La mannaia dei tagli sui Parchi

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Giannandrea Mencini (Terra Nord Est)

AMBIENTE. La riduzione dei fondi alle Regioni destinati alle aree protette mette in grande difficoltà l’intero settore nella regione.

Duro momento per i parchi triveneti. La crisi economica, i tagli dei fondi alle regioni mettono in crisi le aree protette del nostro territorio. Il Parco dei Colli Euganei, il più esteso del Veneto, seppur lacerato da polemiche e continui scontri fra i 15 comuni interessati dall’area protetta, dopo i tagli pesanti chiede lumi al Presidente regionale Luca Zaia.

Lombardia, novemila ettari di verde

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Mario Petitto (Terra Milano)

PARCHI. Centinaia gli appuntamenti che ogni anno le riserve organizzano per far scoprire ai cittadini i tesori della nostra regione.

Un Parco Nazionale, quello dello Stelvio, 24 regionali, 64 Riserve Naturali, 31 Monumenti Naturali e moltissime piccole aree protette: sono questi i numeri del verde in Lombardia.

Parchi storici e identità

Federica Seneghini (Terra Genova)

AMBIENTE. Via ai cantieri nelle aree verdi cittadine. L’impegno del Comune per recuperare questo patrimonio.

Trasformare, o meglio rispolverare l’identità, dei parchi storici. è questo l’obiettivo di una grande operazione di recupero del verde urbano a Genova. I rinomati parchi di Nervi in primis, ma anche luoghi meno noti come Villa Durazzo Pallavicino, Villa Rossi di Sestri Ponente, Villa Pallavicini di Pegli e Villa Rosazza a San Teodoro.  Di un’operazione di restyling di queste aree verdi genovesi si parla da anni, ma oggi tutto sembra più vicino.

Parchi, la riforma che non convince

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Mario Petitto (Terra Milano)

AMBIENTE. Arriva in Consiglio regionale il nuovo sistema di regole per le aree protette. Preoccupati ambientalisti e opposizione.

«Un anno per scrivere una legge per i parchi lombardi e alla fine la Regione ha partorito un topolino». Ecco quello che pensa Marzio Marzorati, responsabile Territorio e Parchi di Legambiente Lombardia, del nuovo sistema di regole per le aree protette che la settimana prossima arriverà in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva. Una esigenza, quella lombarda, che nasce dai contenuti dell’emendamento Mille Proroghe varato dal Governo italiano che di fatto ha eliminato la figura dei “Consorzi dei comuni” che in passato gestivano i parchi.

Tagli ai fondi, incuria e vandali.L’agonia del Parco Virgiliano

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Valerio Ceva Grimaldi

NAPOLI. Terra inizia una serie di inchieste sullo stato delle grandi aree verdi delle città italiane. A 9 anni dall’inaugurazione, il gioiello botanico partenopeo è in parte inaccessibile e degradato.

 

In difesa dei parchi e delle aree naturali

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Carlo Alberto Graziani

INIZIATIVE. Il gruppo di San Rossore ha convocato un’assemblea nazionale nel capoluogo toscano per mettere a punto una strategia comune contro le nuove aggressioni al territorio.

Nessun problema sul fronte dei parchi? A leggere i giornali nazionali gli unici problemi sembrerebbero quelli suscitati dalle scorribande di orsi e di lupi: ma più che problemi appaiono richiami di colore che si aggiungono a quelli promozionali di carattere turistico-gastronomico.

Le mani della Regione sui parchi

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Emanuele Bompan (Terra Milano)

IL CASO. La giunta Formigoni ha approvato la riforma dell’organizzazione degli enti di gestione. Il ruolo del Pirellone nelle nuove nomine.

La Giunta regionale della Lombardia, su proposta del presidente Formigoni e di concerto con l’assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio Alessandro Colucci, ha approvato il Progetto di legge che riforma l’organizzazione degli enti gestori delle aree regionali protette e modifica la vecchia legge sui parchi. Lo scopo è ridurre i costi e rimodernizzare il sistema del verde che ricopre il 25% della superficie regionale. Da ieri i 24 parchi regionali giuridicamente diventano a pieno titolo enti di diritto pubblico.

Parchi ecoindustriali e di qualità

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Marina Cavallo (Terra Emilia Romagna)

GREEN ECONOMY. Il progetto regionale finanziato con 50 milioni di euro promuove le imprese che investono sulla sostenibilità.

A Davos la scorsa settimana i potenti del mondo si sono accorti che il futuro dell’economia è verde. O si converte  l’economia investendo sulle energie rinnovabili, su processi innovativi di riutilizzo delle materie prime, su sistemi informativi in grado di monitorare gli impatti ambientali, oppure molto difficilmente  vinceremo la disoccupazione e rilanceremo la competitività dei paesi  sviluppati dell’Occidente. E l’economia sostenibile è anche un’economia solidale e attenta ai valori della responsabilità sociale.

Campania, ecco chi devasta i Parchi e le aree protette

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Maurizio Fraissinet*

AMBIENTE. Nel territorio sono presenti due Parchi nazionali, otto regionali, tredici tra riserve e zone marine tutelate e decine di Oasi. Ma i controlli sono scarsissimi, e a trionfare sono solo anarchia e impunità.

Entrando in un’Oasi del Wwf, lungo il percorso si incontrano cartelli con su scritto “Qui la natura è protetta”. è un’affermazione importante che sa di impegno dell’organizzazione ambientalista da un lato e di monito per il visitatore dall’altro, oltre ad essere rassicurante per chi ama la natura ed è in pena per le distruzioni operate dall’uomo. In Campania, come ahinoi in gran parte d’Italia, la natura è protetta solo sulla carta.

La giornata più nera

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Dina Galano

MANOVRA. Con la fiducia votata ieri il destino dei Parchi è ormai compromesso. L’appello dei presidenti dei 23 Enti nazionali e dei Verdi che hanno manifestato a Roma contro i tagli. In rivolta anche gli agricoltori.

La Camera rinnova la propria fiducia alla strategia dei tagli stabilita da Tremonti e nella sforbiciata da 25 miliardi di euro viene reciso anche il verde italiano. Ventitré Parchi nazionali riceveranno, a partire dal 2011, la metà dei finanziamenti finora disposti, al pari di ogni altro Ente pubblico colpito dalla manovra. Sul piede di guerra anche gli agricoltori che hanno minacciato, nelle parole di Federico Vecchioni di Confagricoltura, di «salire sui trattori» e bloccare il Paese.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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