Scosse, proclami e polemiche a l’Aquila prove generali di G8

Vincenzo Mulè

ABRUZZO
— A quattro giorni dal summit, la terra continua a tremare. Ieri un nuovo episodio sismico di magnitudo 4.1 della scala Richter ha avuto il suo epicentro a un solo chilometro da Coppito, dove gli otto Grandi terranno il vertice. —

Maltempo, disagi, ma anche proclami e polemiche. E scosse, in continuazione. Tanto per non perdere l’abitudine. Se una regia occulta avesse voluto disegnare un giornata che rappresentasse il sunto della vita in Abruzzo dopo il terremoto, ieri non avrebbe potuto fare di meglio. In mattinata, a Roma, inaugurando il “L’Aquila day”, Berlusconi è stato protagonista di una marcia indietro e di una accelerazione che il tempo forse giudicherà inopportuna e, nella migliore delle ipotesi, avventata.

Appalti sospetti e informazioni strappate

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Pietro Orsatti

RICOSTRUZIONE - APPALTI
— Dopo le inchieste dei giorni scorsi, si registrano strani movimenti intorno ai cartelloni che per legge devono riportare i nomi dei protagonisti dei lavori. —

Uno strano lunedì a L’Aquila. Di tensione, sospetti, caldo e improvvisi scrolloni di pioggia. Apparentemente, a un occhio non attento, non sta accedendo nulla. Non è così. La bomba è arrivata di mattina, lanciata dal quotidiano La Repubblica, che ha pubblicato, un po’ tardivamente a dire il vero, l’allarme su possibili infiltrazioni della criminalità negli appalti della ricostruzione.

Quelle ditte sospette al lavoro sul piano Case

Angelo Venti

ASPETTANDO IL G8
— Già nel primo cantiere appaiono forti dubbi su una delle aziende coinvolte nella ricostruzione. Le domande sono: chi controlla chi? E l’autocertificazione può bastare? —

Aperti i cantieri per la realizzazione delle new town sbandierate da Berlusconi e temute dagli aquilani. Nei pressi di Bazzano e Sant’Elia, lungo la statale 17 che da L’Aquila porta a Onna, la frazione che è diventata il simbolo del terremoto del 6 aprile, si lavora giorno e notte per poter dimostrare ai grandi, che durante il G8 percorreranno questa strada, che la ricostruzione è finalmente partita.

«La ricostruzione è già iniziata», nessuno sa dove

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Pietro Orsatti e Angelo Venti

ATTUALITA' - TERREMOTO
Silvio Berlusconi e le sue tante versioni sulla rinascita de L’Aquila. Intanto alcune indiscrezioni mostrano un quadro tutt’altro che rassicurante sull’attuazione del piano Case.

Come sempre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cerca il palcoscenico di “Porta a Porta” e la compiacenza del padrone di casa, Bruno Vespa, per lanciare le proprie promesse al “popolo” in adorazione catodica. «Abbiamo ricevuto 56 risposte di partecipazione alla gara per la ricostruzione in Abruzzo», ha annunciato raggiante.

Poi ha proseguito: «È straordinario che le imprese abbiano accettato questa sfida. Nel capitolato avevamo detto che le case si dovranno realizzare in un massimo di 80 giorni. Sono curioso di vedere quelle aziende che hanno proposto una realizzazione in tempi più brevi. A loro daremo la preferenza».

Sarà anche straordinario costruire in soli 80 giorni, ma consegnare dopo il collaudo le prime case a novembre è quantomeno un azzardo. I primi sfollati, infatti, usciranno dalle tende dopo almeno due mesi di gelate e probabili nevicate. Gli ultimi, addirittura (se tutto va bene), a gennaio. E non solo. A quanto pare chi ha fatto ribassi sull’offerta (ribassi che variano dal 4 al 7 per cento) ha anche garantito tempi di costruzione intorno ai 70 giorni.

Ma chi ha potuto fare offerte del genere, a quanto risulta da indiscrezioni, sono alcune ditte del Nord Italia. Bene, allora facciamo due conti. Proprio quelli della serva, per così dire. Le ditte che avranno vinto la gara, se provenienti da regioni esterne all’Abruzzo dovranno impiantare alloggiamenti e logistica per circa 400 operai.

Perché, in realtà, di gare ce ne sono state due (non troppo pubblicizzate): la prima solo sulle piattaforme di cemento armato, la seconda per le casette vere e proprie. Alla prima gara hanno partecipato in sei, l’ha vinta la Bison-Gdm con 81 punti, seconda la Zoppoli e Pulcher spa, terza la Saicam, poi l’abruzzese Imar, quindi la Cogeis spa-Ivies spa e infine la Domus dei fratelli Gizzi in Ati con Icor e Zeppieri.

È forse più pratico, per chi ha vinto la gara, subappaltare a ditte sul posto per le attrezzature e la manodopera. Oppure si noleggia tutto, sempre in loco: mezzi e, anche se non si potrebbe, uomini. Sarà per questo che alcune ditte abruzzesi, che non hanno partecipato alla gara o che vi hanno concorso ma senza operare sul taglio dei tempi o dei costi, si starebbero preparando a intervenire nella costruzione delle piattaforme di cemento armato dove verranno poste le famose casette del piano Case?

E ancora: le ditte che parteciperanno alla costruzione delle famose casette (a qualsiasi livello di gerarchia di appalto e subappalto) hanno una certificazione antimafia? Aspettiamo ancora per avere la conferma o la smentita di queste indiscrezioni, e andiamo ad analizzare il resto delle dichiarazioni del premier nel salotto buono della rete ammiraglia della Rai.

Secondo il premier, il 53 per cento delle case nell’area colpita dal sisma è al momento agibile. Circa un mese fa era l’80 per cento circa, sempre secondo le dichiarazioni di Berlusconi. C’è stato un altro terremoto nel frattempo? A due mesi dalla scossa solo alcune decine di famiglie, e solo nei paesi più lontani dal cratere, sono rientrate in casa. Il resto in tenda e o a villeggiare, con le ciabatte che indossavano il 6 aprile, nei “resort” della costa.

Non pago, aiutato dalla compiacenza ossequiosa del conduttore del servizio pubblico, ha sparato anche la cartuccia più a salve della propria giberna: «La ricostruzione in Abruzzo è già iniziata a tempo di record». Dove, lo sa solo lui. O forse sta parlando dei lavori “segretati” relativi al G8 di luglio? Ovvero il consolidamento e la ristrutturazione della caserma della scuola della Guardia di finanza di Coppito e dell’aeroporto.

Nel centro storico de L’Aquila a tutt’oggi non è stato rimesso in piedi nemmeno un marciapiede, come del resto in nessun altro luogo della città e dell’immenso cratere del sisma. Altro che ricostruzione. Si può sparare qualche innocente - fino a un certo punto - balla su una festa a capodanno a Villa Certosa e sperare di non subirne conseguenze. Spararle sulla la vita di più di 70mila persone, non si può.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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