Laura Conti ritratto ambientalista doc

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Francesca Gentili (Inserto domenicale)

MEMORIA. Prima la partecipazione alla Resistenza, poi la laurea in medicina. E dopo ancora l’impegno politico in Lombardia, fino ad approdare alla Camera nel 1987. La sua attività ecologista diventa più forte e convinta dal 1976, dopo la tragedia ambientale di Severo. Autrice di saggi e di libri di narrativa, è stata tra le personalità che più hanno rinnovato la cultura della sinistra italiana.

Nella storia dell’ambientalismo italiano, il secondo Novecento annovera fra le sue protagoniste femminili più preparate e attive Laura Conti, una grande donna che ci ha insegnato molto sulla tutela e sulla salvaguardia dell’ambiente e della vita. Non molti, soprattutto tra i giovani, ne conoscono il pensiero ma chiunque desideri avvicinarsi all’ecologismo non può che prendere in considerazione i suoi innumerevoli scritti. 

I gusti musicali al tempo del Pci

Giorgio Frasca Polara

MUSICA. I dubbi wagneriani di Berlinguer, la sordità di Pajetta, l’intenditore Napolitano, la Berti di Longo, la lirica di Cofferati e l’acculturato D’Alema. La testimonianza di un cronista “verdiano” impenitente.

E i “vecchi” del Pci che musica ascoltavano? Ho qualche ricordo che mi tocca ancora. A cominciare dalla passione, intransigente, di Enrico Berlinguer per Wagner e per il suo ciclo dell’Anello. Ma, almeno da giovane, Enrico «aveva un cruccio» come più tardi mi racconterà Renzo Trivelli, suo successore alla segreteria della Fgci.

Casini al centro con D’Alema. Prove tecniche di governissimo

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Andrea Boraschi

POLITICA Mentre si rafforzano le voci di un declino irreversibile del premier, al centro si fa strada l’ipotesi di una grande coalizione. Centravanti del neo compromesso storico i dirigenti dell’Udc con l’eterno leader Massimo del Pci.

Piccola sinfonia d’intenti per sole voci. L’incontro organizzato dalla fondazione Liberal di Ferdinando Adornato in quel di Siena, titolo “Gli eroi di Kabul e la politica estera in Italia”, registra la perfetta sincronizzazione dei solisti chiamati a esibirsi: Casini, D’Alema e Pisanu danno vita a un confronto tanto armonioso che tre voci paiono una.

SPECIALE CHIANCIANO - Superare gli steccati per creare una nuova identità

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Diego Carmignani

ASSEMBLEA DEI MILLE - DIALOGO
— La giornata di ieri è stata una lezione di impegno e passione politica. I “big”, su tutti Pannella e Fagioli, verso un progetto comune. Ma è il collettivo il vero protagonista. —

«Sta diventando più bella di quel che immaginavamo ». Così Marco Pannella, commosso, ai Mille audaci autoconvocati in assemblea. «Lo dobbiamo non alla nostra storia bensì alle nostre storie ». Si riferisce a percorsi individuali e collettivi dei tanti accorsi da tutta Italia per l’appuntamento che si conclude oggi a Chianciano Terme, tra lo stupore di chi non si aspettava un tale successo.

Il berlinguerismo, idee e ipotesi di una stagione italiana

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Aldo Garzia

MEMORIA
— Il «compromesso storico», la vittoria nel referendum sul divorzio, i successi elettorali nel 1975 e 1976, i governi di solidarietà nazionale, l’assassinio di Moro. Poi la politica di «alternativa democratica», il femminismo e il referendum sull’aborto, lo strappo da Mosca, la questione morale, lo scandalo P2, il disarmo, il dialogo con le sinistre del Nord e del Sud. Nella politica di Enrico Berlinguer ci sono due fasi. La seconda, la più innovatrice, si interrompe nel 1984 con la morte improvvisa del segretario del Pci. —

Sono passati venticinque anni, un quarto di secolo, dalla morte di Enrico Berlinguer, avvenuta a Padova l’11 giugno 1984. Da allora, sono cambiati completamente l’Italia e il mondo (non ci sono più Dc, Pci e Psi; è scomparsa la “cortina di ferro” che divideva Est e Ovest; il comunismo non è al potere a Mosca, eccetera, eccetera). Eppure l’ammirazione per «il compagno Enrico» e la nostalgia per una stagione specifica della politica italiana restano fortissime nelle generazioni che hanno vissuto in prima fila gli anni Settanta e Ottanta.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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