«Schifani e Romano uomini di Cosa Nostra»

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Vincenzo Mulè

MAFIA. Interrogatorio-fiume di Stefano Lo Verso. Il pentito protesse la latitanza di Provenzano. Raccogliendone, tra il 2003 e il 2004, le confidenze.

Oltre quattro ore di interrogatorio coperto da un paravento bianco di tipo sanitario. Durante i quali il pentito di mafia Stefano Lo Verso, ex vivandiere del boss Bernardo Provenzano, ha snocciolato nomi e cognomi di mafiosi con cui ha condiviso il suo percorso dentro Cosa nostra. Ma anche i contatti e i favori con la politica.

La rivelazione del pentito: «A Nettuno comanda Giacomo»

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Andrea Palladino

'NDRANGHETA. Entra nel vivo il processo Appia. Alla sbarra il clan Gallace. Ieri la sezione penale del Tribunale di Velletri ha ascoltato il principale accusatore del gruppo, Antonino Belnome.

Un processo dimenticato, che entra nel cuore delle cosche di ‘ndrangheta radicate nel Lazio. Gruppi criminali cresciuti fin dagli anni ‘70 alle porte di Roma, sul litorale di Anzio e Nettuno, grazie al silenzio di tanti, ad iniziare dalle istituzioni: il comune di Nettuno è stata l’unica amministrazione sciolta per mafia nel Lazio, alcuni anni fa, quando era ancora guidata dal centrodestra.

Nelle memorie del boss i nuovi veleni di Reggio

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Vincenzo Mulè

'NDRANGHETA. In un memoriale di due pagine, datato 28 aprile 2011, Nino Lo Giudice racconta
di scarcerazioni, regali e favori. E fa i nomi dei magistrati calabresi Cisterna, Mollace e Neri.

«Al fango contro di me, ormai ho fatto il callo. Devo dire che, però, questa volta è facile lavarlo». L’ex procuratore generale di Reggio Calabria Francesco Neri replica così alle accuse mossegli dal boss pentito Antonino Lo Giudice e pubblicate ieri dal Quotidiano della Calabria. In un memoriale di due pagine, datato 28 aprile 2011, Lo Giudice racconta di scarcerazioni, regali e favori.

Un pentito per l’ecomafia

Vincenzo Mulè

INCHIESTA. Politica, camorra e affari. Dietro questo legame si nasconde l’emergenza rifiuti. Ne è convinta la Commissione parlamentare, che ha deciso di convocare Amodio, l’ultimo accusatore di Cosentino.

Che la questione rifiuti in Campania sia tuttora drammaticamente aperta è un fatto incontestabile. Meno noto è che l’ultima emergenza potrebbe far tornare più di una persona su eventi e inchieste forse a torto un po’ dimenticate. O, nella peggiore delle ipotesi, sottovalutate. E sulle quali la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti vuole vederci chiaro. Ricostruendo quel perverso rapporto che è sempre esistito tra rifiuti, camorra e politica.

Spatuzza? Attendibile

Giorgio Mottola

MAFIA. Il giudice della Procura della Palermo sconfessa il sottosegretario Mantovano. Le dichiarazioni del pentito sono «spontanee, credibili e coerenti». L’opposizione: subito il programma di protezione.

Gaspare Spatuzza è attendibile. In poche righe, il gup della Procura di Palermo Daniela Troja ha sconfessato il sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano. 
 

I segreti dei narcos

Alessandro De Pascale

CAMORRA. Nelle piazze di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, continua fiorente il traffico di droga. In zona la criminalità usava come sentinelle anche i bambini. Ma ora a far tremare i clan arriva un pentito.

Fino a pochi anni fa quando ti avvicinavi al cosiddetto Quadrilatero delle carceri di Torre Annunziata, il quartiere nel cuore della città antica roccaforte del clan Gionta, sembrava di essere in una favelas sudamericana. Fino a 50 bambini, non perseguibili perché sotto i 14 anni, lavoravano 24 ore su 24 come sentinelle nelle piazze di spaccio per 200 euro a settimana. Avvisavano i clan dell’ingresso della polizia nel quartiere. Ora che molte piazze di spaccio sono chiuse e molti capi in carcere, i minorenni fanno gli esattori dei clan.
 

Dagli al pentito. L’offensiva della politica contro la magistratura

Pietro Orsatti

GIUSTIZIA. Respingere la richiesta d’arresto del sottosegretario all’Economia ha un valore che supera quello degli schieramenti. Significa bloccare sul nascere tutte le inchieste che vedono coinvolti Berlusconi e Dell’Utri. Ma non solo.

Processo breve, stop alle intercettazioni e ritorno dell’immunità parlamentare. E poi: modifica del reato di concorso esterno in associazione mafiosa e del decreto sui beni confiscati alla criminalità, che li mette all’asta invece di restituirli a un uso esclusivamente sociale.

Anche l’Aspromonte e la Basilicata nel dossier dei veleni

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Vincenzo Mulè

RIFIUTI TOSSICI La scoperta del relitto nei fondali al largo di Cetraro costringe tutti a tornare a riconsiderare le dichiarazioni di Francesco Forti, il pentito della ’ndrangheta grazie al quale è stato possibile risalire alla nave.

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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