Fontane anti plastica, luci e ombre d’un nuovo modo di bere

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Vittorio Marletto (Terra Emilia Romagna)

CONSUMI. Acqua, naturale o gassata, distribuita da impianti collocati in luoghi pubblici. Una scelta illuminata, ma serve attenzione.

Domenica scorsa un amico mi portato a vedere la “fontana” dell’acqua gasata e naturale, installata da qualche mese in prossimità di un parco urbano del suo comune (Castellarano, sulla sponda reggiana del Secchia). Si tratta di un apparecchio che refrigera e addiziona di anidride carbonica l’acqua potabile. Basta piazzare una bottiglia sul piano dell’apparecchio sotto uno dei rubinetti e in un attimo si ottiene gratuitamente acqua fresca gasata o naturale a volontà.

Firmato l’accordo di programma

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Francesco Servino (Terra Napoli)

RIFIUTI. Intesa tra Provincia di Napoli, Regione e sindaci di 19 Comuni del vesuviano: ecco la road map per impianti e differenziata.

Un atto di grande responsabilità istituzionale secondo il Pd. Secondo altri, un compromesso dettato dal “dispotismo” di una rete di comitati.

Goletta Verde. In missione per il Mediterraneo

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Ignazio Angeli

INIZIATIVA. Abusivismo sulle coste, plastica in acqua, trivellazioni petrolifere: Legambiente presenta il rapporto annuale sulle illegalità e i nemici del mare.

Ironia e denuncia. Sono i due ingradienti che Legambiente utilizza quest’anno per denunciare l’attacco indiscriminato che il nostro mare ormai da anni subisce. Il rapporto Mare Monstrum 2011 illustra le caratteristiche del mare illegale nostrano e denuncia tutte quelle attività che inquinano e deturpano i fragili ecosistemi delle nostre località costiere.

La dichiarazione di Honolulu per contrastare il "marine litter"

Diego Carmignani

AMBIENTE. Produttori di materie plastiche, politici e ambientalisti nelle Hawaii per la Conferenza internazionale sui rifiuti marini. Nuovi impegni contro l’inquinamento che sta uccidendo gli oceani.

Grande come il mare, si dice. E le dimensioni delle risorse marine del pianeta coincidono oggi con quelle delle problematiche ambientali che vi galleggiano e affondano. L’Onu parla di 6,4 milioni di tonnellate di marine litter, cioè rifiuti sversati ogni anno in mare, che distruggono habitat e catene alimentari. E il problema nasce sulla terra ferma: l’80 per cento dei rifiuti plastici umani viene dalle coste e in alcuni punti delle aree marine si registrano dai 3 ai 6 kg di pattume per ogni kg di plancton.

Rifiuti e zone marine

Gregorio De Mario

DOSSIER Nel mare tra Italia, Spagna e Francia, c’è un’alta concentrazione di spazzatura in plastica. I dati sono contenuti in un rapporto di Legambiente

Scontro sullo stop alle buste di plastica

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Alessandro De Pascale

AMBIENTE. A sorpresa nel Milleproroghe ritorna il rinvio della messa al bando dei sacchetti in polietilene. Il ministro Prestigiacomo insorge e ottiene la modifica. Ma si temono altri colpi di mano.

L'ultimo scontro nel governo è avvenuto ieri mattina a Palazzo Chigi, durante il 120esimo  Consiglio dei ministri. Il premier Berlusconi e il ministro dell’Economia Tremonti stavano leggendo la bozza del cosiddetto “Milleproroghe”, il consueto decreto legge che proroga i termini delle leggi in scadenza a fine anno.

Gli alberi in plastica? Meglio quelli di legno

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Alessio Nannini

TRADIZIONI. Un rapporto della Coldiretti evidenzia i pregi degli abeti coltivati nei vivai ed evidenzia i danni all’ambiente di quelli finti. Se prodotta in Cina, una pianta inquina quanto un’automobile.

Natale, tempo di regali e di addobbi luminosi. Tempo soprattutto di alberi, che la tradizione moderna e consumistica vorrebbe ornati di palle e stelline nelle case di chi festeggia a partire da oggi 8 dicembre. E di questi giorni è anche un rapporto della Coldiretti che ha inteso fare il punto sugli abeti di Natale in plastica, un tempo ritenuti una valida alternativa (e vagamente ambientalista) a quelli veri. In realtà, ci dice il documento dell’associazione, gli abeti finti inquinano, e inquinano ancora di più se provengono dalla Cina.

Plastica, addio agli shopper

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Stefano Bettera (Terra Milano)

L'INIZIATIVA. Sacchetti di carta o in bio-plastica? Legambiente lancia la campagna “Vota il sacco” per chiederlo ai consumatori.

Lo dice la legge, il sacchetto di plastica è ormai alla fine: dal 1° gennaio, sarà vietato commercializzarli. Una vittoria degli ambientalisti che eliminerà dalle casse di negozi e supermercati milanesi circa 400 milioni di buste all’anno. Gran parte degli esercizi commerciali e quasi tutte le catene della grande distribuzione milanese hanno già scelto di eliminare il sacchetto di plastica anticipando la legge.
 

Bioplastica alla cassa

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Alessandro De Pascale

CONSUMI. Alla fine dell’anno i sacchetti non biodegradabili potrebbero sparire. La Prestigiacomo dovrà infatti decidere se prorogare ancora la loro messa al bando. Ecco la situazione nei vari supermercati italiani.

L'invasione dei sacchetti di plastica, quelli che comunemente chiamiamo le buste per la spesa, parte dalla grande distribuzione. In media ci costano 0,05 centesimi di euro e contengono 5 chili di prodotti. Ogni italiano, neonati compresi, consuma più di 300 sacchetti di plastica usa e getta all’anno. Pari a 8 chili di CO2 a testa. Oltre 1.000 miliardi quelli consumati ogni anno nel mondo, 100 miliardi solo in Europa che equivalgono a circa 12 milioni di barili di petrolio. E ogni sacchetto resta nell’ambiente da un minimo di 15 a un massimo di 1.000 anni.

La tratta della plastica

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Giorgio Mottola

LA STORIA. Claudia Salvestrini, direttrice del consorzio Polieco, racconta come i cinesi hanno conquistato il mercato italiano dei rifiuti, che partono come scarto verso la Cina e ritornano in Europa come merce.

Rifiuti che scompaiono e riappaiono magicamente in Cina. Si trasformano in giocattoli, occhiali da sole, flaconi farmaceutici, bottiglie di plastica e fanno il loro ritorno, da merce, tra gli scaffali dei supermercati occidentali. Ci sono broker cinesi che da anni girano l’Italia a caccia di plastica. Acquistano i rifiuti di polietilene delle grandi aziende per conto di imprenditori del gigante asiatico. Pagano molto bene: gli scarti industriali sono la loro materia prima. È come se importassero petrolio.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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