Padova, il tetto solare dei record

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Marco De Vidi

RINNOVABILI. La superficie che ricopre l’Interporto del capoluogo veneto è il più grande impianto fotovoltaico d’Italia. La potenza prodotta è tale da fornire energia elettrica a oltre 4.000 famiglie.

Ha inaugurato ieri a Padova il tetto fotovoltaico dei record: l’impianto solare dell’Interporto del capoluogo veneto è infatti il più grande d’Italia e ha una potenza di oltre 12 milioni di watt installati sulle coperture di diciotto edifici. L’impianto inoltre produce energia e la immette in rete: la potenza prodotta dal tetto è tale da poter fornire energia elettrica a ben 4000 famiglie.

Sherwood, sguardo ai beni comuni

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Maria Fiano (Terra Nord Est)

APPUNTAMENTO. Prosegue a Padova il Festival della storica radio cittadina. Un cartellone ricco anche di dibattiti sui temi di attualità.

Lo Sherwood Festival guarda avanti e punta alla notizia. Settimana dopo settimana il festival della radio ci porta sui ritmi delle grandi band del momento. Ci restituisce momenti di alta qualità artistica, dal teatro al rock indipendente. Ci abitua ad incontrarci, a parlare, ad affrontare i grandi temi dell’attualità. Nei dibattiti, nelle presentazioni di libri, nell’accogliere quanti e quante sono stati in Val di Susa per la grande mobilitazione di domenica 3 luglio.

Padova e la piazza indipendente

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Anna Lisa Casu (Terra Nord Est)

APPUNTAMENTI. Successo della nuova edizione della kermesse che a Padova per un mese propone non solo musica e dibattiti.

Sherwood Festival anche quest’anno non smette di sorprendere. Enormi sono stati i successi dei concerti di Almamegretta & Raiz e Alpha Blondi, rispettivamente mercoledi e sabato, che hanno attirato ben oltre diecimila persone, e non siamo nemmeno al giro di boa. L’attesa è alta per Kusturica & No Smoking Orchestra, Caparezza, Modena City Remblers, Elio e le Storie Tese e i tanti altri artisti che calpesteranno il main stage del parcheggio nord dello Stadio Euganeo. Ma allo Sherwood non c’è solo musica.

Sulla gru per un permesso negato

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Riccardo Bottazzo (Terra Nord Est)

PADOVA. Dopo aver tentato tutte le strade, tre giovani migranti hanno protestato davanti alla prefettura contro la sanatoria truffa.

Sono saliti sopra una gru. Su, in alto. Proprio sopra il tetto della prefettura di Padova. Eugene, John e Khalid. L’ultimo, disperato, tentativo di farsi riconoscere i loro diritti. Prima di arrampicarsi sopra la gru, Eugene, John e Khalid, hanno tentato tutte le altre strade. Quelle per così dire “istituzionali”. Hanno bussato alle porte del prefetto, del sindaco e persino del vescovo. Tanta solidarietà, qualche mozione di sostegno in consiglio comunale ma nessun fatto concreto.

Gli studenti tornano in piazza

Anna Lisa Casu (Terra Nord Est)

MOBILITAZIONI. In vista della decisione del Tribunale del riesame ancora proteste per le 6 persone incriminate.

Gli studenti indisponibili, insieme ai dottorandi, i ricercatori e i lavoratori precari, tornano in stazione a dire a gran voce che nelle strade c’erano anche loro a lottare contro il modello Tremonti-Gelmini-Marchionne.

Padova, la distilleria della discordia

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Nic Perle (Terra Nordest)

IL CASO. Il comitato “Lasciateci respirare” denuncia: «Dalla Bonollo odori e polveri insopportabili». Polemiche sui dati raccolti dall’Arpa.

La Bonollo distilleria di Conselve, nel padovano, si esprime al meglio quando c’è bassa pressione: dal camino dello stabilimento prende forma una nuvola compatta, ben visibile, che ristagna nell’aria e sulla “cappa” di un migliaio di persone colorandone la giornata di un grigio tendente al cupo. Quando invece tira vento la gente che vi abita attorno prende coraggio ed apre le finestre perché comunque i fumi della fabbrica di grappe transitano verso altri orizzonti. Succede quindi che sia il barometro a regolare la vita degli abitanti di Conselve.

Contro la sanatoria Nella Basilica del Santo

Marco Maschietto

PADOVA. Da quattro notti, circa trenta immigrati sono accampati in presidio permanente sotto la Prefettura. Chiedono una soluzione alla situazione «e la garanzia di non essere espulsi».

E' successo nuovamente. La Basilica del Santo, luogo simbolo di Padova, è ritornata ad essere al centro delle proteste. Dopo gli studenti, che a dicembre si erano arrampicati sulle impalcature esterne contro la Gelmini, è la volta delle contestazioni dei migranti contro la “sanatoria truffa”.

Rifiuti, il caso della C&C

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Paolo De Marchi (Terra a Nordest)

LA STORIA. Dall’azienda di Pernumia (Padova) fanghi tossici, mai inertizzati, finivano in conglomerato cementizio.

Il “giochetto” era semplice e l’affare sicuro: invece di inertizzare i rifiuti tossici che arrivavano ogni giorno alla C&C di Pernumia (Pd), si “inertizzavano” solo le bolle di accompagnamento e tonnellate di fanghi tossici e nocivi diventavano, grazie ad un opportuno maquillage burocratico, conglomerato cementizio e, come tale, utilizzate in infrastrutture stradali e opere pubbliche. Ne hanno trovato persino nei cantieri veneti della Tav.

Stop ai ladri di fiumi

Rossella Anitori

INCHIESTA. Il Tribunale di Padova condanna undici imputati per aver compiuto escavazioni abusive nei corsi d’acqua del Nordest per commercializzare le sabbie. Riconosciuti risarcimenti anche a Wwf e Legambiente.

Po, Adige e Brenta. Tre importanti corsi d’acqua e una storia fatta di reati ambientali, corruzione e manette. Dopo anni di escavazioni in aree protette con il beneplacito di chi avrebbe dovuto difendere il territorio da appetiti criminali, arriva finalmente la sentenza del tribunale di Padova. L’accusa di associazione a delinquere, truffa e violazione del segreto riguarda ben 11 imputati, colpevoli di aver guadagnato dalla commercializzazione delle sabbie scavate abusivamente nei corsi d’acqua. Per una condanna complessiva di 48 anni e 9 mesi di carcere.

Ricordando Kieslowski

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Alessia Mazzenga

TEMPI MODERNI. Al via a Padova, fino al 30 maggio prossimo la mostra fotografica dedicata al geniale regista polacco, nell’ambito dell’importante rassegna internazionale Padova Aprile Fotografia.

«La sua sfida fu quella di entrare nell’inconscio altrui con ogni pretesto». Così il famoso critico Tullio Kezich parlò una volta del lavoro del grande regista polacco Krzysztof Kieslowski. Uomo silenzioso, riservato con i lineamenti e il fisico asciutti, occhi seri e ironici.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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