Il “trafficante di libri” che guarisce la favela

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Federico Raponi

DOCUMENTARIO. Il documentario del regista italiano Roberto Orazi narra la vicenda di Ricardo, cresciuto nella violenta periferia di Recife e ora animatore di un centro di lettura per i giovani.

Un fiore nel degrado. Il documentario A Mao e a Luva è «un docu-film - ci spiega il regista, Roberto Orazi - che racconta la storia di Ricardo Homes Ferraz, cresciuto nella favela di una delle zone più violente di Recife, in Brasile, che ha iniziato a comprare libri usati per poi condividerli, su una palafitta, con i bambini della comunità».
 

A Pietralata, tra sogni evocati e promesse non mantenute

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Giovanni Verardi

ROMA. Un viaggio nella periferia est della Capitale, da molti considerata un «luogo difficile» in cui vivere. Da anni la politica illustra progetti di rilancio. Ma che spesso rimangono inattuati.

Un quartiere, considerato periferia, ma in realtà a due passi dal centro di Roma, potrebbe cambiare volto in pochi anni. Si tratta di Pietralata. Questa parte ddella Capitale, considerata da molti un limite da non varcare, potrebbe subire una profonda trasformazione ad opera dei molti progetti che gravitano intorno ad essa, tra i quali il campus universitario, il Print, la Nuova Circonvallazione Interna, la nuova Stazione Tiburtina e l’area sportiva con un palazzetto dello sport che si unirebbe alla già realizzata piscina olimpionica dei Mondiali di nuoto.

Uniti alla conquista del diritto alla salute

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Federico Raponi

DOC. Con Le White Simona Risi racconta la lotta di un gruppo di cittadini contro l’amianto presente nelle abitazioni alla periferia di Milano. Un’ostinata battaglia per ottenere la bonifica dello stabile.

Uniti i cittadini possono difendere la salute di tutti. Simona Risi ha girato il documentario Le White «a Milano, Rogoredo, dove sorgono - racconta la regista - edifici popolari detti “le case bianche”, o “le White”, dal colore dei pannelli d’amianto di cui sono rivestiti, che erano abitati da 150 famiglie».
 
Come conosceva questa storia?

Il mondo cantato e sognato dai bambini

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Alessia Mazzenga

TEATRO. Al Teatro Nuovo Colosseo di Roma l’associazione Mus-e presenta Amusement con la regia di Alessia Berardi. Uno spettacolo tra musica e recitazione nato nelle scuole di periferia.

«L'arte per eccellenza libera e spontanea diviene l’occasione ideale per l’incontro con altri modi di essere e diventa strumento di civiltà e integrazione tra popoli». Con queste parole il celebre violinista e direttore d’orchestra Yehudi Menuhin descriveva la caratteristica più importante di un’opera d’arte. La sua universalità.

Così Papillon-Rebibbia reagisce all’abbandono

Dina Galano

ROMA. Chiusa dal novembre scorso per il taglio dei finanziamenti comunali, la storica associazione di detenuti ed ex riapre i battenti per un evento speciale. Richiamando a sè la comunità locale.

Papillon-Rebibbia ci riprova. Il casale rosso pompeiano che rompe la monocromia del quartiere di Ponte di Nona, nell’estrema periferia est di Roma, ha spalancato per due giorni i cancelli agli abitanti per un ciclo di iniziative interculturali, letture, musica e giochi per i più piccoli. C’è chi è andato casa per casa a invitare i residenti a partecipare, sfidando le diffidenze che albergano nei contesti urbani dimenticati. Altri si sono prodigati con volantini e il solito tam tam di mail.
 

Vivere e sopravvivere ai bordi della péripherique

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Bruno Picozzi

FRANCIA. Storie di ordinaria povertà a St Ouen, una delle zone più disagiate e meno conosciute di Parigi. Tra giovani attivisti, artisti squattrinati, studenti Erasmus ed immigrati provenienti dal Maghreb e dai Caraibi.

Il 105 di Boulevard Victor Hugo a St Ouen è null’altro che un cancello arrugginito infossato tra palazzi anonimi, su una strada anonima, poche centinaia di metri all’esterno della péripherique di Parigi. Anni fa fu Gabrielle, Gabi per gli amici, a scoprire il portone d’ingresso lasciato socchiuso dal passaggio dei ladri.

Pigneto, boom straniero

Enrico Campofreda

SCUOLA. Un viaggio in quattro istituti della periferia romana. Tra integrazione e risorse che non ci sono.

Alle elementari del Pigneto non trovi i pronipoti del Germi ferroviere né quelli degli amici di Accattone. Altre epoche, altro mondo, altro Pigneto. Insieme ai bambini romani che hanno smarrito i tratti popolani di Sandrino ci sono coetanei rumeni e cingalesi.

Quei malati di periferia

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Pino Di Maula

ROMA. Ex guardia medica nel quartiere di Tor Bella Monaca, ora servizio di Continuità assistenziale, il che significa centro medico declassato: una notte qualunque alle prese con la sofferenza e il dolore.

E' innegabile che l’Italia stia soffrendo. Il problema, semmai, è capire quanto può star male. Importante è comprendere, poi, dove il dolore si fa più insopportabile. E distinguere, quindi, il sintomo dalla causa della malattia per poter pensare, infine, come dovrebbe essere ovvio, a una possibile cura. Che non sta certo negli antibiotici, considerando che siamo già tra i più forti consumatori dell’Unione europea. Ma non basta neppure, da solo, l’occhio clinico.
 

Alla riconquista delle piazze. Cittadini protagonisti a Palermo

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Daniela Gambino

VIVIBILITÀ Nel capoluogo siciliano gli spazi pubblici sono sempre più ostaggio di auto, motorini e parcheggiatori abusivi. Ma le associazioni si ribellano e, con azioni di “lotta creativa”, si riappropriano dei loro luoghi. Anche in periferia.

La piazza secondo il vocabolario: spazio aperto, circondato da edifici. Le piazze, di solito sorte attorno a costruzioni di significativa bellezza, riassumono il sentire di un’intera nazione, un luogo che ispiri protezione e desiderio di scambio, di incrocio di vie metaforico e reale, dove si coltivi il senso collettivo dello spazio pubblico. La piazza ha radunato, simbolicamente, le masse politiche, le rivolte, i tavolini da caffè, il passeggio delle dame, gli spettacoli, esibizioni musicali e teatrali.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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