Roma, tornano le targhe alterne

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redazione

SMOG. Dopo 57 sforamenti, la capitale blocca il traffico anche ai motorini. Ogni anno in Europa 350mila persone muoiono prematuramente a causa del pm10.

Inizia con il ritorno delle targhe alterne l’ultimo mese dell’anno a Roma. Giovedì e venerdì 1 e 2 dicembre circoleranno solo la metà delle auto che normalmente intasano le vie della capitale, la ragione è molto semplice: le polveri sottili non si abbassano. Perciò domani a restare ferme saranno le dispari dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21, all'interno della fascia verde. Dopodomani sarà invece la volta delle pari, negli stessi orari e nello stesso perimetro.

A piedi ma non per emergenza

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

AMBIENTE. Il Comune non vuol fare delle domeniche senz’auto una misura che scatta solo col superamento della soglia di pm10.

Sarà il 20 novembre tra le 10 e le 18 la seconda domenica a piedi dell’era Pisapia. Dopo lo stop alle auto del 9 ottobre, è arrivato in settimana il primo provvedimento non emergenziale coordinato con i Comuni della prima fascia dell’hinterland milanese. Il superamento della soglia di PM10 (50 microgrammi per metro cubo) ammessa per legge per oltre 12 giorni consecutivi, aveva costretto Palazzo Marino al blocco del traffico già nella seconda settimana di ottobre, ma il Comune non vuole fare delle domeniche a piedi una misura unicamente emergenziale.

Micropolveri killer, a Madrid scoppia l’allarme per la salute

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Susan Dabbous

SPAGNA. Una ricerca mette sotto accusa i motori diesel. Sono dannosi per l’uomo e aumentano il rischio di ischemie, ictus e infarti. Per i medici, la direttiva Ue sull’inquinamento va rivista.

Peggio del famigerato pm10 c’è solo il suo cugino minore: il pm2,5. Non tratta di formule astratte, ma delle polveri sottili che respiriamo ogni giorno e che  - purtroppo - ci fanno ammalare, a volte in modo irrimediabile. A scoprire che il pm2,5 che fuoriesce dalle marmitte dei motori a diesel fa più male delle polveri provenienti dalla combustione della benzina tradizionale è stato un recente studio congiunto dell’Ospedale clinico di Valladolid e dell’Istituto sanitario Carlos III di Madrid.

Nel metrò tira una brutta aria

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Anna Pellizzone (Terra Milano)

AMBIENTE. I valori di PM10 nei tunnel e sulle banchine superano di dieci volte quelli in superficie. Ma il pericolo resta all’aperto.

Nelle metropolitane milanesi le concentrazioni di PM10 possono raggiungere i 327 microgrammi per metro cubo. Un valore circa dieci volte superiore alla già avvelenata aria che si respira in superficie, dove, in pieno traffico, le concentrazioni non superano i 37 microgrammi. È quanto emerge da una ricerca commissionata dalla Procura di Milano all’Arpa Lombardia, che tra marzo e aprile ha monitorato in sei stazioni l’aria della metropolitana.

L’Italia nel mirino dell’Europa

AMBIENTE. Al governo Italiano non va proprio di adeguarsi alle normative europee in materia di legislazione ambientale. La Ue ha deferito l’Italia per i continui sforamenti dei limiti comunitari imposti alle Pm10.

Al Governo Italiano non va proprio di adeguarsi alle normative europee in materia di legislazione ambientale. La Ue ha deferito l’Italia per i continui sforamenti dei limiti comunitari imposti alle Pm10. «Non è stato affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive», è stata la condanna del commissario europeo all’Ambiente Janez Potocnik. Ed è stata aperta ieri una procedura di infrazione anche per il mancato rispetto delle leggi comunitarie sul trattamento delle acque reflue.

Se l’auto è una camera a gas

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Giovanni Invernizzi (Istituto nazionale dei Tumori/Simg di Milano)

SALUTE. Due recenti pubblicazioni scientifiche dimostrano come la prassi, assai diffusa nel nostro Paese, di fumare alla guida sia più dannosa di quanto percepito. E i picchi di Pm10 resistono anche a finestrini aperti.

Il fumo passivo è formato da una miscela di gas (monossido di carbonio, composti organici volatili) e polveri sottili (di diametro inferiore a 1 µm) che si forma dalla combustione del tabacco. L’esposizione involontaria è un fattore di rischio accertato per tumore del polmone e malattie cardiovascolari e respiratorie, che interessa milioni di soggetti nel mondo.

Troppo smog nelle città, ora agire subito

Giovanni Invernizzi*, Ario Ruprecht*, Nino Kuenzli**

COMMENTI. La riduzione del traffico veicolare è decisiva per diminuire le esposizioni tossiche. Non solo alle pm10, ma anche al black carbon, un inquinante indicato come fattore di rischio per asma e tumore del polmone.

Le numerose evidenze dalla letteratura scientifica sui rischi per la salute da inquinamento da traffico sono state recentemente sottoposte a un’attenta valutazione da un gruppo internazionale di esperti riuniti sotto l’egida dell’Health Effects Institute.

Allarme smog in Veneto

Elisa Andreoli (Terra Nordest)

AMBIENTE. Tutte le province hanno già ampiamente superato il limite di 35 giorni l’anno di sforamenti per le Pm10.

A poco più di tre mesi dall’inizio dell’anno, si conferma alto l’allarme smog nel Veneto, con elevate concentrazioni di polveri sottili. Tutte le province venete, eccetto Belluno, hanno già largamente superato il limite normativo di 35 giorni l’anno con concentrazioni di PM10 oltre i 50 μg/mc.

Smog, è allarme polveri sottili

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Francesco Iacotucci (www.napolionline.org; Terra Campania)

INQUINAMENTO. La situazione, rispetto al 2009, è peggiorata. Già a fine marzo quattro centraline hanno superato i limiti di legge.

Napoli è record di inquinamento da Pm10, le famigerate polveri sottili. Per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza sanitaria l’Amministrazione comunale, dopo un periodo di test, ha deciso di passare da due a tre giornate di stop alle auto.
 

Mal d’aria, la vera emergenza nel disinteresse della politica

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Elisa Andreoli (Terra Nordest)

AMBIENTE. Gli studi scientifici e le indagini epidemiologiche sugli effetti dell’inquinamento da polveri sottili sulla salute sono ormai molti e tutti concordi: per molti studiosi siamo già in una situazione di emergenza sanitaria.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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