P4, accuse più pesanti per Papa e Bisignani

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Vincenzo Mulè

INCHIESTA. Il tribunale del riesame dà ragione ai pm di Napoli Curcio e Woodcock: «Sussistono gli elementi a sostegno dell’associazione a delinquere». La procura: «Grande soddisfazione».

La loggia P4 era un’associazione a delinquere. Lo ha ribadito ieri il tribunale del Riesame che ha depositato l’ordinanza accogliendo la richiesta dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio relativa alla sussistenza del reato associativo. «Sussistono - scrive il tribunale del Riesame di Napoli - gli elementi a sostegno dell’accusa di associazione per delinquere contestata dai pm nei confronti degli indagati dell’inchiesta sulla cosiddetta P4». La decisione ribalta quella del gip, che nelle ordinanze di custodia aveva escluso tale accusa.

Giustizia, l’affondo di Fini

Aldo Garzia

DAL TRANSATLANTICO. «Sarebbe grave tornare alla soggezione dei pm all’esecutivo, com’era nel fascismo». Nuovo scontro tra il presidente della Camera e il premier. Sempre più lontano l’accordo tra Pdl e Fli.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini lo aveva detto proprio qualche giorno fa: «Mi auguro che sul tema giustizia non ci siano questioni insormontabili e che non ne scaturisca una crisi di governo». Ieri ha insistito sul tema, intervenendo in un convegno a Bari: «Sarebbe grave tornare alla soggezione dei pubblici ministeri all’esecutivo, com’era nel fascismo».

Toghe, profondo rosso

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Giorgio Mottola

GIUSTIZIA. Si parla ogni giorno di processo breve ma i fondi promessi da Alfano non sono ancora arrivati. A Napoli i pm sono costretti a pagare la benzina, a Palermo carta e toner, mentre a Torino mancano i cancellieri.

La maggioranza si affanna da mesi per trovare una quadra sul processo breve. Il ministro Alfano lo racconta ai giornalisti come il vero e unico remedium malorum della giustizia italiana. Prova a convincere i finiani promettendo nuovi fondi.

Finisce la via crucis del giudice. Il Csm lo rimuove dall'Ordine

Dina Galano

IL CASO. Ieri il verdetto della sezione disciplinare: il magistrato Luigi Tosti, che dal maggio 2005 rifiuta di tenere udienza in presenza del crocifisso, deve definitivamente lasciare la toga. «Una pagina nera per la laicità dello Stato», il suo commento.

«E' stata scritta una pagina nera per la laicità dello Stato italiano», è stato il commento a caldo del giudice Tosti appena emesso il verdetto del Consiglio superiore della magistratura. Ieri, questo il responso, la sezione disciplinare ha così definitivamente espunto dall’Ordine il dottor Tosti, a seguito del suo reiterato rifiuto a tenere udienze in aule dove è esposto il crocifisso.

A Reggio Maroni, bufale e petardi I pm puntano sul clan De Stefano

Pietro Orsatti

'NDRANGHETA. La tensione rimane alta nel reggino, mentre si cerca di analizzare l’escalation innescata dalle ’ndrine, che già in passato hanno dimostrato spregiudicatezza e relazioni pericolose con massoneria deviata e servizi.

Falso allarme bomba alla Procura di Reggio Calabria nella giornata dell’arrivo nella città del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Si trattava di qualche petardo inesploso rimasto in strada dopo i “botti” di Capodanno. Ma l’allarme fa capire quale sia il livello di tensione che si respira nella città calabrese dopo il “botto”, quello vero, davanti all’ingresso della Procura generale del capoluogo calabrese avvenuto il 3 gennaio scorso.

Caso Wind, volevano fermare i pm di Why Not

Pietro Orsatti

INCHIESTA. Proseguono le rivelazioni sul responsabile della security del gestore telefonico. Negli atti i rapporti con Tavaroli e Mancini dei servizi.

L’obiettivo era smontare Why Not. Questo emerge dalle rivelazioni relative all’inchiesta Wind condotta dalla procura di Crotone, titolare il pm Pierpalo Bruni. L’indagine ha portato all’esecuzione degli arresti domiciliari per il capo della Security del gestore telefonico Salvatore Cirafici, e coinvolge anche il maggiore dei carabinieri Enrico Maria Grazioli, uomo di fiducia di Cirafici e che proprio da questi veniva avvisato di essere indagato e intercettato.

Spatuzza schiacciato fra Berlusconi e i pm

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Pietro Orsatti

MAFIA. Nuovi dettagli sul percorso affrontato dal collaboratore di giustizia aggiungono altri tasselli nel ruolo che avrebbero avuto il premier e Dell’Utri nella trattativa segreta.

Continua il racconto di Gaspare Spatuzza, feroce killer di mafia, uomo d’onore del mandamento di Brancaccio, oggi collaboratore di giustizia. Con le sue dichiarazioni ha riaperto due processi per stragi, quella di via D’Amelio del ’92 e quella di via dei Georgofili a Firenze del ’93, sta collaborando all’inchiesta sulla trattativa fra Stato e Cosa nostra e le sue dichiarazione sono in attesa di essere accolte dalla Corte di assise di Palermo nel processo in secondo grado a Marcello Dell’Utri.

Stragi e trattativa ora si riscrive la storia

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Pietro Orsatti

LO SCENARIO. Nuovi dettagli emergono dalle carte consegnate ai pm da Ciancimino. Dove nascono gli attentati e il tentativo di accordo con la politica operato dai boss.

La trattativa fra Cosa nostra e lo Stato è in quel foglio, il famoso o famigerato papello, redatto da Riina, o da qualcuno per lui, e consegnato a Vito Ciancimino da Nino Cinà, già condannato per mafia e oggi sotto processo insieme a Marcello Dell’Utri a Palermo. Dodici richieste secche, scritte a stampatello.

Tarantini arrestato in aeroporto. Non solo escort e droga il suo giro

Pietro Orsatti

INCHIESTE Il giovane imprenditore fermato nello scalo barese. Il procuratore motiva la tempistica parlando di pericolo di fuga e depistaggi. L’imputato avrebbe, secondo i pm, piani e progetti per cercare una via d’uscita dalle accuse.

Tarantini fermato ieri in aeroporto. Stava scappando? Non si sa, troppo presto per dirlo. Ma la notizia, che compare con puntualità sulle agenzie, sembra raccontare questo. «Il processo è delicato, la procura ha deciso di dare un’accelerazione alle indagini. Uno dei compiti del pubblico ministero è quello di garantire la presenza dell’imputato alle fasi processuali» ha detto il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati.
 

De Magistris: «Inutile discutere se i Pd sono Loiero e Bassolino»

Pietro Orsatti

POLITICA
L’ex Pm nega ogni possibilità di alleanza con il centrosinistra semmai decidesse di ricandidare gli ex governatori della Calabria e della Campania. Non c’è margine di trattativa: «Per noi sono improponibili in partenza».

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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