiusura della missione militare.

La quiete dopo i festeggiamenti. Tripoli si è svegliata in un surreale silenzio nel primo venerdì senza il Colonnello Muammar Gheddafi da 42 anni, mentre dal resto Paese iniziavano a confluire i ribelli verso la capitale venuti a rivendicare gli onori che gli spettano come eroi nazionali.

Onu: non bastano le parole per fermare il massacro siriano

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Sonia Grieco

PRIMAVERA ARABA. Nell’ennesimo venerdì di protesta i carri armati di Assad fanno 10 morti. Per l’Alto commissario dei diritti umani, il regime ha ucciso finora oltre 3.000 civili, di cui 187 minori.

L'esercito schierato nelle principali città e oltre 3.000 civili morti, tra cui 187 minorenni, sono la risposta del regime del presidente Bashar al Assad alle richieste di democrazia che invano si levano da sette mesi dalle piazze siriane. Centinaia di manifestanti sono stati arrestati e torturati, tanti altri sono spariti dopo i rastrellamenti.

Il vulnus che alimenta i “disastri naturali”

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Federico Geremei

AMBIENTE. Il rapporto del segretariato dell’Onu sulla riduzione delle catastrofi segnala che l’anno scorso hanno colpito 200 milioni di persone e ne hanno uccise 300mila. Pensare ai rimedi.

Ogni anno l’Uunisdr – il segretariato delle Nazioni Unite per la strategia internazionale sulla riduzione dei disastri naturali – indìce a metà ottobre l’International day for disaster reduction. Una delle tante “giornate mondiali” un po’ fini a sé e poco utili? Forse.

Sui negoziati ecco la ricetta del Quartetto

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Lettera22

MEDIO ORIENTE. Dopo i discorsi all’Onu di Abbas e Netanyahu, la diplomazia propone trattative entro un mese e un accordo per il 2012.

Trattative bilaterali dirette entro un mese, per raggiungere un accordo entro la fine del 2012. La prima conseguenza della richiesta palestinese di riconoscimento, presentata venerdì all’Onu da Mahmoud Abbas, è che il Quartetto (Usa, Ue, Russia e Onu) si è svegliato e prova a fare un massaggio cardiaco ai negoziati, incagliati da settembre 2010 sulla secca degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania.

Il no italiano, che orrore

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Agostino Spataro

PALESTINA. E' grave la responsabilità del governo Berlusconi di votare contro la richiesta per il riconoscimento pieno dello Stato palestinese entro i territori del 1967.

Il governo Berlusconi si è assunto la grave responsabilità di votare contro la richiesta, avanzata all’Onu da Abu Mazen, per il riconoscimento pieno dello Stato di Palestina entro i territori del 1967. Tali “territori” sono da intendere come palestinesi a tutti gli effetti anche in base alla ripartizione decisa dall’Onu nel 1947, e confermati dalla risoluzione del 1967.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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