Arrivano gli operai Fiom e il lavoro torna al centro

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Enrico Campofreda

PIAZZA DEL POPOLO. In migliaia sono venuti nella capitale dagli stabilimenti Fiat e Fincantieri. Per restituire la parola a Roma dopo gli scontri del 15 ottobre. E per rimettere al centro il tema del lavoro e della politica industriale. Che non c’è.

I metalmeccanici d’Italia in migliaia si sono ritrovati ieri a Piazza del Popolo, arrivandoci a gruppi e anche con un mini corteo che ha attraversato Villa Borghese. La piazza operaia ha parlato chiaro: diritto al lavoro e diritto a manifestare contro i piani padronali e di certa politica. Dal palco, dove si sono susseguite voci risolute e dignitose di un tessuto produttivo che rivendica con orgoglio il proprio ruolo, le testimonianze dell’unità d’intenti. Eccole.

Napolitano agli operai: «Vi aiuterò»

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Federica Seneghini (Terra Liguria)

VERTENZE. In visita a Genova, il Capo dello Stato incontra i lavoratori di Fincantieri e avverte: «Il Paese torni a fare politica industriale».

«So benissimo che cosa sia il lavoro per voi, so benissimo cosa significhi la cantieristica a Genova». Giorgio Napolitano ha rassicurato così le centinaia di operai di Sestri Ponente che ieri lo attendevano davanti alla Prefettura del capoluogo ligure, dove il Capo dello Stato ha incontrato una delegazione sindacale unitaria di Fincantieri.

Fabbrica occupata a oltranza. Rabbia Fincantieri a Genova

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Federica Seneghini

LAVORO. Gli operai, alle prese con prospettive nerissime e con il rischio di chiusura del cantiere di Sestri, dopo una tesissima assemblea escono in piazza e bloccano le carreggiate dell’autostrada.

“Cantiere occupato a tempo indeterminato”. E' con questa certezza che ieri a Genova, centinaia di operai e maestranze della Fincantieri di Sestri Ponente hanno occupato lo stabilimento, per poi scendere in piazza in massa. Dopo lo sciopero della scorsa settimana la necessità per tutti era ancora una volta quella di difendere il loro futuro e quello del cantiere. Una protesta durissima quella di ieri: bloccate entrambe le carreggiate della strada che collega Sestri a Cornigliano oltre all’accesso dell’autostrada dalla sopraelevata.

Operai Fiat sfilano in corteo. Alemanno tenta di bloccarli

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Eloisa Covelli

TERMINI IMERESE. Ieri il vertice al ministero dello Sviluppo economico. Allo studio i prepensionamenti. I sindacati incontreranno Dr Motor il 5 ottobre: si parlerà del piano aziendale.

Si apre con un battibecco con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la lunga giornata degli operai di Termini Imerese. Venuti lunedì sera a Roma per manifestare la loro presenza nella Capitale, si scontrano ieri mattina con il primo cittadino. Le tute blu hanno infatti bloccato il traffico del centro tra le 10 e le 11 manifestando contro la chiusura dello stabilimento Fiat, poche ore prima che si tenesse il vertice tra sindacati, governo, Regione Sicilia e Invitalia sul futuro della più grande fabbrica dell’isola.

Alla sbarra l’Anglo-American

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Andrea Pira

SUDAFRICA. Gli operai di una miniera d’oro vogliono portare in tribunale la società per i danni alla salute causati da estrazioni senza tutela. Chiesti 70 miliardi di risarcimento.

Ancora una multinazionale in un aula di tribunale per attentato alla salute. Dopo la sentenza di un giudice statunitense che ha sbloccato i risarcimenti miliardari dovuti dalla Chevron agli indigeni dell’Amazzonia ecuadoriana intossicati dagli idrocarburi, gli operai di una miniera d’oro in Sudafrica hanno denunciato a un tribunale britannico l’Anglo-American per i danni alla salute subiti negli anni di estrazione senza alcuna tutela. Chiedono risarcimenti per un ammontare di 70 miliardi di euro.

Marchionne sogna ma la Fiat taglia. Tute blu in guerra

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Eloisa Covelli

LAVORO. Gli operai di Termini Imerese hanno strappato al governatore Lombardo la promessa di fiancheggiare la loro lotta. Irisbus senza speranza.

I sindacati hanno stretto il governatore siciliano Raffaele Lombardo per portarlo dalla loro parte sulla questione dell’uscita della Fiat da Termini Imerese. Nell’incontro programmato per ieri, per parlare di crisi e lavoro, Cisl e Uil non si sono presentati in modo da dare largo spazio ai metalmeccanici. Il gruppo di Marchionne ha deciso infatti di uscire dallo stabilimento siciliano alla fine di dicembre. Il governo, assieme a Invitalia, ha già trovato cinque gruppi che dovranno farsi carico dei 2200 lavoratori, in modo da garantire la continuità occupazionale.

Le mogli sfidano i Marcegaglia

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Eloisa Covelli

LAVORO. La centrale biomasse di Cutro in Calabria è ferma da maggio. Gli operai temono che non riaprirà, per protesta hanno occupato la torre.

A Cutro ci sono le anti-Lisistrata. Mentre le donne ateniesi avevano indetto lo sciopero del sesso per convincere i mariti a sospendere la guerra del Peloponneso, le mogli dei lavoratori della centrale biomasse Eta di Cutro (in provincia di Crotone) ieri mattina sono salite sulla ciminiera per dare man forte alla protesta dei mariti. I 44 lavoratori sono in cassa integrazione dalla scorso mese di maggio. Ufficialmente l’impianto ha chiuso solo per essere messo a nuovo per produrre più energia elettrica, ma gli operai temono che non sarà più riaperto.

Irisbus chiude. Tute blu in guerra a Termini Imerese

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Eloisa Covelli

FIAT. Addio allo stabilimento che produceva autobus ad Avellino. Gli operai siciliani temono di fare la stessa fine. Continuano le proteste.

Sergio Marchionne presenta il nuovo gioiellino della Maserati a Francoforte, mentre una nota ufficiale annuncia la chiusura della Irisbus di Valle Ufita (Avellino). L’unico a mostrarsi interessato allo stabilimento che produce autobus era infatti l’imprenditore molisano Massimo Di Risio della Dr Motor, che due giorni fa aveva rinunciato alla corsa. Così i 700 dipendenti del gruppo Fiat, assieme a circa 300 lavoratori dell’indotto, rimangono a spasso.

Irisbus, i lavoratori si prendono la fabbrica

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Nello Trocchia

VERTENZE. La Fiat vuole cedere, ma Dr Motor rinuncia all’acquisto. Gli operai, 700 a rischio, aspettano un nuovo incontro con il governo. «Resteremo fino alla convocazione del tavolo».

L'autunno caldo alla Irisbus-Iveco è già cominciato. I lavoratori, ieri sera, hanno occupato la fabbrica mentre la Dr, nelle stesse ore, rinunciava all’acquisto. La Fiat voleva cedere l’impianto alla Itala Spa, società dei fratelli Di Risio, titolari della Dr Motor, azienda molisana impegnata nella costruzione di suv. Una soluzione respinta dai lavoratori che chiedevano una diversa exit strategy del Lingotto e avversavano la proposta Dr perché prevedeva il reimpiego di soli 250 lavoratori.

Industrie vuote e operai a casa. La truffa di Fosso Imperatore

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Simone Di Meo

IL CASO. Nel salernitano un Contratto di programma da 80 milioni finisce nel nulla: nessun assunto, capannoni deserti, macchinari imballati. Così muore il sogno di una Silicon Valley del cachemire.

La ricetta di coinvolgere Stato e privati nei piani di sviluppo economico di una regione, di provincia o anche di un singolo comune, ricetta riassunta nella definizione di programmazione negoziata, ha trovato feconda applicazione soprattutto in Campania, a partire dagli anni Ottanta in poi, in virtù di una perversa e malriuscita attuazione del sistema keynesiano dello Stato interventista (il famoso principio delle buche nel terreno).

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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