Sostenibilità urbana. La sfida degli architetti

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Alessandro De Pascale

EVENTO. Al via ieri a Roma una conferenza internazionale sui piani urbanistici del futuro.
Obiettivo: trasformare le città con materiali e tecnologie innovative per farle diventare autosufficienti.

Una conferenza internazionale per «richiamare l’attenzione sulla sfida che l’architettura e l’urbanistica devono affrontare nel percorso verso la sostenibilità ambientale ed economica», annunciano gli organizzatori. “The architecture of well tempered environment, un’armonia di strumenti integrati”, che ha preso il via ieri e si concluderà oggi alla Casa dell’architettura di Roma, è stata però anche un momento di formazione. La sala era infatti piena di studenti universitari, gremita di quei giovani che saranno gli architetti di domani.

Roma, periferie dimenticate

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Marco Incagnola (L'inkontro.info)

IL CASO. Persi ben 50 milioni di euro che erano stati stanziati dalla precedente giunta regionale a favore del Comune.

Le poche volte che si è occupato delle periferie di Roma lo ha fatto per annunciare progetti faraonici, come la costruzione di grattacieli e l’abbattimento e la ricostruzione di Tor Bella Monaca. Esternazioni servite più a riempire le pagine delle cronache dei quotidiani che a migliorare il tessuto urbano, visto che di quei progetti non se ne è saputo più nulla. A tre anni dall’insediamento, Gianni Alemanno sembra aver abbandonato definitivamente le periferie di Roma.

Periferie, il nuovo sacco di Roma

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Luigi Nieri (ex assessore al Bilancio Regione Lazio; L'inkontro.info)

URBANISTICA. Il bando di fine luglio e i decreti attuativi del federalismo daranno carta bianca al Comune per nuove e inutili colate di cemento.

Se si mettono insieme alcuni episodi accaduti nell’ultimo mese appare ben chiaro a cosa va incontro la città di Roma: alla devastazione sociale, ambientale e a una speculazione finanziaria senza precedenti. Uno dei passaggi più significativi è, senza dubbio, il bando presentato a fine luglio dal sindaco Alemanno per la realizzazione di nuove case, sotto l’emblema della riqualificazione delle periferie
 

Parigi, i poveri anni delle vite di periferia

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Bruno Picozzi da Parigi

FRANCIA. Le voci della marginalità che affollano le strade, i centri sociali e i locali occupati. Urla silenziose e richieste d’aiuto destinate a rimanere inascoltate. Prosegue il viaggio nelle banlieue della capitale.

St Ouen è un luogo esemplare di quel che si può imparare attraverso l’esperienza della diversità nelle strade del mondo. Basta non attraversare le città col naso all’insù, riservando attenzione solo a guglie di chiese e mode passeggere, ma guardare anche in basso, sulle luride superfici orizzontali che ogni comunità riserva agli ultimi della specie.

Racconti di banlieue

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Francesca Pirani

SCHERMAGLIE. Con "La schivata" il regista Abdellatif Kechiche ci conduce nelle periferie parigine andando al di là delle solite storie di devianza ed emarginazione.

Nella Parigi multietnica della banlieue magrebina della Zone, un gruppo di adolescenti sta mettendo in scena Il gioco del caso e dell’amore di Marivaux per la recita scolastica di fine anno.

No alle zone franche

Enrico Campofreda

TRULLO. «Per agevolare l’integrazione bisogna equilibrare le presenze, non certo creare enclavi straniere».

Entrare alla Collodi del Trullo, diretta dalla professoressa Stella Maris Ferrari è come infilarsi nella macchina del tempo, non solo per l’amarcord recentemente proposto dal film “Cosmonauta” girato nei lotti della borgata, ma per un presente e un passato legati alla storia della maestra Maria Luisa Bigiaretti che in queste aule ispirò “La torta in cielo” di Gianni Rodari. Nella scuola c’è un progetto artistico musicale e corale che prende nome proprio dalla fiaba del giornalista-novelliere.
 

Le banlieue nostrane

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Enrico Campofreda

REPORTAGE. Quattro pezzi difficili. Quattro zone della capitale a rischio per gli extracomunitari: Pigneto, Tor Bella Monaca, Trullo, Magliana. Periferie vecchie e nuove dove la cronaca racconta di assalti e aggressioni al “negro”.

Quattro pezzi difficili. Quattro zone della capitale a rischio per gli extracomunitari: Pigneto, Tor Bella Monaca, Trullo, Magliana. Periferie vecchie e nuove dove la cronaca racconta di assalti e aggressioni al “negro”. Un tempo in quella banlieue nostrana i  rapporti sociali venivano, se non controllati, perlomeno mediati da certa politica.
 

Se la volontà non basta

Enrico Campofreda

TOR BELLA MONACA. Una maestra del 71esimo circolo: «Tanti progetti, ma senza fondi è tutto più difficile».

«A lavorare nel 71° Circolo si arriva per caso e si resta per amore», sostiene Silvana Trapani da cinque anni dirigente di una elementare di Tor Bella Monaca considerata di frontiera. Circa ottocento alunni, di cui 160 stranieri, comunitari ed extra, in maggioranza rumeni, quindi nigeriani, egiziani, indiani.
 

Con un videofonino ti mostro la mia vita

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Pierpaolo De Lauro

CREATIVITA'
— A Torino fino al 4 luglio c’è Barriera mobile, un progetto multietnico con la partecipazione degli studenti delle scuole medie che hanno filmato e raccontato il proprio quartiere. —

Una grande città, un quartiere periferico e multietnico e un gruppo di giovani studenti armati di videofonino. Sono questi gli elementi di Barriera mobile, un progetto artistico e multietnico che fino al prossimo 4 luglio sarà protagonista negli spazi espositivi dell’associazione Barriera a Torino.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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