Licenziamenti facili, sindacati verso lo sciopero

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Monica Cataldo

UNIONE EUROPEA. L’opposizione chiede a Berlusconi di riferire in Aula. Lavoratori sul piede di guerra.

Il governo italiano passa l’esame dell’Ue, ma nel Paese è scontro. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha presentato ieri all’Europa la lettera sull’impegno dell’esecutivo a fronteggiare la crisi economica e il giudizio di Bruxelles, diversamente che in Italia, è stato positivo. Il piano d’attuazione porta una data di scadenza: il prossimo 15 novembre.

Tutti in piazza con la Fiom, a volto scoperto

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Enrico Campofreda

OPPOSIZIONE. I metalmeccanici scelgono di manifestare scatenando l’entusiasmo di chi vuole recuperare la delusione del 15 Ottobre.

La Fiom in piazza ci va comunque. Superando i divieti del sindaco Alemanno, i fulmini e gli allagamenti di Roma e promette una grande affluenza, non solo di operai Fiat e di Fincantieri. Nella tre giorni di “tira e molla” con le autorità che, dopo gli scontri di sabato, imponevano la blindatura della capitale, il segretario Landini aveva fermamente ribadito che era impossibile cancellare una manifestazione nazionale del maggior sindacato italiano di categoria con alle spalle una storia centenaria e mani dedite al lavoro, non alle violenze.

Il premier incassa 316 sì. Tutti contro i Radicali

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Monica Cataldo

POLITICA. Il Governo regge ancora. Per la 53esima volta l’esecutivo ha dovuto fare ricorso alla conta dei sostenitori. Opposizione assente. I Verdi: come al mercato si tratta il prezzo su ogni voto.

Il Governo Berlusconi, oggi alla sua 53esima fiducia, incassa ancora un sì dalla Camera dei deputati, con 316 voti a favore e 301 contrari. Una mattinata ricca di tensioni, fatta di alti e bassi, sul filo del rasoio fino all’ultimo momento per l’Esecutivo.

Sbadigli e banchi vuoti. Berlusconi balla da solo

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Pietro Battistella

POLITICA. Meno di mezz’ora per raccontare che la bocciatura sul rendiconto generale è stata «un incidente». Bersani: «Intervento penoso». Opposizione assente in Aula. Oggi il voto sulla fiducia.

E' la fiducia numero 51 quella che il Governo spera di incassare nel voto di oggi alla Camera, previsto per le 12.30. Con un discorso durato meno di mezz’ora, in un’Aula di Montecitorio platealmente mezza vuota, ieri il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è prima scusato per quello che ha definito un «incidente parlamentare», cioè la bocciatura del primo articolo del Rendiconto Generale dello Stato, e poi ha tentato di rilanciare, ancora una volta, l’azione di governo.

Una rivolta di civiltà contro il Piano

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Nando Bonessio (Terra Lazio)

PROTESTA. Appuntamento alla Pisana, nel pomeriggio, per i comitati del Coordinamento Rifiuti Zero in opposizione alla giunta regionale.

Il Lazio si mobilita contro il Piano Rifiuti e lo fa in maniera civile, ferma ma soprattutto innovativa sul fronte dei contenuti. Sarà così anche per la manifestazione di oggi pomeriggio davanti alla Pisana alle 15:00 durante la quale esprimeranno il loro dissenso tutte le realtà del Coordinamento Rifiuti Zero per il Lazio. La mobilitazione dei cittadini è civile perché civile è la loro protesta di fronte all’arroganza di una Giunta regionale che impone ai territori servitù ambientali indegne di un Paese civile.

Zambia al voto. L’opposizione vuole togliere il rame ai cinesi

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Francesca Gnetti

AFRICA. Il presidente uscente, Banda, vanta una crescita del 7% del Pil, ma il 60% degli abitanti vive con due dollari al giorno. Lo sfidante Sata propone una super tassa sulle miniere.

Una più equa distribuzione della ricchezza che arriva dai giacimenti di rame è la sfida che si gioca in Zambia dove si è tornati a votare per eleggere il nuovo presidente, rinnovare i 150 seggi del Parlamento e oltre mille consiglieri locali. La massima carica dello Stato è faccenda ancora una volta di due politici di lungo corso, rivali da sempre: il presidente uscente Rupiah Banda e Michael Sata, ambedue 74enni. Gli altri otto candidati non sono in grado di impensierire il Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd), al potere da vent’anni.

Cittadini Usa via dalla Siria. Ancora morti nelle proteste

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Susan Dabbous

MEDIO ORIENTE. La decisione del Dipartimento di Stato è dovuta alla instabilità politica. Il regime continua a reprimere l’opposizione: 32 le vittime solo ieri. L’Onu: «La misura è colma».

Evacuare. Dopo mesi di indugi dagli Stati Uniti è arrivato ieri l’ordine a tutti i cittadini americani in Siria di lasciare «immediatamente» il Paese «finché sono ancora disponibili mezzi di trasporto commerciali».

Camusso e le 100 piazze di chi non si rassegna

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Eloisa Covelli

PROTESTA. Lo sciopero generale della Cgil contro la manovra sfiora un’adesione del 60 per cento in tutti i settori. La segretaria chiude il corteo di Roma. Manifesta con lei tutta la sinistra italiana.

Si rivolge ai lavoratori e alle lavoratrici, poi ai pensionati e infine «soprattutto ai cari compagni» Susanna Camusso quando, dal palco di fronte all’arco di Costantino, chiude la manifestazione di ieri contro la manovra. Una marea di persone con i palloncini rossi, rappresentanti del Pd, Idv, Sel, Federazione della Sinistra e Verdi ascoltano la segretaria in gonna blu e fazzoletto rosso, che ha organizzato uno sciopero generale «con chi non si rassegna».

Il Senato salva il Sistri. Esulta l’opposizione

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Alessandro De Pascale

RIFIUTI. La commissione Ambiente approva all’unanimità l’emendamento della minoranza che evita la cancellazione del Sistema di tracciabilità dei rifiuti che Tremonti voleva eliminare.

La commissione Ambiente del Senato ha salvato il Sistri, il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi, voluto dal ministro Prestigiacomo. A pochi giorni dall’entrata in vigore era stato cancellato dalla prima Manovra targata Tremonti. Ma è stato ripristinato grazie a un emendamento dell’opposizione votato anche dalla maggioranza.

Camusso arringa i suoi. Bersani cerca l’accordo

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Eloisa Covelli

CONTROMANOVRA. La Cgil ieri ha manifestato davanti al Senato, in attesa dello sciopero del 6 settembre. La segreteria accusa Cisl e Uil di subire il fascino del governo, ma cerca punti di unità.

Rispolvera il vecchio slogan “Al lavoro e alla lotta” la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso, quando da piazza Navona chiama i suoi allo sciopero generale del 6 settembre. Fissata la data della mobilitazione, ieri il principale sindacato ha riunito i sostenitori nella prima manifestazione contro la manovra «iniqua» del governo. La leader - in pantaloni bianchi, camicia di jeans e cappellino rosso messo alla rovescia - intrattiene giornalisti e manifestanti per un’ora sotto il sole rovente.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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