Dal Midas al lancio irridente delle monetine. La parabola di un socialista diventato premier.

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Aldo Garzia

MEMORIA. Il 19 gennaio, decimo anniversario della morte di Bettino Craxi, sono annunciate varie iniziative per ricordarlo. La più importante si svolgerà presso il Senato. E forse è pronta anche la “riabilitazione” da parte del Quirinale. Ma chi era l’uomo politico più potente degli anni Ottanta? Vale la pena di riaprire la discussione. Di seguito un profilo fortemente critico del personaggio [Nell'articolo sotto di R. Ruocco un profilo più comprensivo].

L’ era politica di Bettino Craxi inizia nella calda giornata del 16 luglio 1976, quando il Comitato centrale del Partito socialista lo elegge segretario nel salone dell’Hotel Midas a Roma. Nelle elezioni politiche di quell’anno il Psi era sprofondato al 9,6% mentre il Partito comunista balzava al 34,4. Tutte le correnti del Psi - da quella autonomista di Pietro Nenni a quella di sinistra di Riccardo Lombardi - pensano che occorra dare uno scossone al partito e buttare giù dalla torre Francesco De Martino. La riunione del Midas è un putsch di palazzo.

Moro, Cirillo e i boss. Quando trattare diventa ragion di Stato. Deviato

Pietro Orsatti

PAPELLO. Le richieste della mafia si inserirono in uno scontro tutto interno alla magistratura siciliana.

Su tutta la vicenda della trattativa e del cosiddetto “papello” lo scenario si complica di giorno in giorno. Ormai non si capisce più chi è cosa, chi ricorda o crede di ricordare, chi parla in piena libertà o chi risponde anche tirato per la giacca dagli eventi e dalla pressione.

Giornalisti con fioretto, clava e cannone. Ma non in silenzio

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Mario Guarino

EDITORIA «Stampa bugiarda, poveri noi». E adesso l’Italia deve fare i conti anche con quest’ennesimo tentativo d’intimidazione. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi vuole imbavagliarci. Senza toccare tutti i suoi amici.

Non sorridete, Vittorio Feltri è così. Dovreste vederlo quando scende in pista (categoria: gentleman) con i suoi trottatori. Tutto compito, sorridente, s’inchina spesso (non si sa se più per sussiego o per accattivarsi gli avversari). In genere, fa gare d’attesa, ma vince assai poco. Sarà anche per questa frustrazione che giunto nell’ufficio di via Negri ripone nel cassetto il frustino, tira fuori il cannone e spara: sempre, però, in una direzione (deve avere il paraocchi).

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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