Romano si difende attaccando la magistratura

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Andrea Palladino

GIUSTIZIA. La difesa del titolare del dicastero dell’Agricoltura si trasforma in uno scontro frontale contro i magistrati di Palermo.

Il ministro dell’agricoltura Saverio Romano ha sfoderato l’intero repertorio dell’era berlusconiana. Attacco frontale contro la magistratura palermitana, invocando il refrain della sovranità del parlamento. Nessuna difesa nel merito, neanche una parola per smentire le pesanti accuse che arrivano dal tribunale siciliano e dai collaboratori di giustizia ritenuti fino ad oggi attendibili. Non ha speso un solo minuto del suo lungo intervento per spiegare i presunti rapporti con il commercialista Lapis, ritenuto l’architetto del tesoro di Ciancimino.

Settembre 1993, la mafia assassina don Puglisi

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Giorgio Frasca Polara (Inserto Domenicale)

MEMORIA. Cade in questi giorni l’anniversario dell’omicidio di un parroco di frontiera. Nel poverissimo quartiere palermitano di Brancaccio si dedicava con tenacia e passione al recupero degli adolescenti già reclutati dalla criminalità.

Credo che questo anniversario sia l’occasione per una duplice riflessione: intanto sulla vita di un eroe solitario della ribellione pacifica alla violenza; ma poi anche sulle contraddizioni della Chiesa ufficiale di fronte al “fenomeno” della mafia, le contraddizioni di cui in fondo fu vittima anche don Pino Puglisi.

La Nato, i radar e le intrusioni. Nei fatti le prove dei depistaggi

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Vincenzo Mulè

USTICA. A determinare la caduta del Dc9 dell’Itavia non fu una esplosione interna. E' una delle due certezze espresse dalla sentenza di Palermo. L’altra è che lo Stato sviò le indagini.

È fissata per martedì prossimo, 21 settembre, la pubblicazione delle motivazioni della sentenza con il quale il tribunale di Palermo la scorsa settimana ha condannato lo Stato, nel dettaglio i ministeri della Difesa e dei Trasporti, a risarcire i parenti delle vittime della strage di Ustica. Un testo che era già nelle mani del sottosegretario Giovanardi lo scorso 13 settembre. Una settimana prima dei diretti interessati. Perchè? Una sentenza che esprime due certezze: la prima è che ad abbattere il Dc9 dell’Itavia non fu una bomba.

Ustica, tutte le prove dimenticate dallo Stato

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Vincenzo Mulè

INCHIESTA. «I generali dell’Aeronautica furono assolti» afferma Giovanardi. Quello che non dice è che intervenì la prescrizione. Lo ricorda l’atto alla base della sentenza di Palermo.

Esiste una giustizia buona ed è quella che sentenzia quello che piace ai diretti interessati. Però, esiste anche una giustizia cattiva, ossia quella che va contro le nostre convinzioni. Nella ricerca della verità sulla strage di Ustica, sembrerebbe essere questa la regola vigente.

Gli universitari scrivono a Napolitano

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Dina Galano

SCUOLA. La lettera dei giovani palermitani al Presidente della Repubblica: «Siamo a un punto di non ritorno. La risposta del ministero dell'Istruzione è fatta di tagli alle borse di studio, tasse e meno servizi».

Per la visita del presidente della Repubblica Napolitano, gli universitari di Palermo hanno impugnato la penna per denunciare i continui attentati al diritto allo studio. La manovra economica si abbatte anche sul sistema dell’istruzione e gli studenti sono sfiduciati e arrabbiati.
 

Asma? Eliminare fumo, muffe e smog

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Silvia Mattoni

SALUTE. I fattori di rischio ambientale incidono fino a oltre il 40 per cento nelle patologie respiratorie. A sostenerlo è un’indagine epidemiologica realizzata dall’Ibim-Cnr di Palermo.

Quasi un ragazzo palermitano su quattro soffre di rinite allergica e congiuntivite e oltre un terzo di allergie. Cinquantasei su 100 dichiarano di essere esposti al fumo domestico, il 21,1% lamenta l’intenso traffico pesante attorno alla propria abitazione e il 15% dichiara la presenza di muffe o umidità nella propria camera da letto.

Palermo al collasso. L’Amia rischia il crac

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Giorgio Mottola

EMERGENZE. Il centro storico del capoluogo palermitano è invaso dai rifiuti. La dirigenza della municipalizzata chiedono al Comune 20 milioni di euro. E i lavoratori proseguono lo sciopero.

L'Amia, la società palermitana che si occupa della raccolta rifiuti, è sull’orlo del fallimento. I tre commissari che guidano l’azienda comunale chiedono alla giunta di Palermo 20 milioni di euro per ripianare i debiti. Anche i lavoratori avanzano richieste: vogliono un aumento del 30 per cento contratto di servizio; perciò da diverse settimane incrociano le braccia.

Stivali, guanti e falcetti contro l’emergenza

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Federico Raponi

DOC. Loro della munnizza è un viaggio nella Palermo dei “cenciaioli”, un gruppo di lavoratori abusivi che aiutava la città a smaltire i propri rifiuti.

Esempi dal basso di gestione dei rifiuti.

Palermo, vigili a caccia di negozi che inquinano

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Alessandro De Pascale

RIFIUTI. La città è piena di discariche abusive e il Comune vuole attivare 13 telecamere. Ma nel frattempo la Municipale rovista tra l’immondizia per risalire alle ditte da cui proviene la spazzatura.

La città di Palermo è assediata dalle discariche abusive e così la polizia municipale rovista tra gli imballaggi per cercare chi scarica l’immondizia. Al lavoro i 24 agenti del Nucleo operativo protezione ambiente della polizia municipale (Nopa) coordinati dalla Procura. Due giorni fa hanno trovato numerosi scatoloni ammassati nella frazione Cruillas e leggendo il nome scritto sul cartone si sono presentati nella sede di un laboratorio fotografico, sospettato di aver scaricato illecitamente i rifiuti.

La mafia al galoppo. Corse e stalle in città

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Giorgio Mottola

IL CASO. Le gare clandestine di cavalli rendono ai clan oltre 1 miliardo di euro all’anno. La Sicilia è prima per volume di affari. Le strade di Palermo e Catania all’alba si trasformano in ippodromi clandestini.

La cocaina fa effetto anche sui cavalli. Il ragazzo, che indossa un giubottone marrone di pelle, lo sa bene. Si ferma davanti a una coppia di animali e avvicina alle loro narici il palmo della mano ricolma di polvere bianca. Il rombo assordante dei motorini e dei clacson copre il nitrito degli animali e le urla degli scommettitori che aspettano che la corsa cominci. La scena è in un video caricato su Youtube qualche settimana fa e acquisito dalla Procura di Catania. Ma non è un filmato esclusivo: in rete ce ne sono centinaia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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