Camusso va dalla Fiom in piena ventata di crisi

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Eloisa Covelli

ECONOMIA. Mentre le Borse chiudono in rosso e le stime di crescita del Pil vengono riviste al ribasso, la leader della Cgil si presenta davanti ai metalmeccanici critici sull’accordo del 28 giugno.

Nel pieno della bufera economica, la segretaria del principale sindacato italiano, Susanna Camusso, si presenta davanti alla platea dei metalmeccanici all’indomani della convalida dell’accordo del 28 giugno, che modifica per sempre le relazioni industriali nel nostro Paese. Mentre la leader Cgil attende il suo intervento, le notizie che arrivano dalla Borsa fanno tremare. Milano chiude con -4,52%, Parigi con -5,25%, Londra - 4,67%, Francoforte -4,96%.

Zambia al voto. L’opposizione vuole togliere il rame ai cinesi

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Francesca Gnetti

AFRICA. Il presidente uscente, Banda, vanta una crescita del 7% del Pil, ma il 60% degli abitanti vive con due dollari al giorno. Lo sfidante Sata propone una super tassa sulle miniere.

Una più equa distribuzione della ricchezza che arriva dai giacimenti di rame è la sfida che si gioca in Zambia dove si è tornati a votare per eleggere il nuovo presidente, rinnovare i 150 seggi del Parlamento e oltre mille consiglieri locali. La massima carica dello Stato è faccenda ancora una volta di due politici di lungo corso, rivali da sempre: il presidente uscente Rupiah Banda e Michael Sata, ambedue 74enni. Gli altri otto candidati non sono in grado di impensierire il Movimento per la democrazia multipartitica (Mmd), al potere da vent’anni.

Pesaro e Urbino, la provincia cerca più benessere (e meno Pil)

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Valentina Perugini

SOSTENIBILITA'. Gli amministratori marchigiani lanciano i 2020 - Progetti per una comunità felice: politiche pubbliche per ottenere il primato nazionale della “qualità della vita”.

Ad oggi è solo il Buthan, il piccolo regno del centro dell’Asia, che usa come indice di buona salute dell’economia il Benessere Interno Lordo, invece del convenzionale Pil. Ma anche nel mondo occidentale, qualcosa sembra muoversi in questa direzione.

Tra il baratto e la riforma della finanza, scelgo la seconda

Luca Bonaccorsi

IL DIBATTITO. Ma davvero le colpe di tutti i mali del mondo ricadono sulle banche? Una risposta al fronte dell’”anti-finanza”.

Quando la crisi economica colpisce duro, una tendenza naturale delle società umane è di cercare “responsabili”. La dinamica del “capro espiatorio” ha radici antiche. A turno sono stati sacrificati animali (il capro, appunto), bambini, donne (meglio se vergini). Durante la crisi che colpì la Germania dopo la prima guerra mondiale (anche a causa di indennizzi bellici altissimi) i nazisti guadagnarono consensi dirottando la rabbia dei tedeschi contro gli ebrei, che controllavano buona parte delle banche.

Export alimentare. In Argentina è boom

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Gloria Ravidà

AMERICA LATINA. Alla Fiera internazionale dell’agricoltura “la Rural” si danno appuntamento esperti di tutto il mondo. Il Paese produce il 12 per cento del Pil grazie ai frutti della sua terra.

In questi giorni a Buenos Aires imprenditori provenienti da tutto il mondo stanno seguendo “la Rural”, la fiera internazionale agricola più importante del Paese che mostra i progressi su: bestiame, agricoltura e industria. «Questo settore è uno dei grandi motori dell’Argentina ed ha tutte le carte il regola per generare ricchezza», ha dichiarato il sindaco della città Mauricio Macri nel corso dell’inaugurazione dell’esposizione che durerà fino al 26 luglio.

«Crescono cure e istruzione»

Susan Dabbous

L'INTERVISTA. Antonio Vigilante, direttore del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite spiega perché non è solo il Pil a contare. Tra i Paesi che sono migliorati di più dal 1970 ad oggi c’è anche l’Etiopia.

La media di Sviluppo umano è aumentata del 41 per cento in 40 anni. I Paesi poveri si avvicinano sempre di più a quelli ricchi per quanto riguarda gli standard di salute e istruzione, ma non di reddito». Antonio Vigilante, direttore del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) di Bruxelles ci spiega perché non è solo il Pil che conta. Il rapporto Onu mette in risalto i Paesi “Top movers”, quelli che, tra tutti i 135, hanno avuto i miglioramenti più marcati dal 1970 ad oggi.

Anche l’Istat oltre il Pil

Serena Salucci

ECONOMIA. Presentati ieri a Roma i sette punti del documento elaborato dalla Campagna Sbilanciamoci!. Trenta organizzazioni della società civile avviano una discussione per un nuovo indicatore dello sviluppo.

Andare oltre il Pil come metro di misura del benessere: con questo obiettivo ha dato inizio ai suoi lavori, ieri a Roma, il tavolo di consultazione promosso dalla ‘Campagna Sbilanciamoci!’.

Cresce ancora la disoccupazione

Giuliano Rosciarelli

ECONOMIA. Pil in calo nel 2009 (-5%). è il dato peggiore dall’inizio delle rilevazioni nel 1971. Aumenta anche il numero di senza lavoro: a gennaio erano l’8,6% del totale (2.144.000). Ecco la congiuntura italiana che emerge dai rapporti Istat, Cerved a dall’Osservatorio nazionale dei distretti industriali.

Se c’era bisogno di  una conferma che la crisi non è finita, beh questa è arrivata: il Pil nel 2009 è crollato del 5% (record dal 1971), il debito pubblico è salito al 115,8% del Pil e il deficit a toccato a quota 5,3%. Conseguentemente la pressione fiscale è aumentata di due punti decimali.

Giappone, il Pil si contrae. Ma Pechino resta dietro Tokyo

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Paolo Tosatti

ECONOMIA. Nel 2009 il Paese ha perso il 5 per cento reale. Buoni risultati nel quarto trimestre: il Prodotto interno lordo è aumentato dell’1,1 per cento rispetto al precedente. Nella classifica degli Stati ricchi, il Sol Levante resta secondo dopo gli Usa.

Nonostante la contrazione più forte mai registrata dal dopoguerra a oggi, l’economia del Sol Levante tiene il colpo e si conferma la seconda al mondo dopo quella degli Stati Uniti e prima di quella cinese.

Di Pil, Fmi e altre amenità

Luca Bonaccorsi

IN FONDO. La notizia economica del giorno è che il Fondo monetario internazionale ha rivisto all’insù le previsioni per la crescita mondiale. La ripresa, dice il Fondo, è arrivata prima ed è più vivace di quanto ci si aspettasse. Ma è fragile e incerta. Il motivo è che non siamo frazioni di Pil. E che con il Pil non ci si compra da mangiare.

«Siamo frazioni di Pil. Funzioniamo a petrolio». Scriveva il buon Corrias nel pieno della crisi economica del 2008. La notizia economica del giorno è che il Fondo monetario internazionale ha rivisto all’insù le previsioni per la crescita mondiale. Nel 2010 l’Italia dovrebbe crescere dell’1% invece dello 0,2%. E nel 2011 dell’1,3% invece dello 0,5%. Frazioni di Pil, appunto.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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