Cile, scontri tra “indignados” e polizia. Più di 800 i fermati

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Marco De Vidi

PROTESTA. In molte città del Paese studenti e insegnanti scendono in piazza da mesi per chiedere al premier Piñera una riforma del sistema dell’istruzione in senso più egualitario e democratico.

La mobilitazione studentesca in Cile ha assunto nelle ultime ore sempre più le sembianze della guerriglia urbana. In varie città ci sono stati violenti scontri tra i manifestanti e le forze di polizia, e nella notte tra giovedì e venerdì si sono registrati 874 arresti in tutto il Paese, con il ferimento di 90 agenti. Gli studenti cileni protestano da mesi per ottenere maggiori finanziamenti alla scuola pubblica, oltre che una riforma complessiva del sistema dell’istruzione.

Cile, sul web tutte le malefatte dietro agli affari idroelettrici

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Angelo M. D’Addesio

PATAGONIA. Grazie ad informazioni confidenziali messe in rete, bloccati i lavori per le cinque centrali che devasterebbero zone protette del Paese. Il presidente Piñera parte attiva nel progetto.

E' un’ennesima vittoria della rete e dell’ambiente, coordinata da organizzazioni ecologiste e corporazioni in difesa della Patagonia, quella sulle cinque centrali idroelettriche nel Cile australe di Endesa-Enel con la cilena Colbún, unite nella joint-venture Hidroaysen.

Insediamento con sisma

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Andrea Fagioli da Santiago

CILE. Mentre a Valparaiso si svolgeva la nomina ufficiale del nuovo presidente Sebastian Pinera, un terremoto di magnitudo 7,2 della scala Richter, seguito da altre due scosse di notevole intensità (6,9 e 6), ha fatto ripiombare nel panico gli abitanti delle zone distrutte dal sisma del 27 febbraio e alla fine della cerimonia il Parlamento è stato evacuato per l’allarme tsunami.

La terra sembra non rassegnarsi al “cambio de mando” in Cile. Mentre a Valparaiso il presidente del Senato, Jorge Pizarro, stava nominando ufficialmente Sebastian Pinera nuovo presidente del Paese latinoamericano, una terremoto di magnitudo 7,2 della scala Richter, seguito da altre due scosse di notevole intensità (6,9 e 6) hanno fatto ripiombare nel panico gli abitanti delle zone distrutte dal sisma del 27 febbraio e alla fine della cerimonia il Parlamento, che si trova a poche decine di metri dal mare, è stato evacuato per l’allarme tsunami.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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