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Alla fine scoppia la pace. Il clima unisce Evo e il papa

Susan Dabbous
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DIPLOMAZIA. Benedetto XVI riceve Morales. Il presidente socialista consegna al pontefice l’accordo dei popoli siglato a Cochabamba. E suggerisce di democratizzare il clero con donne sacerdoti e l’abolizione del celibato.

Bolivia e Santa Sede insieme per il clima. L’insolita alleanza si è suggellata ieri a Roma non senza contraddizioni. Il presidente Evo Morales è stato ricevuto alle 11 del mattino in Vaticano da papa Benedetto XVI, il colloquio privato è durato 25 minuti.

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Sudan, Bashir ci riprova simulando un voto libero

Elena Dalla Massara
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AFRICA. Il 2010 potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro del Paese. L’11 aprile si terranno le elezioni presidenziali e legislative. In gioco la democrazia, e la pace, in uno degli Stati più grandi del continente.

Il 2010 è un anno importante per molti Paesi dell’Africa. Se 17 di loro festeggiano i 50 anni dall’indipendenza, 9 sono chiamati alle urne. L’appuntamento decisivo del Sudan è fissato dall’11 al 13 aprile, con le prime elezioni multi-partitiche dopo 24 anni.

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L’inutile strategia negoziale del Quartetto per il Medio Oriente

Annalena Di Giovanni
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PALESTINA. Le potenze promettono la soluzione del conflitto nel giro di ventiquattro mesi e invitano Israele a congelare gli insediamenti a Gerusalemme Est. Ma gli interlocutori che hanno scelto non possono garantire passi avanti verso la pace.

La soluzione del conflitto «nel giro di ventiquattro mesi» (parole del segretario Onu Ban Ki moon), l’invito per Israele a congelare gli insediamenti a Gerusalemme Est e la promessa di qualche negoziato diretto fra le due parti.

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L’Ue alle prese con Gaza

Annalena Di Giovanni
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MEDIO ORIENTE. La responsabile della diplomazia dell’Unione europea, Chaterine Ashton, ha visitato la zona teatro di guerra evitando i leader di Hamas. Ad accoglierla il primo ministro di al Fatah Salam Fayyad.

Una parola contro «qualunque tipo di violenza», e due sulla necessità di «andare avanti per consentire al processo di pace di progredire» è tutto ciò che la Baronessa Ashton, alto rappresentante Ue per la politica estera, ha detto durante il suo viaggio, ieri, nella Striscia di Gaza, sotto assedio da un anno e ancora semidistrutta dopo che al mese di bombardamennti israeliani dell’anno scorso è seguito un ferreo embargo su ogni materiale di ricostruzione che permetta ai palestinesi di avere di nuovo un tetto sulla testa.

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La pace si fa a Damasco

Susan Dabbous
DIPLOMAZIA. Il presidente Napolitano, durante la sua visita in Siria, ha espresso «preoccupazione per i nuovi insediamenti a Gerusalemme Est». Difficile riprendere i negoziati se Israele non restituisce il Golan.

«Siamo molto preoccupati per i nuovi insediamenti a Gerusalemme Est e per le conseguenze che possono scaturire». Con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri ha abbandonato le questioni di politica interna per entrare nel vivo della sua visita a Damasco.  Stretta fra il Libano e la Turchia, la Siria non conta come Israele e non fa notizia come l’Iraq.  Cosa è andato a fare, quindi, Napolitano a Damasco?
 

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Not in my name. Contro la guerra

Sara Picardo
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PROTESTA. Arci, Disarmiamoli, Forum Palestina e Un Ponte per lanciano una manifestazione per il 19 marzo a piazza Montecitorio.
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«Anche la Palestina nella Ue»

Bartolo Scifo
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MEDIO ORIENTE. Flavio Lotti, coordinatore della “Tavola della pace”: «Insieme a Israele per evitare l’inasprimento dei rapporti».

In questi giorni una folta delegazione del governo italiano, capeggiata dal primo ministro in persona, si è recata in visita ufficiale a Gerusalemme. Berlusconi ha colto più volte l’occasione per manifestare il suo sentire pro Israele.

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Niente pace senza talebani

Cecilia Tosi
DIPLOMAZIA. Alla Conferenza internazionale di Londra si discute delle modalità di transizione del potere in Afghanistan. Kabul dovrebbe arrivare presto all’autonomia, ma Karzai chiede a Usa e Inghilterra di rimanere per altri 15 anni.

Guerra e pace, scontri e trattative: senza i talebani non si fa niente a Kabul. Alla Conferenza sull’Afghanistan che si è aperta ieri a Londra il presidente Karzai ha ceduto al volere degli occidentali, dichiarando che «tenderà una mano a tutti coloro che non siano legati ad al Qaeda», riferendosi a quell’ala moderata della formazione ribelle che da tempo gli americani vogliono cooptare nel processo di pace.
 

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Che la pace sia anche in Palestina

Mohammed Dimallah
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LIBRI. Il volume è stato dedicato agli amici pacifisti Kamal El Qaisi, Marino Tiribilli e Fulvia Bernardini.

“As-salam alaikum”, “Wa alaikum as-salam”. Prima uno, poi l’altro. Due suoni morbidi che si fondono come nuvole formando un unico comune orizzonte. Due linee che ogni qualvolta si separano o s’incontrano danno vita a un soffio leggero. Un linguaggio verbale dolce e, al tempo stesso, importante. «Che la pace sia con te», recita con rispetto ogni arabo incontrando l’altro. E questo, altrettanto autorevolmente, risponde sempre: «Che la pace sia anche con te».

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Si conclude la Marcia della pace Ecco i buoni propositi del 2010

Paolo Tosatti
INIZIATIVE. Oggi nel mondo sono in corso quasi 30 conflitti, esistono 20mila armi nucleari e 689 milioni di quelle leggere mentre la spesa militare non fa altro che aumentare. Ma invertire la rotta per gli attivisti non violenti è possibile.

Si è lasciata alle spalle 160mila chilometri, 6 continenti, oltre 100 Paesi, mari, frontiere e decine di fusi orari. Una mobilitazione sociale senza precedenti nella storia, che ha attraversato il pianeta per portare ovunque un messaggio di non violenza e di speranza. Partita da Wellington, in Nuova Zelanda, il 2 ottobre, la Marcia mondiale per la pace giunge oggi alla fine del suo percorso, che si concluderà a Punta de Vacas, in Argentina.

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