Omofobia, blitz del Pdl: «Legge incostituzionale»

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Giorgio Frasca Polara

POLITICA. La Camera ha approvato le pregiudiziali di costituzionalità sul testo, presentate dalla maggioranza e dall’Udc. Il testo prevedeva l’introduzione dell’aggravante. La Carfagna si astiene.

Il centrodestra (compresi ovviamente i “responsabili”) e l’Udc hanno messo una pietra tombale, ieri pomeriggio alla Camera, sulla proposta di legge Pd contro l’omofobia, mirata cioè a introdurre – in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa – un’aggravante per la violenza motivata dall’orientamento sessuale della vittima. Già altre volte, nei mesi scorsi, la destra aveva tentato (con successo) di bloccare la proposta sino a bocciarne il testo in Commissione.

«Senza meritocrazia è a rischio anche il Pd»

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Giorgio Mottola

INTERVSITA. Dopo l’indagine su Penati, Bersani propone una legge sui bilanci certificati e i codici etici dei partiti. Ma per Ignazio Marino non bastano: «Serve una battaglia contro la corruzione».

Sul caso Penati, fino a ieri, nel Pd si erano espressi tutti, tranne Bersani. L’inchiesta sull’ex presidente della Provincia di Milano ha creato non pochi imbarazzi al segretario dei democratici. Nel 2009, durante le primarie, Filippo Penati è stato infatti il coordinatore della mozione del leader del Pd per poi essere nominato coordinatore della segreteria nazionale. Ieri Bersani ha rotto il silenzio, dalle colonne del Corriere della Sera, proponendo «una legge sui partiti che garantisca bilanci certificati, meccanismi di partecipazione e codici etici».

Bersani e Berlusconi, scenari post referendum

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Aldo Garzia

PALAZZO. Il raggiungimento del quorum rafforzerebbe il centrosinistra e aumenterebbe le probabilità di un crollo del governo. In caso contrario la legislatura potrebbe durare sino alla fine.

Occhi puntati su ciò che decideranno tra oggi e domani gli elettori italiani chiamati a esprimersi sui quattro referendum riguardanti nucleare, privatizzazione dell’acqua e legge sul legittimo impedimento. Si dice ottimista il segretario Pd Pier Luigi Bersani: «Confermo, sono fiducioso. La mia impressione è che siamo a un passo dal quorum. Non è una questione pro o contro Berlusconi. Che se ne deve andare a casa, lo diciamo da tempo».

I precari del call center ora chiamano Bersani

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Sara Dellabella

IL CASO. Festa srl, società del gruppo Snai, ha proposto un accordo per stabilizzare i lavoratori. Alcuni operatori hanno scritto sotto dettatura la lettera di dimissioni dal precedente contratto.

La stabilizzazione del precariato in alcuni casi rischia di diventare lo specchio per le allodole di tanti piccoli imprenditori. Succede a Roma, dove Festa Srl controllata dal gruppo Snai, leader nel settore delle scommesse ha proposto un cambio del pacco. Un accordo volto a stabilizzare i precari assunti con co.co.pro, ma che prevede un ribasso degli stipendi fissi e un aumento della variabile.

Tutti col fiato sospeso per le elezioni locali

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Aldo Garzia

L'ANALISI. Berlusconi in chiusura di campagna ha rispolverato il repertorio liso di insulti e paranoie. Ma a Milano il premier e Bersani si giocano il futuro, politico e personale.

Silvio Berlusconi ha trasformato gli ultimi giorni di campagna elettorale in una corrida. Lui naturalmente vuole infilzare il toro del centrosinistra sventolando il panno rosso dell’immancabile pericolo comunista. Mettendo pepe e peperoncino nello scontro – e qualche insulto, come ha fatto Letizia Moratti a Milano nei confronti di Giuliano Pisapia – sa di rischiare molto. Ma lui è convinto, e fin qui le campagne elettorali gli hanno dato ragione, che più solletica gli istinti beceri del suo elettorato e migliore è il risultato della mobilitazione a suo favore.

Sapessi come è strano

Luca Bonaccorsi

Se lo spumante è ancora in frigo è solo per scaramanzia. Siamo talmente disabituati a vincere, ormai, che l’incredulità domina e dominerà sino all’esito dei ballottaggi. Ma il risultato di Milano è già eccezionale. Non solo nella capitale lombarda il centrosinistra si guadagna il ballottaggio per la prima volta in 10 secoli, ma al secondo round l’ottimo Pisapia ci va, sembrano indicare le proiezioni, da vincitore. È un risultato meraviglioso, un colpo terribile alla cricca dei moderati del Bunga e al duo Berlusconi-Moratti.

Riforma della giustizia, l’opposizione insorge

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Dina Galano

POLITICA. Dopo la visita al Colle, il ministro Alfano presenterà oggi in Consiglio dei ministri il testo del provvedimento. Bersani, Pd: «Contiene elementi inaccettabili per coprire leggi ad personam».
 

Si aspetta di vedere le carte, ma dalle anticipazioni sulla sostanza del provvedimento di riforma della giustizia sono emersi particolari sufficienti a innescare lo scontro politico. Dopo la visita di ieri del ministro Angelino Alfano al Quirinale, è prevista per oggi la presentazione ufficiale del testo in un Consiglio dei ministri riunito ad hoc.

Il governo taglia la sicurezza

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Dina Galano

MANOVRA Anche gli uomini delle forze dell’ordine occupano piazza Montecitorio. Protestano contro i tagli di una finanziaria che il ministro dell’Economia continua a difendere. Coniando lo slogan «fiducia dà fiducia»

 

Illegittimo impedimento

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Alessandro De Pascale

GIUSTIZIA Per il processo sulla scalata Antonveneta il pm Fusco aveva concordato con il neoministro Brancher un fitto calendario estivo. Ieri, però, era infuriato: «Mi sento preso in giro, doveva venire in aula»

Il pubblico ministero di Milano, Eugenio Fusco, che rappresenta l’accusa nel processo stralcio sulla scalata della Banca popolare italiana (Bpi) ad Antonveneta, arriva in tribunale anche di sabato mattina. Quando prende la parola, sferra un duro attacco, davanti al giudice Anna Maria Gatto: «Mi sento preso in giro da Brancher che oggi (ieri, ndr) doveva venire in aula». Fusco non ci sta e sbatte i pugni sul tavolo, anche perché non è la prima volta che il neoministro non si presenta in tribunale.

Bersani, bivio atomico

Alessio Nannini

POLEMICHE. Il segretario del Pd risponde alla lettera di alcune personalità del mondo scientifico in merito al ritorno al nucleare in Italia. «Il no del partito non è dovuto a ideologia, ma a motivi di merito».

Come se non avesse altre gatte da pelare, il Partito democratico si ritrova di fronte a una nuova polemica. Una lettera firmata da numerosi intellettuali, e pubblicata su Il Riformista e Il Corriere della Sera, ha invitato ieri il segretario Pierluigi Bersani a non cedere alle (così definite) tentazioni demagogiche e antiscientifiche, e invitato il partito ad appoggiare apertamente il ritorno del nucleare in Italia, tanto voluto dal ministro dimissionario Scajola e dalla maggioranza tutta.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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