Napoli, rifiuti speciali nei terreni agricoli

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Alessandro De Pascale

ECOMAFIE. La Procura ha arrestato un gruppo di imprenditori che per tre anni ha smaltito liquami pericolosi nei campi. Ugo Leone, presidente del Parco del Vesuvio: «A rischio le falde».

Erano proprietari di imprese casertane specializzate nel trattamento e nello smaltimento di liquami speciali. Si rivolgevano a piccole aziende o condomini privati e gli offrivano un prezzo vantaggioso. Ma poi quei rifiuti speciali liquidi li sversavano senza farsi troppi problemi nelle fogne pubbliche o in alternativa li smaltivano illegalmente nei terreni agricoli delle province di Napoli (Afragola, Cardito, Frattamaggiore e Giugliano), più uno di 3.000 metri quadrati nel comune di Trecase, dentro il Parco nazionale del Vesuvio, adoperato come discarica abusiva.

Basta alibi, ora le soluzioni

Amato Lamberti

L'OPINIONE. Terzigno, il Parco del Vesuvio, la discarica, le proteste dei cittadini, le mamme vulcaniche, le cariche della polizia, gli autocompattatori scortati, il sindaco che invoca Berlusconi come salvatore, la faccia tosta di Bertolaso, riempiono i giornali e i telegiornali con un racconto dai toni drammatici che però non ha mai il coraggio di individuare e addebitare responsabilità precise.

Terzigno, il Parco del Vesuvio, la discarica, le proteste dei cittadini, le mamme vulcaniche, le cariche della polizia, gli autocompattatori scortati, il sindaco che invoca Berlusconi come salvatore, la faccia tosta di Bertolaso, riempiono i giornali e i telegiornali con un racconto dai toni drammatici che però non ha mai il coraggio di individuare e addebitare responsabilità precise. Su tutto aleggia un fantasma, quello della camorra, senza nome e senza volto, come si conviene ad un alibi per tutte le incapacità e le inefficienze di amministratori e politici.

Contro le frane basta la natura

Maurizio Fraissinet

BUONE PRATICHE. Il caso di uno speciale intervento di ingegneria naturalistica messo in opera nel Parco del Vesuvio per proteggere il territorio da nuovi dissesti. Senza ricorrere a materiali impattanti e spendendo meno.

Nel periodo in cui sono stato presidente del Parco nazionale del Vesuvio, tra il 1997 e il 2001, abbiamo messo in atto un grosso progetto di ingegneria naturalistica, utilizzando una buona parte della mano d’opera derivante dagli oltre 180 lavoratori socialmente utili (Lsu) messi a disposizione dal Governo. C’è stato un momento in cui nel Parco erano attivi oltre 15 cantieri in contemporanea e gli Lsu si sono dimostrati degli ottimi operai specializzati in questo tipo di opera.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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