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Virus A-H1N1, un errore abbassare la guardia

Andrea Ballabeni (biologo ricercatore all’Harvard medical school di Boston)
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SALUTE. Le polemiche per il contratto capestro tra il governo e la casa farmaceutica Novartis, che regola l’acquisto del vaccino anti influenzale, rischiano di far passare un messaggio distorto. Ma la pandemia è ancora in azione.

L'influenza A-H1N1 è stata per fortuna fino a ora meno letale rispetto alle peggiori previsioni dei mesi scorsi. Immancabilmente, come per ogni scampato pericolo, c’è ora chi urla al grande complotto. Ci sono ragioni per pensare a una gigantesca macchinazione da parte di case farmaceutiche e governi? Quali sono i presupposti scientifici delle misure di prevenzione adottate per limitare la diffusione della malattia?

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A-H1N1, un virus mediatico

Pietro Nardiello
SALUTE. Dopo mesi di battente campagna informativa, l’influenza pandemica non fa più notizia. Eppure la gente continua ad ammalarsi. L’analisi del ginecologo Nicola Colacurci: «è molto più lieve di quanto volevano farci credere».

 

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I lettori non si influenzano

Beniamino Bonardi
VACCINO. La conta dei morti è patetica, stupisce che il Corriere segua mode pericolose. Da giornalismo come bene pubblico a promoter delle case farmaceutiche. Non è una pandemia ma l’allergia per la stampa ha già contagiato la Rete.

I cittadini-lettori-influenzati sono imbufaliti per come i media stanno dando le informazioni sull’influenza A. Basta fare un giro sui siti web di Corriere della Sera, Stampa e Repubblica per accorgersi che questa conta, tipo “tutti i morti minuto per minuto”, come l’ha definita Eugenia Tognotti sulla Stampa, sta creando un moto di ripulsa.

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No al vaccino e agli antivirali. La risposta spagnola all’influenza A

Beniamino Bonardi
PANDEMIA Un documento del massimo organo di rappresentanza dei medici iberici mette in guardia contro «L’epidemia di paura causata da una malattia fantasma». Senza escludere la pressione per forti interessi economici.
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Il contagio della paura e quello del virus. Un reportage da Londra

Nicola Mirenzi da Londra
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GRAN BRETAGNA Sono 100mila i casi accertati di pandemia nel Regno Unito su una popolazione di 61 milioni. I morti sono stati finora 30. Il governo ha lanciato una campagna di prevenzione e avverte che in autunno la situazione è destinata a peggiorare tra soggetti già predisposti perché deboli. Nella metropolitana può capitare di scorgere qualcuno con la bocca coperta da una mascherina igienica, quasi fossimo nel reparto malattie infettive dell’ospedale. Sembra il presagio dell’apocalisse, invece è solo timore. La vaccinazione di massa sarà un grande business farmaceutico?

 

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Pandemia avanti tutta. «Saremo pronti»

Federico Tulli
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INFLUENZA A-H1N1 — Corsa contro il tempo per il vaccino preventivo. Ma non è ancora stato testato sulle categorie più a rischio. Intervista a Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Iss. —

A oggi, in Europa, l’Italia è tra i Paesi meno colpiti dalla diffusione di influenza A-H1N1. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss) i casi accertati su tutto il territorio nazionale dai 27 laboratori Influnet sono 224. Nessuno di questi è risultato particolarmente grave. Ma dopo l’estate, con l’arrivo dell’influenza di stagione, la prevenzione che sino a oggi si è basata su individuazione e isolamento delle persone infette non sarà più sufficiente. Il peggio, insomma, deve ancora venire.

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L’influenza si combatte in serra

Federico Tulli
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BIOMEDICINA — Poco costosi e veloci da produrre. I vaccini ottenuti da piante e alghe sono la nuova frontiera nel campo della prevenzione di epidemie e pandemie. —

Negli ultimi 50 anni la scienza medica, specie dalla scoperta del Dna umano in poi, ha tagliato più traguardi che in tutta la precedente storia dell’umanità. Ma ci sono dei metodi di ricerca che sin dal Secondo dopoguerra ancora, pervicacemente, resistono. Uno di questi è divenuto di stretta attualità dal momento che riguarda il sistema di produzione dei vaccini da usare come arma preventiva contro epidemie e pandemie.

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La pandemia è arrivata. Anzi no.

Federico Tulli
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INFLUENZA SUINA — Secondo l’ultimo bilancio Oms, i casi accertati nel mondo sono 615, con 17 morti. La A-H1N1 fa la sua comparsa in Asia e in Italia. A Massa una persona ricoverata al suo rientro dal Messico. È guarita in 5 giorni. —

Sei giorni di febriciattola e via. Il primo caso italiano di influenza A H1N1 (nome con cui la febbre suina è stata ribattezzata a livello internazionale) si è risolto così. Con una settimana di osservazione al reparto di malattie infettive dell’ospedale di Massa, dove l’uomo era stato ricoverato con sintomi influenzali sospetti di ritorno da un viaggio in Messico il 23 aprile scorso.

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Il virus arriverà in Italia ma meno aggressivo che in Messico

Giuliano Malatesta
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ATTUALITA' - INFLUENZA SUINA — Nuovi casi sono stati registrati in tutto il mondo, anche nel nostro Paese si contano venti ricoveri sospetti. Il governo si dichiara «tranquillo», ma l’Oms non esclude di passare alla fase cinque di allerta pandemica —

Un morto negli Stati Uniti, un bambino messicano di 23 mesi che era stato trasferito in Texas per essere curato, numerosi casi di contagio accertati in Europa e una ventina di casi sospetti ma non ancora confermati nel nostro Paese, dove il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio sottolinea che «a brevissimo l’influenza arriverà anche a casa nostra» ma precisa che il virus «sarà meno aggressivo di una normale influenza».

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«Il conto più salato lo pagheranno i Paesi poveri»

Simonetta Lombardo
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ATTUALITA' - FEBBRE SUINA - Intervista a Roberto Bertollini coordinatore del dipartimento Sanità pubblica e ambiente dell’Oms: «Il rischio pandemia è concreto ma le nazioni sviluppate hanno capacità di attenzione e medicine per affrontarlo» -

Di certo, se questa influenza dal nome improbabile e troppo sparato (andrà a finire che costerà la vita di migliaia di sanissimi maiali e la richiesta dello stato di crisi per gli allevatori) fosse veramente the big one, la pandemia ai livelli della spagnola del 1918, a pagare il prezzo più alto sarebbero i Paesi più poveri.

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