La pace di Assad viene siglata con trenta morti

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Susan Dabbous

SIRIA. Dilaga lo scetticismo per l’accordo raggiunto tra il regime di Damasco e la Lega araba. Il piano prevede la normalizzazione del Paese, ma l’esercito continua a bombardare i ribelli ad Homs.

Cessate il fuoco, ritiro dell’esercito dalle città, liberazione dei detenuti politici e monitorazione della la fine delle violenze in Siria. A vigilare saranno sia le organizzazioni umanitarie, che la stampa araba e internazionale, per poi dare avvio a un dialogo nazionale tra governo e opposizione. È un accordo diviso in quattro punti quello approvato dal delegato siriano di Bashar al Assad durante la riunione della Lega Araba al Cairo di mercoledì scorso. Tempo di applicazione due settimane.

La guerra ai qaedisti e la svolta di Karzai

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Emanuele Giordana

AFGHANISTAN. La Nato mette a segno un duro colpo contro la fazione filo Al Qaeda dei talebani. E il presidente afgano fa un passo indietro nel negoziato: «Tratterò solo col Pakistan». L’uccisione del negoziatore Rabbani modifica la strategia. Il nodo si sblocca o si complica?

La notizia del giorno è la cattura di Haji Mali Khan, un religioso fondamentalista che fa parte della cosiddetta Rete Haqqani, una delle fazioni più crudeli e brutali della galassia talebana e l’organizzazione più vicina, ideologicamente ad Al Qaeda. Ma il colpo della Nato/isaf alla Rete, nel mirino degli americani soprattutto dopo l’ultimo attacco a Kabul del mese scorso, si lega inevitabilmente alla scelta resa nota venerdi dal presidente afgano Karzai di non voler più trattare coi talebani ma di voler negoziare direttamente col Pakistan.

Il colore verde alla marcia Perugia Assisi

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Emanuele Giordana

PACE. Domenica parte da Perugia sino ad Assisi la storica marcia della pace pensata da Aldo Capitini. Cinquanta anni fa.

A dar risalto al verde dei colori che compongono la bandiera della pace ci pensa Vittorio Cogliati Dezza. Siamo alla presentazione, ieri a Roma, della tre giorni pacifista che culminerà, domenica, nella Marcia Perugia Assisi che quel giorno compirà 50 anni.

Stop alla spesa militare. La pace fa risparmiare

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Rossella Anitori

ECONOMIA. I tagli alla ricerca e al welfare non sono inevitabili. Bonelli (Verdi): «Rinunciando ai caccia bombardieri, agli elicotteri e alle navi da guerra si possono risparmiare 29 miliardi di euro».

Alla manovra lacrime e sangue voluta dal governo c’è un alternativa. Ed è a porta di mano. Per ottenere il pareggio di bilancio basta tagliare le spese militari. «L’Italia brucia 50mila euro al minuto per mantenere l’apparato bellico» dice il missionario comboniano Alex Zanotelli. «È mai possibile che a nessun politico sia mai venuto in mente di ridurre queste somme per ottenere i fondi necessari alla manovra invece di farli pagare ai cittadini?».

Onu: peacekeeping verde contro i conflitti ambientali

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Paolo Tosatti

GEOPOLITICA. Presentata al Consiglio di sicurezza una proposta per istituire operazioni di mantenimento della pace in scenari di guerra per il controllo delle risorse naturali.

In inglese si chiama environmental peacekeeping. Nonostante nella comunità internazionale se ne parli già da qualche anno, nessuno si è mai preso la briga di tradurre questa espressione, che nella nostra lingua potrebbe suonare come peacekeeping verde: operazioni delle Nazioni unite per il mantenimento della pace in situazioni di conflitto ambientale tra Stati o all’interno di singoli Paesi.

A Roma il laboratorio della pace duratura in Afghanistan

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Tiziana Guerrisi

CONFLITTI. La società civile afgana, nell’incontro organizzato in Italia da Afgana, offre consigli e lancia l’appello per la Conferenza di Bonn di fine 2011: «Partendo non dimenticate i diritti umani».

E' il dopo 2014 a tenere banco nella giornata conclusiva della Conferenza internazionale della Società Civile Afgana, organizzata dalla rete Afgana.org in collaborazione con la Ong italiana Intersos e finanziato della Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri.

Il no dei palestinesi alla guerra fratricida

Annalena Di Giovanni

MEDIO ORIENTE. Firmata al Cairo la pace tra fazioni. Si tratta di un accordo storico, stipulato fra le 13 partiti. In Siria ancora arresti a Daraa. Al Jazeera denuncia: scomparsa nostra giornalista.

Dopo aver festeggiato il suo primo Primo maggio, il Cairo oggi avrà la sua seconda prima volta quando, in mattinata, i palestinesi avranno finalmente qualcosa da festeggiare. Si tratta dell’accordo, storico, stipulato ieri fra le 13 fazioni palestinesi che per la prima volta dopo anni di dispute hanno firmato per la riconciliazione. Tutto pronto nella capitale egiziana per l’arrivo dei vari leader, e si vocifera persino che il capo di Hamas Khaled Meshaal, in esilio a Damasco, abbia intenzione di unirsi alle celebrazioni.

«Io mi schiero dalla parte delle popolazioni»

Angelo Bonelli (presidente dei Verdi)

LA RISPOSTA. Caro Emanuele anch’io come te non sono d’accordo. In ogni manifestazione chiunque partecipa con la propria sensibilità e la straordinaria manifestazione di sabato scorso dimostra che la battaglia dei referendum si può vincere. Una vittoria che se raggiunta consentirebbe di fondare una nuova Italia rispetto a un governo e un parlamento che non governano in nome del popolo.

Caro Emanuele anch’io come te non sono d’accordo. In ogni manifestazione chiunque partecipa con la propria sensibilità e la straordinaria manifestazione di sabato scorso dimostra che la battaglia dei referendum si può vincere. Una vittoria che se raggiunta consentirebbe di fondare una nuova Italia rispetto a un governo e un parlamento che non governano in nome del popolo italiano ma in nome dell’interesse di uno. Anch’io sono d’accordo con te che la pace, l’acqua e l’energia pulita sono beni comuni e per questi dobbiamo batterci.

In piazza per la pace, ma dov’era l’Arcobaleno?

Emanuele Giordana (Direttore Ecoradio)

LA LETTERA. Caro Angelo, da pacifista e ambientalista sono andato al corteo per l’acqua pubblica, il no al nucleare e i referendum. Inizialmente sembrava vi avrebbe partecipato anche il movimento per la pace, nella sua più larga accezione o, se vogliamo, il popolo arcobaleno. Io, che considero la pace come l’acqua e le energie rinnovabili un bene comune, ci sono andato sperando di vedere, con le bandiere blu, anche quelle arcobaleno. Ma ce n’erano davvero poche.

Caro Angelo, da pacifista e ambientalista sono andato al corteo per l’acqua pubblica, il no al nucleare e i referendum. Inizialmente sembrava vi avrebbe partecipato anche il movimento per la pace, nella sua più larga accezione o, se vogliamo, il popolo arcobaleno. Io, che considero la pace come l’acqua e le energie rinnovabili un bene comune, ci sono andato sperando di vedere, con le bandiere blu, anche quelle arcobaleno.
 

Il ruolo delle donne, da vittime a operatrici di pace

Dina Galano

DOSSIER. ActionAid e Pangea hanno presentato a Montecitorio il rapporto “Donne, pace e sicurezza. A 10 anni dalla Risoluzione 1325". Chiedendo al governo di porre rimedio ai ritardi e varare il Piano di azione nazionale .

«La presenza delle donne nelle situazioni di conflitto e post-conflitto non è un fatto dovuto di Pari opportunità, ma è una realtà che aggiunge capacità sul terreno e competenze specifiche nella fase di mediazione, assistenza umanitaria, ricostruzione e dialogo con le popolazioni». Cita le parole del Dipartimento Onu delle missioni di peacekeeping Luisa Del Turco, docente universitaria esperta in cooperazione internazionale e tematiche di genere.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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